Molto prolifico nelle sue pubblicazioni, Cyrus Chestnut sta diventando rapidamente uno dei pianisti jazz più popolari sulla scena Americana. Accompagnato da Willie Jones III (drums), Freddie Hendrix (trumpet) e Dezron Douglas (bass), Chestnut mischia le sue composizioni con brani di altri. Molto bella la copertina, che richiama un vecchio disco Atlantic dei sessanta.
Il nuovo album dello straordinario chitarrista del Minnesota in cui si unisce con il vecchio compagno di mille avventure Marc Anderson, il quale si districa tra percussioni, gong e ben strutturati loop, e con il batterista JT Bates. Le 20 tracce dell'album suonano come un'estatica, quasi ieratiforme, suite sulla vicinanza di galassie, universi, mondi e persone in cui la musica più che comporsi, progressivamente succede. Il disco si compone di parchi baluginii di folgori elettriche, come se una parte della cifra stilistica di Jim Hall incontrasse le estetiche di Leo Kottke, Robbie Basho e Jack Rose, sviluppando il tutto alla maniera di Ustad Sultan Khan, che rappresenta una delle fonti ispirative del chitarrista americano.
Recorded December 1967 and February 1968 at A&R Recording Studio.
Herbie Hancock appears through courtesy of Blue Note Records.
Recorded in Brooklyn, NY, USA, January 9, 2001
Recorded at the Van Gelder Studio, Englewood Cliffs, NJ on January 27, 1966.
Recorded in London, England in 1975 as demos.
Previously unissued.

