critico letterario e poeta, nato a bologna nel 1920, giuliano gramigna sembra trarre dalla vecchiaia il miracolo di una semplicita` profonda e di un`impressionante lucidita` di sguardo sulle cose. il poeta considera, come dice il titolo, "quello che resta", vede l`esistere come un mediocre residuo, e prende nota degli strani barlumi di senso che gli pervengono dal presente o dalla memoria.
Il lavoro nel libro è diviso in tre capitoli –le pietre della storia, della fede e del cammino- ed è una suddivisione ideale per dare un senso logico alle foto con alcuni testi correlati e con foto di monumenti, di particolari architettonici ma anche di singole pietre. Queste ultime sono proprio le vere protagoniste: le pietre raccontano la storia passata, e diventano testata d’angolo e fondamento delle costruzioni.