la sera del 31 ottobre 1926 a bologna, nel pieno delle celebrazioni della rivoluzione fascista, venne sparato a mussolini. un ragazzo, identificato come l`attentatore, viene massacrato: e` anteo zamboni, terzogenito sedicenne di un tipografo gia` anarchico e ora fascista e amico del leader del fascismo bolognese leandro arpinati. l`attentato fa scattare la reazione dei fascisti da strada e fornisce l`esca per la promulgazione delle leggi eccezionali che sanciscono l`instaurazione della dittatura. ma anteo e` un tirannicida, una pedina di un gioco piu` grande di lui, o addirittura la vittima casuale di una violenza di piazza? il volume racconta le molte e contradditorie facce di questo ennesimo mistero italiano.
l`autore identifica la piazza quale teatro tipicamente italiano della vita pubblica e della lotta politica, ricostruendo, attraverso le trasformazioni dell`uso della piazza, le trasformazioni della vita civile italiana. dai moti del 1848 alle cannonate di bava beccaris e ai grandi scioperi, dai comizi interventisti alle adunate oceaniche del fascismo, da piazzale loreto ai disordini di piazza, ma anche alle piazze dei paesini, questa e` la storia dell`ultima stagione in cui "l`andare in piazza" e` stato parte integrante della vita dei cittadini, prima che la televisione diventasse il luogo della vita pubblica. il testo esamina anche come l`uso politico della piazza si stia riaffermando, in un interscambio fra la piazza mediatica e quella reale.
l`autore fa luce su aspetti trascurati della storia sociale ed economica russa tra la fine dell`800 e l`inizio del `900 e ricostruisce l`identita` sociale e mentale del lavoratore moscovita, diviso tra il nuovo ruolo di protagonista del processo di industrializzazione e le poprie radici rurali, al momento del primo diffondersi delle idee marxiste.
scritto all`indomani della riunificazione, piu` che un libro di storia esso intende essere una riflessione sul destino del popolo tedesco, sul dramma di una nazione che nel corso di un secolo ha creduto in una propria missione eccezionale e ci ha creduto fino all`autodistruzione, fino ad essere annientata. l`autore ricorre a materiali poco noti tratti da fonti memorialistiche, dai giornali, dal cinema e portando il discorso anche sul piano degli stili di vita, della mentalita`, dei miti e delle passioni collettive.
rimasto inedito per quasi cinquant`anni questo diario raccoglie le confessioni di drieu dall`inizio della guerra alle soglie della morte: le ultime righe sono scritte due giorni prima del suicidio. fra queste due date, la guerra, l`invasione della francia, vichy e la collaborazione, la liberazione di parigi. e` la lenta cronaca di una fine: ed e` questa consapevolezza a dare un`acerba tensione alle pagine del diario, dove l`analisi dei propri fallimenti si unisce alle riflessioni sull`inarrestabilita` della decadenza europea, sulla "fine delle patrie", sui limiti dei nazionalismi, sui rapporti tra fascismo e comunismo, che acquistano oggi una strana attualita`.
il saggio verte sugli anni di fondazione del fascismo, quelli che vanno dalla fine della guerra alla stabilizzazione del regime. con una vasta ricognizione della pubblicistica dell`epoca gentile mette in luce il complesso di credenze, miti, programmi in cui l`ideologia fascista trova espressione: l`evoluzione delle posizioni politiche di mussolini, i miti del dopoguerra, l`antibolscevismo, il nazionalismo, la rivolta contro il mondo moderno, la centralita` dello stato.
che cos`e` stata la guerra per quelli che sono rimasti a casa? quali cambiamenti ha indotto nella vita di una citta` come roma? l`autrice mostra come la mobilitazione bellica ridisegno` atteggiamenti e bisogni della popolazione romana; le posizioni politiche, innanzitutto; poi le reazioni ai nuovi problemi pratici posti dalla guerra, dall`assistenza alle famiglie povere alla renitenza alla leva, alla prostituzione, al controllo dei consumi, alla paura delle "spie" tedesche. in generale, la guerra determino` un massiccio ingresso dello stato nella vita civile, a cio` rispose una spinta dei cittadini ad aggregarsi fuori dalle strutture politiche tradizionali e sanci` una mentalita` di cittadinanza passiva che attende dallo stato la soluzione dei problemi.
l`autore affronta sistematicamente tutti i diversi aspetti dell`istruzione e dell`alfabetizzazione. i primi cinque capitoli si occupano del mondo della scuola, trattando in dettaglio i vari tipi di scuola esistenti, i metodi di insegnamento, i maestri e le maestre, le universita`, e da ultimo le occasioni di acculturazione extrascolastica (dalla famiglia al luogo di lavoro) che specie per le classi inferiori avevano un ruolo non secondario. i capitoli successivi trattano del problema di come misurare l`alfabetismo e di come fosse variamento distribuito; descrivono il mondo del libro e della carta stampata e infine mettono a fuoco il piu` vasto problema della capacita` di espressione e comprensione e della cultura orale.
il "mondo di ieri" della borghesia ebraica piemontese, l`antifascismo, l`emigrazione in america: l`inconsueta autobiografia a due voci scritta da anna foa (sorella di vittorio) e dal marito davide jona rievoca mezzo secolo di storia italiana attraverso le peripezie di una famiglia.
basato su una documentazione sinora inedita, conservata presso l`archivio del ministero degli esteri sovietico e l`archivio generale dell`ex pcus, questo studio affronta uno dei temi piu` spinosi e discussi della storia dell`italia repubblicana: il rapporto tra il pci e l`unione sovietica durante la guerra e l`immediato dopoguerra.
il 20 luglio 1969, alle 21.35 ora di houston, l`astronauta americano neil armstrong stampa l`impronta della sua scarpa sulla sabbia della superficie lunare. questa impresa decise la gara delle grandi potenze per la conquista dello spazio ma soprattutto testimonio` l`onnipotenza della civilta` della tecnica e della scienza: cio` che l`uomo si propone lo puo` raggiungere soprattutto quando la posta in gioco e` alta. e` questo strapotere della scienza e della tecnica che l`autrice ripercorre, mostrando come esso sia stato una delle caratteristiche forti del secolo che si chiude.