nell`ultimo volume della sua opera, karl ove knausg?rd fa definitivamente i conti con se stesso in un romanzo diviso in tre parti. e il periodo particolarmente turbolento antecedente la pubblicazione del primo volume de "la mia battaglia". karl ove sta ricevendo i pareri e le reazioni delle persone di cui ha scritto e, tra attestati di stima e tenui critiche, emerge la netta opposizione dello zio paterno, gunnar, che lo accusa di aver mentito su ogni cosa. la soluzione che gli prospetta lui e` una sola: cambiare tutto, pena un aspro scontro in tribunale. il suo intervento inaspettato costringe karl ove a togliere il nome del genitore, che nel romanzo viene nominato unicamente con le parole "mio padre". il trauma di questa privazione costringe knausg?rd a interrogarsi e a riflettere sulla memoria e sul ruolo fondamentale che ha il nome nell`infondere vita in una persona reale o in un personaggio di finzione. il nome permette di penetrare l`intimita` dell`essere umano e si contrappone al numero, che invece disumanizza creando sequenze riproducibili. con l`aiuto di una poesia di paul celan e del testo che piu` di ogni altro ha incarnato il male assoluto - quel "mein kampf" che racconta la battaglia di adolf hitler per diventare la persona che tutti conosciamo -, karl ove knausg?rd ancora una volta chiama il lettore a combattere e affrontare le proprie paure. alla fine di questa lotta, cio` che rimane e` l`amore per linda, moglie e madre dei loro tre figli. la famiglia e` un rifugio, un bozzolo che protegge e insieme reclama tempo, che e` la risorsa necessaria alla scrittura. ma adesso tocca a linda leggere cio` che karl ove ha scritto di lei e scoprire quello che hanno visto gli occhi del marito e che vedranno anche i lettori di tutto il mondo.

l`uomo e` incapace di desiderare prescindendo da un modello, consapevole o inconscio, l`oggetto o lo scopo del suo desiderio gli e` proposto o imposto da un terzo, che funge da mediatore. il triangolo che si instaura tra personaggio, oggetto desiderato e mediatore, e` uno schema costante e centrale nella struttura del romanzo. rene` girard reinterpreta alla luce di questa intuizione critica e psicologica, e attraverso un`analisi sottile e affatto originale, le grandi opere e i personaggi della letteratura moderna. presentazione luca doninelli. introduzione marco dotti.

milano, ottobre 2006, un uomo lascia un`agendina nera su una panchina della stazione certosa. anita valli attende il treno al binario opposto, lo nota: e` calvo e ben vestito, sembra guardare verso di lei, come se la conoscesse, quasi a inviarle una muta richiesta di aiuto. anita si decide, scende nel sottopassaggio e recupera l`agenda. da qui partono tutta una serie di misteri ed enigmi che porteranno anita valli e mirella bonetti, le due "squinzie" milanesi che abitano in via gallarate, a indagare su un omicidio e su una faccenda di quadri poco chiara, con l`aiuto dell`amico marchino, circondate, al solito, da personaggi piuttosto singolari. tra una cenetta e un aperitivo, tra i numerosi "bianchini" e le pietanze che anita ama cucinare (e che mirella degusta volentieri) si spingeranno fuori citta`, sul vecchio furgone con cui anita valli trasporta i mobili per il suo laboratorio di restauro, alla ricerca di indizi... ma soprattutto di guai! e il bel vicequestore giorgio santini? beh, al solito gli faranno vedere i sorci verdi, per fortuna che il suo aplomb e` duro da scalfire.

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