infanzie `favolose`, ragazze `deliziose`, ville sepolte fra gli alberi, parchi, piscine, tennis, biblioteche, vigne in collina... cacce, boschi, cantine sociali, partite a carte, lezioni d`inglese... piste da ballo, lirica del novecento, alberghi di sfollati, studi d`avvocato, licei bombardati, desolate vie provinciali negli anni piu` bui della guerra e del dopoguerra, crocicchi illuminati dalla luna, nonne con soldi, cavalli, spiagge, film con greta garbo, corse in automobile... studi universitari fatti male, trasalimenti sessuali confusi, droghine fatte in casa... fanciulline scatenate o svampite, ragazzini pensierosi e giovani scemini che incontrano il primo amore insieme al primo dolore... dignitose parsimonie... e uno sconfinato patrimonio d`affetti sentimentali e ridicoli accumulati o sperperati fra le ultime estati lunghe in campagna e le prime vacanze brevi al mare...
sul finire degli anni venti, in un indolente pomeriggio di primavera, una giovane ereditiera americana, che ospita nella sua casa di campagna in francia un amico, scrittore fallito e io narrante, riceve la visita dei cullen, perfetti esemplari, si direbbe, "di quella agiata genia britannica che infesta il mondo intero col suo eccesso di energia e di toni pacati". sofisticati, blase`, gelidamente socievoli, i cullen sembrano nutrire per se stessi e per cio` che li riguarda una passione debordante. sul polso, mrs cullen regge un falcone incappucciato. ieratico e solitario, feroce e insieme minato da una brama tormentosa, il falcone diviene il catalizzatore degli eventi di un pomeriggio brioso che inclina ben presto alla tragedia e alla catastrofe.
"dopo ventisette anni oggi ti rivedo, madre, e mi domando se nel frattempo tu abbia capito quanto male hai fatto ai tuoi figli". in una stanza d`albergo di vienna, alle sei di un piovoso mattino, helga schneider ricorda quella madre che nel 1943 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere quella che considerava la sua missione: essere a tempo pieno una ss e lavorare nei campi di concentramento del fuhrer.
max tivoli nasce nel 1871, a settant`anni. sa dunque che morira` nel 1941. chi e`, o meglio, cos`e` max tivoli? non c`e` nome per chi, come lui, viene "dall`altro capo della vita". e che maledizione e` diventare giovani col passare degli anni? scoprire il sesso con il fisico di un cinquantatreenne e l`esperienza di un castissimo diciassettenne? la presunta simmetria della vita e l`ordine stesso delle cose risultano invertiti. e max e` destinato a quella cosa stupida e stupenda che e` dissipare la vita per amore. per ben tre volte e in tre modulazioni diverse avra` modo di amare, sempre invano, la donna della sua vita, che non lo riconosce mai, ne` riconosce in lui la persona da amare. max tivoli e` un "mostro", che rispecchia quel mostro segreto che e` in noi.
nell`anno 2013, in un mondo dominato dal consiglio dei magnati dell`industria, scoppia un`epidemia che in breve tempo cancella l`intera razza umana. sessantanni dopo, nello scenario post-apocalittico di una california ripiombata nell`eta` della pietra, un vecchio, uno dei pochissimi superstiti (e a lungo persuaso di essere l`unico), di fronte a un pugno di ragazzi selvaggi - i nipoti degli altri scampati - riuniti intorno a un fuoco dopo la caccia quotidiana, racconta come la civilta` sia andata in fumo allorche` l`umanita`, con il pretesto del morbo inarrestabile, si e` affrettata a riportarsi con perversa frenesia a stadi inimmaginabili di crudelta` e barbarie. "la peste scarlatta" e` uno dei grandi testi visionari di jack london, che qui ancora una volta anticipa temi che, un secolo dopo, diventeranno ossessivi.
"chi meglio della signora ne`mirovsky, e con un`arma piu` affilata, ha saputo scrutare l`anima passionale della gioventu` del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?" scrisse, all`uscita di questo libro, il critico pierre loewel. le giovani coppie che vediamo amoreggiare in una notte primaverile (la grande guerra e` finita da pochi mesi, e loro sono i fortunati, quelli che alla carneficina delle trincee sono riusciti a sopravvivere) hanno, apparentemente, un solo desiderio: godere, in una immediatezza senza domani, ignorando "il lato sordido" della vita, soffocando "la paura dell`ombra". eppure, quasi sulla soglia del romanzo, uno dei protagonisti si pone una domanda - "come avviene, nel matrimonio, il passaggio dall`amore all`amicizia? quando si smette di tormentarsi a vicenda e si comincia finalmente a volersi bene?" - che ne costituira` il filo conduttore. con mano ferma, e con uno sguardo ironicamente compassionevole, ire`ne ne`mirovsky accompagna i suoi giovani personaggi, attraverso le intermittenze e le devastazioni della passione, fino alla quieta, un po` ottusa sicurezza dell`amore coniugale.
