"il premio nobel 2009 a herta muller riporta alla nostra attenzione questo romanzo per tanti aspetti autobiografico, scritto subito dopo il passaggio dell`autrice dalla romania alla germania ovest (1987) e pubblicato nel 1989 alla vigilia della caduta del muro di berlino. si tratta di una delle prime e piu` forti testimonianze della difficolta` di vivere quel passaggio. e un`opera che racconta, infatti, l`esperienza di fuga da una dittatura e il travaglio di un esilio volontario, tanto cercato quanto doloroso e traumatico; della nostalgia e della perdita, della vita nomadica, di una coazione al movimento attraverso stazioni grandi e piccole, su treni, scompartimenti, sale d`aspetto e lungo binari. con uno stile secco e tagliente, con un racconto senza ornato e senza tentazioni sentimentali, con una lingua alla quale restera` sostanzialmente fedele negli anni, herta muller fissa quasi ossessivamente gli oggetti e i gesti minimi di una vita tra confini e non-luoghi, racconta gli amori, le inibizioni e i ricordi di una giovane donna, il suo disagio di fronte a nuove relazioni umane. questo romanzo, nel quale si intrecciano e si confondono valenze simboliche e dati di realta`, costituisce senza dubbio una tappa centrale nel coerente percorso di scrittura che ha portato herta muller ad ottenere il massimo riconoscimento internazionale". (maria fancelli)
ci sembra di sapere tutto della storia di circe, la maga raccontata da omero, che ama odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili piu` fascinosi e complessi della tradizione classica. circe e` figlia di elios, dio del sole, e della ninfa perseide, ma e` tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; e` perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli de`i. quando, a causa di queste sue eccentricita`, finisce esiliata sull`isola di eea, non si perde d`animo, studia le virtu` delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. ma circe e` soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalita`, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino - con l`ingegnoso dedalo, con il mostruoso minotauro, con la feroce scilla, con la tragica medea, con l`astuto odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa penelope. finche` - non piu` solo maga, ma anche amante e madre - dovra` armarsi contro le ostilita` dell`olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli de`i, dov`e` nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare. poggiando su una solida conoscenza delle fonti e su una profonda comprensione dello spirito greco, madeline miller fa rivivere una delle figure piu` conturbanti del mito e ci regala uno sguardo originale sulle grandi storie dell`antichita`.