un`antologia che raccoglie le esperienze piu` disastrose in giro per il mondo di cinquantuno famosi romanzieri, giornalisti e scrittori di viaggio. isabelle allende a parigi che congela in un camper sfasciato. paul theroux che fugge da un attacco in zambia. larry collina e le sue disavventure come inviato in siria e in iraq. barbara kingsolver cacciata da un ristorante newyorchese. pico iyer che deve sfuggire alle avance sessuali in egitto. eirc hansen che passa la notte all`addiaccio nella stazione centrale di new york senza soldi e con scarpe di cartone. michael dorris spedito come un pacco postale da un aeroporto all`altro in europa, mentre cerca di andare in alaska. dominique lapierre e il suo primo viaggio nella citta` della gioia.
la vicenda di questo libro puo` apparire lieta all`inizio, con i ragazzi baudelaire in compagnia di alcuni rettili molto interessanti e di uno zio svampito, ma non lasciatevi ingannare. se avete sentito parlare degli sfortunati ragazzi baudelaire, sapete gia` che anche eventi gradevoli possono condurre sulla via della sventura. infatti, nelle pagine seguenti i ragazzi si imbattono in un incidente d`auto, un tanfo acre e pesante, un serpente letale, un lungo coltello, una grande lampada a stelo in ottone e la ricomparsa di una persona che speravano di non rivedere mai piu`.
alla fine degli anni settanta, goffredo parise scrisse un romanzo, dopo un decennio in cui sembrava aver abbandonato definitivamente la forma romanzesca. quel romanzo vede la luce soltanto adesso. si potrebbe definire come un`anatomia dell`amore anziano: parise racconta le peripezie mentali e corporee di una coppia di cinquantenni, entrambi coinvolti in una relazione amorosa con persone molto piu` giovani. l`epilogo del libro e` tragico e violento.
ammaniti insegue un chirurgo dalle strane abitudini in una scatenata caccia per le strade di roma. camilleri mette in scena una storia d`amore finita troppo presto. carlotto ci fa sentire quanto lontano puo` portare, nel cuore di un poliziotto, la "morte di un confidente". nel sottobosco milanese di dazieri comici e assassini in gara cercano tutti "l`ultima battuta". de silva ci porta a napoli: chi si nasconde nel "covo di teresa"? de cataldo dipinge una favola con italiani pessimi ed extracomunitari inconsueti. chi e` davvero "l`ospite d`onore" di faletti? forse non fara` carriera il commissario curreli ostinandosi a cercare "quello che manca", di fois. forse era meglio non avere sentito "il terzo sparo", per la bella poliziotta complessata presa nell`intrigo di lucarelli. ma cosi` e` la vita. anzi, il noir.
gaetano e` un giovane di un remoto paese della sicilia degradato dall`abusivismo, una sorta di paese fantasma con un passato di miseria e un futuro di disintegrazione sociale e culturale. molti sono emigrati in germania, tra questi anche il padre di gaetano che vorrebbe tirar fuori il figlio da quella palude: e` tornato in paese per questo, vuole aprire un bar in germania, vuole che gaetano l`aiuti. il figlio pero` non intende seguirlo. li` ha i suoi amici, la prospettiva di una laurea, una zia che ama moltissimo, la memoria della madre e un timore, quello di finire come i tanti immigrati che arrivano sulle spiagge del suo paese: "morti di fame" che hanno perduto, insieme alla terra, la loro dignita` e qualsiasi prospettiva di vero riscatto. come ali`, un nordafricano che, espulso dalla propria terra, ha scelto la clandestinita` e l`anonimato, alla disperata ricerca di un qualche futuro. ed e` in un`azienda agricola gestita da un boss della zona, tra quelle serre che "come un mare finto" dilagano nel paesaggio, che s`incrociano, rispecchiandosi l`uno nell`altro, i destini di gaetano e ali`.
nei boschi dell`italia settentrionale, viveva una strega chiamata giubiana. cattiva a piu` non posso e sempre pronta a proiettare i suoi scherzi contro chiunque incrociasse lungo il cammino, si nutriva di bambini. fino a quando, un giorno di gennaio, mentre era alla ricerca di cibo, si ritrovo` davanti alla finestra di una casetta. qui, in una stanza illuminata, stavano una mamma e il suo bambino... eta` di lettura: da 4 anni.
