tre racconti pubblicati in questa collana- "casa paterna" - hanno richiamato su maria messina, scrittrice di cui nel giro di un cinquantennio si era del tutto perso il ricordo, l`attenzione dei lettori e dei critici. apprezzata da verga, con cui intrattenne una devota corrispondenza; recensita come "scolara del verga" da borgese, la messina e` da accostare, piuttosto, al pirandello dell`esclusa e di tante novelle che oggi si possono approssimativamente definire "femministe": quelle cioe` attente, vibranti di commossa partecipazione pur nella registrazione realistica, alla condizione femminile in sicilia qual era fino agli anni della seconda guerra mondiale. la ripubblicazione di questo romanzo (edito da treves nel 1921), dara`, crediamo, una piena conferma della qualita` della scrittrice e dara` misura dell`ingiustizia di averla - critici e storici della letteratura italiana dimenticata. leonardo sciascia (1982).
a nordi`a, futuristica citta` che non esiste sulle mappe, "vigilanza" e` la parola d`ordine per realizzare un sogno di perfezione collettiva fondato sulla disciplina, la sicurezza e un consenso sociale estremo e intollerante. quel sogno entusiasma la maggioranza della popolazione e spaventa e indigna i pochi che scelgono di resistere o dileguarsi. tra questi c`e` una famiglia che si va frantumando. la moglie, rita, sembra accorgersi che le utopie che avevano caratterizzato il suo passato sono diventate una pericolosa nostalgia, e assieme vede svanire l`amore per il marito. questi, al contrario di lei, non accetta il quieto vivere narcotizzato promulgato dal governo e fugge dal paese, lasciando la donna e la piccola assia dietro di se`. con il trascorrere degli anni la situazione di rita si rivela sempre piu` difficile, mentre la figlia coltiva un rancore intenso e ribelle. un giorno rita si scopre improvvisamente sola. per troppo tempo ha guardato da un`altra parte, come sperando si trattasse di un brutto incubo, di un`allucinazione destinata a dissolversi. ora si trova a lottare per mantenere un suo equilibrio e non soccombere ai rimorsi. la citta` inizia a inquietarla profondamente: ormai il razzismo e` promosso come modernita`, i cittadini vengono suddivisi per categorie, il controllo, referendum dopo referendum, diventa sempre piu` assoluto, tutto e` videosorvegliato, non esiste un diritto di accesso e di movimento senza un pass, un codice, una parola d`ordine...