Edito nel 2002, ristampato nel 2009. Il disco più bello di Gleason, quello più vicino al modello cosmic country di Gram Parsons.
Nuovo album per la cantautrice, folk rocker, canadese, prodotto da Davis Travers- Smith.
Il secondo album di Francis, con Ry Cooder
Vi ricordate del disco dei Wagons, edito nel 2011, verso fine anno ? Una band australiana che proponeva un rock venato di radici, personale e molto creativo e che aveva una voce solista di indubbia personalità. Henry Wagons è "quella voce". E questo è suo primo lavoro da solista, 7 canzoni a prezzo di singolo. Una serie di duetti con altri musicisti australiani ( Robert Forster (Go-Betweens), Alison Mosshart (The Kills), Patience Hodgson (The Grates), Sophia Brous ), in cui il nostro riprende una classica tradizione americana. Sempre più interessante.
Nuovo lavoro, è il decimo disco a suo nome, per un autore in continua evoluzione. Debitore al suono Americana, Hoge ha sempre mischiato, e con sagacia, rock e radici. Ora sta a Nashville e, proprio in questo disco, si fa aiutare ( nello scrivere le canzoni ), da autori del luogo ( Gary Allan, Chris Stapleton su tutti ), per portare a termine un disco di ballate rock esemplari
Una nuova band. che sta a Nashville, ma con radici in Texas. Il gruppo fonde in modo diretto moderna musica country con radici sudiste, coi suoni di Allman Brothers e Lynyrd Skynyrd e qualche sfumatura rollingstoniana, EXile on Main Street Era. Brani come Tennessee Whiskey (ammirato di recente sul lavoro di Chris Stapleton), Trailer Trashed e Southernality, chiarificano subito il sound della band.
Reduce dal disco Atlantic e, sopratutto, dall'esperimento decisamente riuscito di The Orphan Brigade, Ben Glover torna a fare il solista. Il giovane muscista irlandese espone la sua opinione, in modo decisamente personale, sull'immigrazione. Canzoni sospese tra musica folk tradizionale e ballate contemporanee, con Glover che scrive a quattro mani con Mary Gauthier e Gretchen Peters, tra gli altri. Edizione limitata in digipack, contiene anche i testi in italiano.
Jake Clemons, sassofonista nella E Street Band e sostituto naturale dello scomparso Clarence Clemons ( è anche suo nipote ), esordisce come solista con un disco decisamente sorprendente. Prima di tutto Jake è un polistrumentista e suona di tutto ( oltre al sax anche chitarra elettrica, percussioni, chitarra acustica, fa i cori ), quindi scrive canzoni. E queste non sono affatto male, cominciando da Hold Tight, quindi A Littl Bit Sweet ( dove c'è Ben Hardesty dei Last Bison come ospite), Sick Broke & Broken, Move On. Inatteso.
In Mind è il quarto album dei Real Estate, a tre anni esatti dal più che convincente Atlas. Registrato a Los Angeles con il produttore Cole M.G.N. In Mind è il primo lavoro dall’uscita dal gruppo del chitarrista e membro fondatore Matt Mondanile (il quale si è messo con i Ducktails), sostituito qui da Julian Lynch.
Proseguendo la linea stilistica di Reverie ed Invisibile Hour, gli ultimi due lavori, Henry continua un discorso da cantautore puro, mischiando suoni pressochè perfetti ad una scrittura moderna, folk oriented. Naturalmente il disco è elettrico, con influenze jazz, e le canzoni sono superbe, cesellate sui testi ( ultimamente Joe legge molti poeti ). Thrum, titolo pressochè intraducibile, è un disco intenso, strumentato in modo ineccepibile e cantato con passione. Se amate la canzone d'autore, non fatevelo sfuggire. Sicuramente tra i più belli di quest'anno.
Il nuovo lavoro, 2018, della bizzarra formazione Usa.
Randy Bachman, già leader dei Guess Who e membro fondatore dei Bachman Turner Overdrive, da vari anni è impegnato nella sua carriera come solista. E questa volta ha voluto omaggiare uno dei suoi miti, George Harrison. Infatti By George By Bachamn è composto da 12 canzoni, cioè 12 composizioni di George Harrison a cui Randy Bachamn fornisce una rilettura decisamente personale. Here Comes The Sun, Taxman, Between The Mountain, If I Needed Someone, Something, While My Guitar Gently Weeps sono alcune delle riletture proposte.
