edito nel 1948, questo breve romanzo riprende, ampliandola e approfondendola, l`avventura gia` narrata in agostino, la guarigione, cioe`, attraverso l`iniziazione sessuale, di un adolescente incapace di trovare un vitale equilibrio tra se` e l`ambiente, tra le sue aspirazioni e la realta`. per risolvere il conflitto causato dalla sua incapacita` di adattamento, luca, il protagonista, ricorre a una continua e sistematica disubbidienza ai doveri, agli affetti, ai piaceri, fino al rifiuto della vita stessa. sara` l`esperienza suprema dell`adolescenza, l`incontro con l`altro sesso, a sottrarlo a questo incantesimo negativo indicandogli una alternativa piu` gioiosa e vitale.
in un`america alternativa dominata da un tiranno di nome ferris f. fremont (inspirato a richard nixon), in un clima di terrore e minaccia, si snodano le vicende di due personaggi che tentano disperatamente di combattere l`oppressione e la violenza. sono nicholas brady e philip k. dick, si` proprio lui, lo scrittore di fantascienza che simpatizza per brady ma e` assai piu` "razionalista". in questa lotta quotidiana, fatta di piccole conquiste e repentine perdite, i due disubbidienti non sono soli: li accompagna una figura insolita e misteriosa, un essere superiore che porta il nome di valis. ma chi o che cosa e` valis? quali sono i suoi scopi? e, soprattutto, sara` sufficiente il suo aiuto per sconfiggere l`ottusa brutalita` della tirannia?
"i pensieri sono esentasse. ma danno delle noie" e` l`aforisma di kraus che da` il titolo al primo dei sette capitoli in cui e` strutturata l`opera. la penna al vetriolo del celebre autore satirico si confronta in questo volume con i temi piu` scottanti della sua attualita` che e` anche la nostra: la politica (che "da` le stesse emozioni di un romanzo giallo"); le donne (che "sono casi limite"); i vizi e le virtu` umane (che "sono imparentati come carbone e diamante"); l`arte (che "serve ad asciugarci gli occhi"); la sua vienna (dove "si vive per mangiare ma si fa la fame") e infine se stesso ("quando mi faccio tagliare i capelli, ho paura che il parrucchiere mi tagli via anche un pensiero"). precursore del "woodyallenismo", e` ritratto qui in tutto il suo stile e dispiegamento di idee, con un verve capace di coinvolgere anche i lettori completamente digiuni della sua arte che, il filosofo sgalambro descrive cosi`: "se karl kraus avesse scritto "il capitale" lo avrebbe fatto in tre righe".