le basta vederlo una volta sola, quel bambino ricco, ben vestito, dai riccioli bruni, dai grandi occhi splendenti, che abita nella meravigliosa villa sulla collina e di cui dicono sia un suo lontano cugino, per essere certa che lo amera` per sempre, di un amore assoluto e immedicabile. a kiev, la famiglia di ada abita nella citta` bassa, quella degli ebrei poveri, e suo padre appartiene alla congrega dei maklers, gli intermediari, quegli umili e tenaci individui che si guadagnano da vivere comprando e vendendo di tutto, la seta come il carbone, il te` come le barbabietole. fra le due citta` sembra non esserci nessun rapporto, se non il disprezzo degli uni e l`invidia degli altri. eppure, quando il ragazzine harry si trovera` di fronte la bambina ada, ne sara` al tempo stesso inorridito e attratto: "come un cagnolino ben nutrito e curato che senta nella foresta l`ululato famelico dei lupi, i suoi fratelli selvaggi". molti anni dopo il destino li fara` rincontrare a parigi: e harry cedera` a quella misteriosa attrazione del sangue che ada esercita su di lui.
uno scintillante alone di glamour e di gossip ha sempre circondato le sei celeberrime sorelle mitford, figlie del barone redesdale, e nancy, la maggiore in ogni senso, ne ha trasferito sulla pagina riverberi screziati di veleno. questa micidiale comedy of manners, ambientata tra le due guerre, mette in scena gli impossibili montdore, di ritorno da cinque anni in india dove il conte, ricchissimo, aristocraticissimo, congenitamente stolido come i suoi degni pari, era vicere`. la consorte, di una prosaicita` adamantina, neanche fosse di origini borghesi o americane, sguazza nel bel mondo. e la figlia polly, la debuttante piu` concupita dai giovani blasonati che affollano i balli della stagione, decide per capriccio di farsi impalmare dallo zio, boy dougdale, di lei molto piu` vecchio e da pochi giorni vedovo, maestro nell`arte del ricamo nonche` per anni amante della madre. diseredata ipso facto, si ritira con il marito a vivere "di stenti" in sicilia. l`eredita` passa cosi` a uno spumeggiante cugino canadese, affermato gigolo` per signori, e basteranno un paio di sue battute perche` lady montdore, titillata nel suo organo vitale, la mondanita`, si rituffi nel girone festaiolo. dove finira` per tornare anche polly, ormai tanto disincantata da reagire ridendo alle sue disgrazie: non per niente siamo in arcadia, e mentre lei trova un consolatore, saranno ben altri scandali a scuotere tutta l`alta societa`.
(giorgio manganelli)
a un certo punto di questi racconti si parla di una "calma violenta" - e subito si riconosce il timbro e il passo di una scrittrice per cui l`ossimoro e` come l`aria che respira, quasi un segno di riconoscimento, fin dal titolo del suo romanzo piu` famoso, "i beati anni del castigo". del quale iosif brodskij scrisse: "durata della lettura: circa quattro ore. durata del ricordo, come per l`autrice, il resto della vita". non diverso l`effetto di queste storie, talvolta di una brevita` lancinante, talvolta dense come un romanzo. mescolando all`estro fantastico frammenti di ricordi e apparizioni, amalgamati in uno stile dove domina quello che gli etologi chiamano ubersprung, "diversione": quello scarto laterale, apparentemente fuori contesto, che e` un segreto ancora insondato del comportamento. e, come si mostra qui, della letteratura.
le voci non sono concordi, in paese: c`e` chi dice con , chi parla di , chi asserisce . sta di fatto che la notte tra il 24 e il 25 dicembre konrad, , ha ammazzato la moglie con una carabina mannlicher. si`, quella moglie invalida, . e stata trovata con il cervello spappolato - che precisa il giudice distrettuale - nella loro casa. sempre che si possa chiamare casa la fornace della calce in disuso dove i due abitavano, e che : completamente isolata, camere vuote, pareti nude, porte sprangate, solide inferriate alle finestre, per . un dove tutto e` , ma ideale, anzi indispensabile per konrad, perche` l`assenza quasi assoluta di rumori acuisce straordinariamente le facolta` dell`orecchio, condizione vantaggiosa per il saggio epocale che da decenni sta cercando invano di scrivere, e che si intitolera` l`udito. un luogo che diventera` teatro del progressivo inabissamento dei due in un microcosmo maniacale e allucinatorio.
in sette testi relativamente indipendenti ma collegati come altrettante tappe di un unico saggio, kundera ci parla di quella creatura singolare, imprevedibile, grandiosa e delicata che e` il romanzo europeo (). il suo discorso scavalca con sicurezza ogni pretesa di rigido inquadramento teorico e si dedica invece a un`analisi amorosa di cio` che il romanzo, creatura polimorfa, diventa nelle mani di scrittori cosi` diversi come kafka e cervantes, broch e tolstoj, gombrowicz e flaubert, diderot e musil, rabelais e sterne - e infine kundera: perche` qui si troveranno i due testi dove ha detto l`essenziale per chi vuole accedere al segreto dei suoi stessi romanzi.