La prima sorpresa dell'anno, Jon Brooks. Canadese, ha già alcuni dischi al suo attivo,,ma è con questo album che si sta rivelando a livello internazionale. Brooks ha una bella penna e, manco a dirlo, una voce notevole.Una voce che segna le canzoni e che prende al primo ascolto.E poi, e questo non è da tutti, sa scrivere.Il nuovo album contiene una manciata di canzoni, tra cui Todos Caminamos Por Este Caminito ( non spaventatevi, a parte il titolo, la canzone è in inglese ): una splendida ballata che ha un piglio folk -mexican, cantata benissimo e dotata di una melodia che cattura al primo ascolto.Ma non è l'unica, anzi. Già il brano di aperura, 01, è ad ampio respiro, dotata di una notevole base melodica, come anche All Life's Meaning, Proxima B, Standing At The Gates ed altre. Un bel disco, una scrittura lucida, un suono scarno ( non c'è batteria ), ma pieno di forza e di canzoni di indubbio spessore. Merita attenzione, assolutamente. Finalmente disponibile la versione in vinile, 180 grammi, stampa Usa.
Canadese, Jon Brooks non è un novellino. Nato e cersciuto come cantautore, acustico all'inizio della carriera, ha poi sviluppato il suo stile verso sonorità più rock. Scrittore di vaglia, Brooks è ormai al quinto lavoro ed ha raggiunto una certa fama, a livello locale, con il disco precedente: Delicate Cages. Smiling & Beautiful Countryside mostra un'apertura roots più marcata ed una ricerca melodica ancora più accenttuata. Da tenere d'occhio.
Dopo avere pubblicato due dischi molto interessanti, uno dal vivo ed il secondo in studio, i due fratelli Jack Torrey e Page Burkum, migliorano ulteriormente. Hanno uno stile vocale molto old fashioned, che richiama gli Everly Brothers, con armonie spezzacuori legate alle forti tradizioni americane, tra folk e country. Ma la musica è moderna e le canzoni sono dei due fratelli: un cocktail di antico e moderno decisamente intrigante. In questo nuovo disco ci sono ospiti del calibro di Dan Auerbach (The Black Keys) e del sassofonista Michael Lewis (Bon Iver, Andrew Bird).
Leo Koster, noto folksinger olandese, fa un tributo a Gene Clark,
Steve Wynn ha deciso di continuare coi Dream Syndicate.
Se How Did I Find Myself Here ? ci ha riconsegnato la band dopo più di 30 anni, These Times conferma che il Sindacato del Sogno è ancora in azione, più vivo che mai. Rispetto al precedente, questo nuovo album è un disco tutto d’un pezzo.
Chitarre al vento, un suono moderno e privo di punti di riferimento ed una manciata di canzoni solide che formano un tutt'uno solido come la roccia. Più moderno nei suoni, rispetto al precedente, These Times dà un quadro perfetto della forza e della musicalità di una band che non mostra minimamente la sua età ma che, addirittura, sembra ringiovanire disco dopo disco.
Juliana Hatfield rilegge i brani dei Police, alla sua maniera. 12 classici, da Can't Stand Losing You a Roxanne, Every Breath You Take, Murder By Numbers etc.
2 LP. Nuova edizione in vinile. Rimasterizzata 2019. Vinile 180 grammi, stampa Eu.
Disco dell'anno 2019, secondo la rivista inglese Uncut.
C'era una certa attesa per il nuovo lavoro della band del North Carolina American Aquarium. Soprtatutto per via del fatto che il gruppo guidato da BJ Barham veniva prodotto da Shooter Jennings. Figlio del grande Waylon Jennings, Shooter si sta facendo un nome come produttore, oltre che come musicista. Ha saputo ampliare la sua visuale musicale ed ha comunque un gusto innato per la musica vera e per i suoni puliti e diretti. E Lamentataions viene proprio da questo tipo di scuola, dove i suoni sono calibrati sulle canzoni, Dieci pezzi, a carattere religioso e personale, a livello testuale, ma debordanti dal punto di vista del suono. Puro Americana sound, dalle sonorità dirette e pulsanti, elettriche al punto giusto, che vanno a rendere più interessanti e riuscite le canzoni della band.
John Moreland è un cantautore, un musicista roots, che mischia la canzone d'autore con il suono americana, modernizzado talvolta gli arrangiamenti. Scrittore di vaglia, ha dalla sua album come LP5, Big Bad Luv e High on Tulsa Heat, che hanno riscosso parecchi consensi ed anche un buon successo. Birds on the Ceiling mette a confronto la sua voce roca e profonda con una serie di canzoni tra rock, blues e radici, echi springsteeniani e toccanti melodie.
All The Eye Can See, sedicesimo album di Joe Henry, è uno dei suoi dischi più riusciti.Cantautore, musicista raffinato, produttore, Joe ha fatto un disco che scende nel profondo, struggente e coinvolgente, con una serie di musicisti di indubbio spessore al suo servizio. Da Jay Bellerose a Bill Frisell. Marc Ribot. John Smith, Levon Henry, figlio di Joe, Madison Cunningham, Milk Carton Kids etc All The Eye Can See è un disco bello e profondo, costruito sulla voce del protagonista, con una strumentazione molto espressiva che ne detta le basi. Copia non sigillata.