i lettori di bolan?o l`hanno capito da tempo: l`universo narrativo di questo autore (oggetto di un culto fervido quanto ormai diffusissimo) e` simile a una ragnatela, a un labirinto, alla mappa di un`isola misteriosa, a una galleria degli specchi come quella della "signora di shanghai", a una scacchiera, a un campo gravitazionale - o a un complesso organismo vivente. in ogni suo libro, infatti, quasi in ogni sua pagina, vi sono tracce, indizi, sintomi che rimandano ad altro, a qualcosa che era gia` - o che sarebbe poi stato - presente in altri libri. qui, sullo sfondo di una citta` del messico concretissima e fantasmatica al tempo stesso, assistiamo all`iniziazione alla vita e all`amore di , , il quale divide una stanza sul tetto con un giovanissimo scrittore che non esce mai di casa, vede topi mutanti sul soffitto e scrive lettere liriche e deliranti ad autori nordamericani di fantascienza. un filo narrativo al quale (come sempre in bolan?o) se ne intrecciano altri: le lezioni radiotrasmesse del responsabile dell`accademia della patata di santa barbara, scene della seconda guerra mondiale, aneddoti su altri scrittori... in questo libro - che e` in se` stesso un rito di iniziazione, e un ritratto dell`autore da giovane - la scrittura di un bolan?o non ancora trentenne e` letteralmente sfrenata: un fuoco d`artificio di effetti speciali, apparizioni, visioni, allucinazioni, sogni psichedelici e scene surreali - quasi una scrittura . e invece gli appunti che troviamo in appendice al volume rendono conto dell`intenso e meditato lavoro di messa a punto dell`architettura del romanzo.
nonostante abbia avuto mentori autorevoli - da pannunzio a montale, da pasolini a garboli - antonio delfini resta autore appartato e inafferrabile. l`eterno dilettante di talento, come scrive roberto barbolini nella sua introduzione, ha giocato a confondere vita e scrittura in un azzardo continuo, sino a fare della letteratura un surrogato dell`esistenza e a trasformare in racconto la propria tormentata biografia. l`opera che piu` compiutamente ne rappresenta estri e umori e` senz`altro "il ricordo della basca", raccolta pubblicata nel 1938 che qui si ripropone nell`edizione definitiva - preceduta da quel riconosciuto capolavoro che e` una storia e seguita dal frammento il 10 giugno 1918 - con il titolo i racconti con cui usci` da garzanti nel 1963. sul fondale incantato della sua modena, la modena degli anni trenta, reale e immaginaria al tempo stesso, l`autore proietta le sue stravaganze di dandy di provincia, l`amarezza degli amori solo vagheggiati, la rabbia peri sogni infranti. sono pagine che restituiscono la freschezza e la felicita` vagabonda della scrittura di questo eterno puer, la voce tenera e straziata dell`uomo disperato e pieno di grazia che fu antonio delfini.
la storia della terra ci parla di forme di collaborazione e di legami che risalgono a molto tempo prima della comparsa dell`uomo e si svolgono in una dimensione misteriosa e infinitamente piccola, popolata di spore, miceli, ife, ma anche di batteri e virus. perche` sono nate queste relazioni? come comunicano piante e funghi? che cosa possiamo imparare da questi organismi capaci di cooperare creando una rete ma anche di manipolare il comportamento degli animali, di influenzare intere societa` e di sopravvivere nello spazio, di superare ostacoli e risolvere problemi pur essendo privi di qualcosa che somigli a un cervello? tutto dipende dal punto di vista che adottiamo, ma certamente dopo questa strabiliante avventura alla scoperta di una vita creativa quanto invisibile, nessuno dei concetti che credevamo assodati ci apparira` piu` tale: l`evoluzione, gli ecosistemi, l`individuo, l`intelligenza, la vita stessa. mettendo in discussione le nostre certezze, l`autore ci conduce allo stesso tempo sulle strade dell`immaginazione per progettare un futuro sostenibile in cui, grazie per esempio alla capacita` dei funghi di digerire plastica e pesticidi, tecnologie prima impensabili permetteranno di rivoluzionare settori quali la bonifica ambientale e l`edilizia. nella sapiente fusione di scienza, psichedelia e capacita` narrativa, sheldrake compone un affresco di un regno della natura spettacolare e troppo a lungo trascurato.
come fa la professoressa angela, la rassicurante compagna del pensionato amedeo consonni, a mantenersi economicamente, lei che ha lasciato il liceo dove insegnava ed e` troppo giovane per avere la pensione? di chi sono in realta` gli appartamenti dove va regolarmente a bussare per riscuotere la pigione mensile? e come si giustifica quella preziosa collezione di servizi da caffe` che brillano nella vetrina del suo salottino? lo veniamo a sapere dalla sua voce, nel "segreto", il manoscritto confessione che la ex professoressa affida all`amato vicino di pianerottolo, amedeo consonni. e dal momento che la cifra narrativa di francesco recami e` quella di partire da una banalissima domanda, magari pettegola, magari indegna di attenzione, per aprire orizzonti di presunti crimini e avventure dentro la sua casa di ringhiera, la risposta che attende sara` delle piu` perversamente complicate. il segreto comincia qualche anno addietro. angela e` una professoressa di lettere al liceo, democratica, con le birkenstock ai piedi, contenta del lavoro e frustrata dalla vita e dalla famiglia: insomma il tran tran quotidiano del tipo dell`insegnante come solo il cinismo di recami sa rappresentare. succede che un allievo viene rapito, mentre e` in vacanza in sardegna. e uno di quelli che angela non puo` sopportare. straricco, protetto dai genitori parvenus, strafottente stupido e (purtroppo) bello. ma giusto per l`ultimo compito in classe, ha scritto un tema stranamente interessante, prima di scomparire.