nei giorni tragici e convulsi dopo l`8 settembre, un ex balilla raggiunge i famosi "ribelli" sulle montagne della valle di susa e diventa partigiano. il 18 aprile 1945 durante un rastrellamento viene catturato, incarcerato a susa e condannato a morte. lo salva il 25 aprile, la liberazione, ma appena liberato scopre che nel frattempo la sua 114 brigata garibaldi e` stata attaccata in forze e che sono morti sedici compagni, tra cui il suo amico giuseppe. perche` mai un massacro cosi` organizzato e spietato a pochi giorni dalla fine della guerra? a sessant`anni dai fatti, l`ex partigiano torna sul posto, rintraccia e interroga i superstiti per chiarire l`atroce fatto di sangue. dalla sua inchiesta riaffiora una storia vera, asciutta e drammatica.
i cavalieri sono cinque amici d`infanzia di estrazione sociale e di etnie differenti. due di loro sono figli della rivoluzione castrista, mentre altri due sono legati alle tradizioni ancestrali di cuba e praticano la santeria. in epoca di crisi economica escogitano fantasiosi sistemi per guadagnarsi da vivere: c`e` chi apre un ristorante tipico e chi indaga sui casi di priapismo registrati a causa del consumo di un frutto particolare, sperando di fabbricare una sorta di viagra fatto in casa. ma il dramma e` in agguato: il nitro, uno dei cavalieri, ha sposato l`ex ragazza di un boss malavitoso, che per vendetta fa rapire e violentare i due innamorati, mentre il buitre frequenta balordi e delinquenti. non manca un colpo di scena finale.
dov`e` finita miss francis, la cantante dalla voce straordinaria che l`autore di questo reportage ha ascoltato tanto tempo fa? se n`e` andata da new orleans, se n`e` andata dalla louisiana? vittorio franchini, etnomusicologo, torna in louisiana inseguendo una voce, un ricordo. e questa ricerca diventa la chiave per raccontare la louisiana e la sua storia, l`affascinante new orleans, crogiolo di razze, di artisti e di cultura, i riti, i segreti e, naturalmente, il blues e il jazz, i generi in cui tutto questo patrimonio umano e culturale si e` mescolato, rivoluzionando la musica moderna.
hai sedici anni e una tavola da skate. e settembre, stai cominciando l`ultimo anno del liceo. non e` che ti vada tutto bene, perche` tuo padre e` andato via di casa, tua madre si imbottisce di tranquillanti, e tu stai uscendo con una jennifer qualunque che non ti fa battere il cuore. ma con le tue vans rovinate, la felpa col cappuccio e lo skateboard puoi andare dove vuoi. persino al paranoid park, il paradiso proibito degli skater, dove il destino a volte si mette a correre all`impazzata, per frenare solo quando e` ormai troppo tardi. e cosi` che alex si ritrova al centro di un dramma molto piu` grande di lui. un errore, una bravata, un attimo di fatale distrazione: nell`arco di pochi, brevissimi istanti, alex ha fatto qualcosa di cui non si credeva capace, ed e` nei guai fino al collo. la sua felpa e` macchiata di sangue, il sangue di qualcun altro. e lui e` solo, perche` certe cose non riesci a raccontarle a nessuno, nemmeno agli amici con cui pensavi di poter condividere tutto. alex deve vedersela con il peso del segreto, con il senso di colpa, con la paura e il desiderio di essere scoperto. e rimpiange la leggerezza di prima, quando i problemi erano un litigio davanti agli armadietti di scuola, o l`attesa della fantomatica prima volta, o il gusto amaro di una sconfitta a una partita di calcio improvvisata. il romanzo che ha ispirato l`ultimo film di gus van sant, e` una favola fin troppo reale sul coraggio di affrontare se stessi, i propri sbagli, gli anni belli e difficili dell`adolescenza.
come un sogno a occhi aperti si svolge la vicenda di sasa, una piccola emigrata russa che in una parigi fredda e povera guarda se stessa con occhi estranei e assiste allo svolgimento della sua vita. una vita mancata per eccesso di fedelta` e di delicatezza; una vita precaria, mai vissuta davvero, ma solo transitata dagli eventi. cosi` come e` mancata la vita di alesa astasev, il protagonista del primo racconto, anch`egli immigrato in una parigi ostile, che cerca negli altri una ragione per vivere o meglio uno scongiuro contro la morte. due vicende rappresentate come due misteriose metafore e il potere della sua asciuttezza narrativa basta con poche incisive pagine a illuminare la vita dei suoi personaggi di una luce metafisica e conturbante.
per anni dimenticato in un fatiscente manicomio giudiziario, il protagonista ritrova inaspettatamente la liberta` e tenta di sopravvivere nella barcellona "post-olimpica" dove le illusioni della "transizione" si sono smarrite nella corruzione generale. con l`aiuto fraterno di un folcloristico autista nero, il nostro eroe sbroglia la matassa di situazioni grottesche in cui due ragazze con lo stesso nome (ivet) inseguono scopi contrari, un politico corrotto e svanito offre amicizia in cambio di voti, un avvocato idiota e disonesto perdona alla moglie i peggiori tradimenti e un paralitico assassino si mette a camminare.
"il diario di eva" affiora alla superficie della produzione di twain come un reperto affatto anomalo rispetto sia ai romanzi di avventura, sia agli scritti di satira politica successivamente riscoperti e rivalutati dalla critica. e infatti la storia, narrata in prima persona, di eva nei giorni della creazione del mondo. eva e` figura soave, ciarliera, romantica, "nomina" le cose e gli animali, "inventa" il fuoco e l`amore, da` la parola ad adamo, gli crea attorno il paradiso terrestre, fantastica su di lui e sulla fine di un sogno. un delizioso, affascinate racconto reso ancor piu` poetico dalle illustrazioni d`epoca di lester ralph.