nelle sue memorie canetti scrivera`, a proposito della massa: "e un enigma che mi ha perseguitato per tutta la parte migliore della mia vita e, seppure sono arrivato a qualcosa, l`enigma nondimeno e` restato tale". il "qualcosa" a cui qui si allude e` "massa e potere": la sua lunghissima genesi - apparve dopo trentotto anni di elaborazione - fa capire quale immensa energia, concentrazione, furia si sia depositata nelle pagine di questo libro. un libro che e` un vasto mito costellato di tanti altri miti - spesso dissepolti con passione da libri dimenticati nell`oscurita` delle biblioteche -, dove canetti, con l`asciuttezza vibrante di un annalista cinese, riesce a saldare in un tutto l`immane storia che vive in ciascuno di noi, iscritta nei nostri gesti elementari.

"proleterka" e` il nome di una nave. attraccata a venezia, aspetta di portare in grecia un gruppo di rispettabili turisti di lingua tedesca. gli ultimi a salire sono un signore che zoppica lievemente e sua figlia non ancora sedicenne, appena arrivata dal collegio. tra padre e figlia c`e` un`estraneita` totale, e insieme un legame che risale a un tempo remoto oscuro, che sembra precedere le loro esistenze. in quel viaggio, la figlia vorrebbe conoscere qualcosa di piu` di quella persona inverosimilmente ignota dagli "occhi chiari e gelidi, innaturali". ma soprattutto desidera scoprire quell`altra cosa ignota che e` la vita stesa, sino allora favoleggiata dal recinto di un collegio.

(mario fortunato)

(l`autrice)

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