scritto nel 1870, quando l`autore era ormai prossimo ai cinquant`anni, questo breve romanzo occupa un posto a se` fra le opere di dostoevskij per l`insolita vena umoristica che lo attraversa. con sorprendente autoironia il grande scrittore russo esorcizza la sfortunata esperienza del suo primo matrimonio, creando personaggi assai credibili nella loro spontanea umanita`. protagonista della storia e` vel`caninov, un agiato quarantenne di pietroburgo, il quale riceve inaspettatamente la visita di un certo trusozkij, marito di una amante avuta qualche anno prima. ormai la donna e` morta, ma la gelosia di trusozkij riaffiora dal passato insieme al senso di colpa del seduttore vel`caninov.
un libro intriso di memoria. seguendo con fedelta` le tracce degli uomini, non arrendendosi alle ragioni del tempo, ogni racconto trae in salvo qualcosa o qualcuno: i tanti nomi della neve, un pastore solitario che parla con amore alle sue pecore, paesaggi scomparsi, la storia di un popolo, un giovane legnaiolo la cui esistenza e` sconvolta dall`apparizione di una strega bellissima e impietosa, un focolare intorno al quale si raccolgono vivi e morti intrecciando rimpianti e speranze. i ricordi si coagulano in frammenti o si dilatano in narrazioni estese come quella che apre il libro, incentrata sulla lunga marcia verso casa di un uomo uscito dal lager, gracile scheletro che arranca tra i relitti lasciati dalla guerra.
Questa è una storia d'aria (palloni aerostatici, levità, frontiere) e una storia di terra (zavorre, schermaglie, routine). Ed è una storia di precipizi, di cadute violente e barbari strappi, dopo che due cose sono state unite e nessun dislivello basta a separarle. Questa, in una parola, è un'invincibile storia d'amore.
"i fratelli karamazov" si configura come la cronaca di una qualsiasi famiglia della provincia russa, contrassegnata dall`acerrimo contrasto tra la figura del padre, fedor, tirannico libertino, e i suoi quattro figli: alesa, profondo conoscitore dell`animo umano, dmitrij, un tenentino impulsivo, oscillante tra slanci di generosita` e bassezze crudeli, ivan, raffinato cultore dell`ateismo, e smerdjakov, figlio epilettico e illegittimo e per questo condannato ai lavori piu` servili in casa. quattro diverse personalita` che trovano come punto di convergenza l`odio comune verso il padre.
un antico e misterioso documento scritto da uno scienziato e rinvenuto per caso; il sogno di giungere al centro della terra; la lotta con un rivale privo di scrupoli; la spaventosa solitudine degli abissi; l`incontro con animali preistorici; un oceano immenso che condurra` i protagonisti al centro della terra e a una soluzione imprevedibile.
travolta da un ciclone, la piccola dorothy viene catapultata in un mondo strano e sconosciuto popolato da streghe buone e streghe cattive. se vuole tornare a casa, deve seguire un sentiero che la condurra` al misterioso regno del grande e terribile mago di oz; durante il cammino affronta avventure e avversita`, ma incontra anche nuovi amici, come lo spaventapasseri, il taglialegna di latta e il leone codardo. quando giunge con i suoi nuovi compagni nella meravigliosa citta` di smeraldo e si ritrova al cospetto del potentissimo mago, dorothy gli chiede di tornare a casa, lo spaventapasseri un cervello, il taglialegna un cuore e il leone il coraggio. ma qual e` il vero potere del mago di oz?
uscito a puntate sulla rivista "russkij vestnik" ("il messaggero russo") tra il gennaio 1871 e il dicembre 1872, "i demoni" nasce come immediata reazione a un fatto di cronaca, il cosiddetto "caso necaev". il 21 novembre 1869, a mosca, i membri di una cellula terroristica della narodnaja rasprava (giustizia sommaria del popolo), guidati da sergej necaev, avevano assassinato il loro compagno ivan ivanov, colpevole di insubordinazione e sospettato (a torto) di tradimento. fedor dostoevskij, in esilio volontario a dresda, apprende la notizia dai giornali russi e subito decide di accantonare i progetti letterari piu o meno grandiosi che gli affollano la mente, per scrivere un romanzo-pamphlet ispirato proprio a quella vicenda sanguinosa. intende mettervi in caricatura la nuova generazione dei nichilisti, fanatici e brutali, ma anche denunciare il loro legame con gli irresponsabili "padri", i "liberali idealisti", gli occidentalisti e i socialisti degli anni quaranta per cui lui stesso aveva simpatizzato, prima dell?arresto e dei lavori forzati. "sto scrivendo una cosa tendenziosa", scrive all?amico a. majkov il 25 marzo 1870, "ho voglia di essere sferzante. i nichilisti e gli occidentalisti strilleranno che sono un retrogrado! e vadano al diavolo, diro la mia, fino all?ultima parola". ma la composizione dell?opera e tormentosa e procede tra difficolta con l?editore e ripensamenti. dostoevskij inventa un narratore (il "cronista") che partecipa marginalmente all?azione, la trasporta in una sonnolenta citta di provincia, inserisce un complesso intrigo amoroso e una folla di nuovi personaggi, alcuni buffoneschi, altri luminosi, per ciascuno dei quali elabora un linguaggio, uno stile particolare. cosi col tempo il libello satirico diventa potente, profetico romanzo di idee, nera tragedia. e soprattutto grandiosa riflessione sul problema che sempre tormenta l?autore, quello della ricerca di dio e del male. nei demoni-nichilisti che seminano caos e violenza, il male assume tan