"il premio nobel 2009 a herta muller riporta alla nostra attenzione questo romanzo per tanti aspetti autobiografico, scritto subito dopo il passaggio dell`autrice dalla romania alla germania ovest (1987) e pubblicato nel 1989 alla vigilia della caduta del muro di berlino. si tratta di una delle prime e piu` forti testimonianze della difficolta` di vivere quel passaggio. e un`opera che racconta, infatti, l`esperienza di fuga da una dittatura e il travaglio di un esilio volontario, tanto cercato quanto doloroso e traumatico; della nostalgia e della perdita, della vita nomadica, di una coazione al movimento attraverso stazioni grandi e piccole, su treni, scompartimenti, sale d`aspetto e lungo binari. con uno stile secco e tagliente, con un racconto senza ornato e senza tentazioni sentimentali, con una lingua alla quale restera` sostanzialmente fedele negli anni, herta muller fissa quasi ossessivamente gli oggetti e i gesti minimi di una vita tra confini e non-luoghi, racconta gli amori, le inibizioni e i ricordi di una giovane donna, il suo disagio di fronte a nuove relazioni umane. questo romanzo, nel quale si intrecciano e si confondono valenze simboliche e dati di realta`, costituisce senza dubbio una tappa centrale nel coerente percorso di scrittura che ha portato herta muller ad ottenere il massimo riconoscimento internazionale". (maria fancelli)
la terra e` da poco entrata in una nuova era, in cui l`uomo condiziona sempre piu` massicciamente l`ecologia globale: il periodo piu` anomalo nella storia della nostra relazione con la biosfera. dalla meta` del xx secolo, il ritmo accelerato dell`uso di energia, le emissioni di gas serra e la crescita della popolazione hanno spinto il pianeta dentro un gigantesco esperimento incontrollato. i numeri sono impressionanti: piu` di tre quarti dell`emissione di anidride carbonica nell`atmosfera ha avuto luogo dal 1945 a oggi; nello stesso periodo il numero di veicoli a motore e` cresciuto da 40 a 800 milioni, la popolazione del pianeta e` triplicata e gli abitanti delle citta` sono passati da 700 milioni a 3,5 miliardi. un gigantesco terremoto ecologico, del quale "la grande accelerazione" spiega cause e conseguenze, evidenziando il ruolo dei sistemi energetici, nonche` gli andamenti dei cambiamenti climatici, ambientali e urbani. finora, gli uomini non hanno mai gestito i cicli biogeochimici del pianeta. ma se provassimo a controllare questi sistemi attraverso la geoingegneria, inaugureremmo un`altra fase dell`antropocene. quali che ne siano gli esiti.
ci sembra di sapere tutto della storia di circe, la maga raccontata da omero, che ama odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili piu` fascinosi e complessi della tradizione classica. circe e` figlia di elios, dio del sole, e della ninfa perseide, ma e` tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; e` perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli de`i. quando, a causa di queste sue eccentricita`, finisce esiliata sull`isola di eea, non si perde d`animo, studia le virtu` delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. ma circe e` soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalita`, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino - con l`ingegnoso dedalo, con il mostruoso minotauro, con la feroce scilla, con la tragica medea, con l`astuto odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa penelope. finche` - non piu` solo maga, ma anche amante e madre - dovra` armarsi contro le ostilita` dell`olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli de`i, dov`e` nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare. poggiando su una solida conoscenza delle fonti e su una profonda comprensione dello spirito greco, madeline miller fa rivivere una delle figure piu` conturbanti del mito e ci regala uno sguardo originale sulle grandi storie dell`antichita`.
in quale misura la radio, negli anni fra le due guerre, e la televisione, in quelli del boom economico, hanno contribuito allo sviluppo italiano? i nuovi mezzi di comunicazione sono stati al centro della crescita culturale dell`italia contemporanea o hanno accentuato l`andamento squilibrato della sua modernizzazione? qual e` stato il rapporto tra questi mezzi e gli altri apparati dell`industria culturale? e, infine, che effetto hanno avuto, sulle strutture della radio e della televisione, i condizionamenti del potere, dal fascismo fino a oggi? attraverso una riflessione critica che si coniuga a una documentata analisi delle vicende connesse all`uso dei piu` importanti fra i mass media, vengono sottoposti a una puntuale verifica storica molti luoghi comuni e molte idee ricevute. dai passi sperimentali della sino alle guerre per il controllo dell`etere, monteleone guida il lettore attraverso il susseguirsi delle trasmissioni, dei palinsesti, dei personaggi che hanno alimentato, per gran parte del nostro secolo, le fantasie, i sogni, i desideri dell`immaginario nazionale.