Canadese, Matt Andersen è una figura emergente in ambito blues. Ha vinto gli European Blues Awards, si è distinto al Memphis International Blues Challenge e, con più 200 date ogni anno, sta facendosi un nome a livello mondiale. Blues elettrico, ben suonato, diretto e potente. Questo nuovo lavoro, inciso con una band eccellente, formata da Geoff Arsenault (batteria), Mike Farrington Jr. (basso), Kim Dunn (piano), Cory Tetford (chitarra) e Chris Kirby (organo), gli può dare la spinta definitiva.
Con una manciata di dischi alle spalle, Parker Millsap sembra un veterano. 30 anni, originario dell'Oklahoma, educazione religiosa, Parker è un musicista con le contro palle. Energico, intelligente, creativo, versatile, mischia antico e moderno in modo decisamente non ortodosso e poi mette assieme sacro e profano, rock and roll e tradizione, religione e sacrilegio.La sua musica è forte, estroversa, diretta, vibrante. Basta ascoltare Greetings and Thanks (Haudenosaunee Thanksgiving Address) oppure Wilderness Within You, dove c'è Gillian Welch come ospite, per rendersen conto.
Cantautrice molto personale, con solo un paio di dischi all’attivo, la giovane Jess Williamson fa il classico salto di qualità, pubblicando un disco molto bello, in bilico tra antico e moderno.Rispetto al precedente Sorceress, Time Ain't Accidental aggiunge nuovi colori, dà più sapore alla sua ricetta tra rock e folk, grazie ad un lavoro di studio più curato. Time Ain't Accidental aggiunge sonorità più approfondite, attraverso un lavoro di studio più raffinato, una strumentazione adeguata ed anche alla sua voce, che ha acquisito in forza e carattere.
Logan Leger, al secondo album, dopo avere debuttato con un primo disco prodotto da T-Bone Burnett, decidica il suo lavoro al Golden State, cioè alla California. E Ledger conferma tutto quanto di buono e di positivo era apparso con il suo disco d'esordio ( Logan Ledger ). Golden State mischia rock e country, ma anche folk britannico e accenni surf, per un disco festoso e comunicativo che ha dalla sua delle composizioni belle e ben costruite. dall'apertura Golden State a Midnight in LA, All The Wine in California, Where Will I Go.
Bluegrass, honky tonk e old time music sono sonorità di base che il nostro inserisce nelle sue composizioni. Questa è una delle sue doti principali, poi non dobbiamo dimenticare la voce, con quel tono baritonale che richiama Johnny Cash, George Jones e Hank Lockin.
Un disco registrato dal vivo in studio, a Portland, Oregon. Un disco dove Craigie rilegge alcuni dei suoi brani migliori, tra folk d'autore e rock.
Jared Johnston (voce e chitarra), Neil Mason (batteria) e Kelby Ray (steel guitar ) sono i Cadillac Three. Ormai al qunto disco, i Cadillac Three hanno un suono sempre più diretto e cristallino, forgiato su melodie roots, elementi southern, un tocco di blues e qualche accenno funk. Una band che è cresciuta molto, tanto da fare diversi concerti sold out e, anche discograficamente, mostra una decisa apertura verso sonorità più elettriche, ma sempre fortemente legate alle radici. Nel brano Hillbilly ci sono ospiti alcuni elementi degli Old Crow Mesdicine Show.
Disco d'esordio della band scozzese. Non sigillato.
Quarto album in studio per la band scozzese,
Album del 2021 della rock band di Cincinnati.
LP. L'album di debutto di Stevie Nicks e Lindsey Buckingham dei Fleetwood Mac disponibile per la prima volta in 40 anni. A suo modo un piccolo classico rimasterizzato dai nastri analogici originali. Copertina apribile.
Il dodicesimo album del cantautore americano originario dell'Idaho è un disco in cui l'artista ritrova l'ispirazione che a un certo punto pareva svanita. Affiancato dalla Royal City Band, il cantautore racconta storie di abbandono e solitudine e di come la solitudine possa essere la soluzione per riordinare la vita e i pensieri.
Recording happened at Revolver Studios in Westlake Village, CA.
Troubador del XXI secolo, che compone canzoni ricche di significati che trattano della luce e delle ombre della condizione umana, Sammy Brue segue l'autentica tradizione dei cantautori fuorilegge di Guy Clark, Townes Van Zandt, Rodney Crowell e Justin Townes Earle, suo mentore. Il nuovo album, The Journals, rende omaggio JTE, completando o reinterpretando canzoni mai registrate prima, tratte direttamente dai diari di Earle, affidati a Sammy dalla vedova di Justin. Alcune delle canzoni dell'album sono basate su testi trovati da Brue. Altre sono co-scritte o canzoni scritte da Brue sulla base di raccolte di idee e brevi paragrafi scritti da Earle.

