il principe antonio de curtis non era solito leggere i racconti degli storici. lo appassionava solo la storia della sua famiglia, che risaliva all`imperatore costantino. non lo divertiva la storia, cioe` l`esistenza umana nel fluire del tempo, perche` aveva una visione tragica della vita. ma permetteva a toto` di spernacchiare tutte le persone che nella storia, e quindi nella vita, si comportano da : i prepotenti che tormentano gli qualunque, costretti a vivere un`esistenza grama. nei suoi novantasette film, ambientati nelle piu` varie epoche storiche, dall`egitto dei faraoni all`italia del `miracolo economico` e all`europa del muro di berlino, antonio incarna nei personaggi di toto` sia i `caporali` sia gli `uomini`, ma sempre con lo stesso proposito: i caporali, spiegando che la pernacchia . e difende cosi` la dignita` dell`uomo libero.
Un elegante e comodo contenitore in legno che racchiude gli intramontabili giochi da tavolo per gli appassionati di tutte l’età: Scacchi, Domino, Shangai, Torre, Tria e Dama.Un unico piano di gioco doppio e una pratica confezione per riporre tutti i pezzi: una soluzione pratica e perfetta per ogni situazione di gioco, sia in casa o in vacanza.Un'ottima idea regalo o proposta per le sere in compagnia, per accontentare intrattenere e divertire grandi e piccini
la parola "tecnica" evoca scenari del fare e del pensare umano che paiono oggi trasparenti, inconfutabili; in essi l?uomo come soggetto cosciente e attore rispetto sia alla storia sia alla natura. indubbiamente mai come oggi la terra e avvolta in una rete di attivita tecniche, al punto che non vi e piu luogo che non porti il segno della trasformazione umana. eppure mai come oggi l?umanita nel suo complesso appare incapace di dirigere verso una meta la propria azione: il disastro ambientale, il diffondersi delle guerre, le ingiustizie economiche si impongono a livello planetario e qualsiasi soluzione da parte dell?uomo - proprio nella sua dimensione di progettazione tecnica - pare in grado solo di accelerare l?apocalisse incombente. al momento vince la rappresentazione secondo cui non vi sia alternativa al tipo di mortifera relazione tecnica imposta dal neoliberismo; eppure essa e falsa perche rimuove la dialettica della tecnica occidentale, che non e fatta solo di dominio e di illimitata crescita economica, ma va concepita anche come emancipazione, come costruzione di un rapporto libero tra uomo e natura, e perfino come convivialita e "poiesis". il sillabario filosofico qui proposto si propone di ridare senso a parole soffocate nelle fantasmagorie del capitalismo globale. riaffermare e immaginare il significato tecnico dell?agire e del pensare dell?essere umano risponde alla necessita teoretica e politica di trasformare la nostra storia riattizzando la "scintilla della speranza" racchiusa nella sua essenza.
la fantascienza e creatrice di mondi, ma quelli immaginati da philip k. dick hanno una caratteristica singolare: si sgretolano con estrema rapidita. cio vale tanto per il mondo reale quanto per i mondi artificiali. del resto, e ancora possibile distinguerli con certezza? che cosa ci garantisce di non muoverci gia all`interno di mondi falsi, artificiali quanto un parco di divertimenti - magari con biglietto d`ingresso? e se questi mondi sono costruiti integralmente a tavolino, chi ne controlla le apparenze? a chi appartengono? con quale scopo vengono prodotti? bombardandoci di realta artificiali, non si tenta forse di sottrarci il mondo - e il nostro rapporto con esso? e, se cosi fosse, come opporsi a queste imprese di spoliazione? mondi che cadono a pezzi fa collidere dick con deleuze, foucault, william james, ma anche d. h. lawrence e j. g. ballard, david lynch e robert rauschenberg, ludwig binswanger e gregory bateson, in un libro in cui filosofia e fantascienza "si incontrano, si scontrano e si alterano, arricchendosi a vicenda" ("la nacion"). la filosofia nasce con una domanda sul mondo. eppure, in un momento in cui il principio di realta sembra collassare su se stesso, trascinandosi dietro a ruota i principi sommi della ragion filosofica (identita, causalita, non-contraddizione), quell`idea di mondo inizia a vacillare. e in questo momento di crisi che il pensiero deve cercare nuovi strumenti di indagine, nuove prospettive teoriche. david lapoujade trova nell`opera di philip k. dick un prisma attraverso cui diventa possibile ripensare l`impensabile, una costellazione che mette alla prova i consueti criteri di verita. per lapoujade, come per dick, la fantascienza non e tanto prefigurazione di un futuro, ma soprattutto indagine sulle possibilita deliranti che infestano il presente. al centro dell`indagine che lapoujade conduce attraverso una variegata e fitta lettura dei romanzi di dick vi e dunque il problema fondamentale della filosofia: che cos`e la realta? ma