dal "compianto sul cristo morto" di giotto al "tondo doni" di michelangelo, dalla "vocazione di san matteo" di caravaggio alla "danza" di matisse, dallo "sposalizio della vergine" di perugino alle "muse inquietanti" di de chirico, federico zeri spiega, con tono affabile e diretto, l`origine, il significato e l`influenza di quasi cinquanta capolavori della storia dell`arte dal trecento al novecento. sono, in un certo senso, "ritratti" di un quadro e dell`artista che lo dipinse.
L’attenzione prestata ai vari fenomeni naturali venne sempre più legata alla fruizione artistica, tanto che determinate forme di paesaggio non mancarono di suggerire parallelismi con le altre arti: le albe rugiadose, i crepuscoli, le varietà di fogliame delle foreste, le cascate e i corsi d’acqua vennero sempre più percepiti come forme artistiche della natura al punto da essere fruiti come pittura, come architettura e come musica, una “musica degli occhi”, come venne scritto nel romanzo Allwill di Jacobi, un’espressione poi ripresa in altre opere narrative di altri autori e nella stessa trattatistica pittorica, musicale, filosofica.
il volume propone una lettura critica delle parabole evangeliche del seminatore e dei lavoratori della vigna.