che cos`e` la volonta`? da dove scaturisce la forza con cui essa salda in noi mente e corpo determinando il nostro agire? su questo eterno problema della filosofia si e` sempre tornati, e sempre, fatalmente, si tornera`. con un punto di riferimento ineludibile: schopenhauer, il quale ha fatto della volonta` la chiave di volta del proprio edificio speculativo, imperniando intorno a essa i motivi della sua filosofia. negli anni tra il 1826 e il 1840 il filosofo elabora, cataloga e raccoglie centosei "argomenti a favore del primato della volonta` sull`intelletto". l`intento e` quello di suffragare la sua tesi capitale: "la volonta` e` la cosa in se`, il solo elemento metafisico, mentre l`intelletto e` mera apparenza, la sua esistenza e` secondaria e derivata".
esistono alcuni libri, scrisse una volta leonardo sciascia, che assomigliano alla felicita`. l`isola del tesoro, il conte di montecristo, kim, michele strogoff: chi di noi potrebbe dimenticare le ore trascorse fuori dal mondo, immersi in una di quelle letture che ci spalancavano universi di cui neanche immaginavamo l`esistenza? ecco, inoltrandosi fra le pagine di questo libro, ogni lettore ancora in grado di meravigliarsi vivra` alcune di quelle ore incantate. non importa se il nome dei due autori non gli dira` niente, perche` grazie a loro verra` trascinato, insieme al misterioso protagonista - forse lo zar alessandro i, il vincitore di napoleone, che secondo una leggenda non sarebbe morto nel 1825, ma per altri quarant`anni avrebbe condotto una vita segreta di vagabondo, prima monaco, poi schiavo, cercatore d`oro, mendicante, discepolo di un lama -, in un viaggio vertiginoso e senza fine. dall`ucraina al caucaso, dagli splendori di samarcanda e di bukhara alle tende dei nomadi kirghisi, dai deserti della persia alle pianure innevate della siberia: quel "far east" che fu a lungo il territorio stesso dell`avventura. e come in ogni vero romanzo d`avventura, il lettore incontrera` la piu` straordinaria accozzaglia umana che si possa sognare: saltimbanchi, cacciatori di orsi, mercanti di pelli, ladri di cavalli, bari, assassini, zingari, ubriaconi, puttane, pellegrini, dervisci, sciamani - e naturalmente demoni. ma il "desiderio troppo grande di solitudine" del protagonista lo condurra` insieme a lui fuori dalle carte geografiche e dalla galera del mondo, la` dove "il sentiero si perde". e alla fine non potra` che chiudere queste pagine con un sentimento di profonda gratitudine verso quei due ignoti scrittori, per tutta la meraviglia che hanno saputo regalargli.
immane atlantide sommersa, le quasi duemila pagine dei textos recobrados - recuperati e radunati dopo la scomparsa di borges - rivelano le molteplici linee di forza di una riflessione critica di sconcertante novita. rispetto ai fervori iconoclasti degli anni venti (documentati in il prisma e lo specchio, 2009), si colgono qui, gia a partire dai primi anni trenta, una tonalita e nuclei di pensiero e di interesse del tutto inediti: l?inconsistenza dell?io, giacche una persona "non e altro che ... la serie incoerente e discontinua dei suoi stati di coscienza" e "la sostanza di cui siamo fatti e il tempo o la fugacita"; la letteratura poliziesca, che riesce a conciliare "lo strano appetito d?avventura e lo strano appetito di legalita"; le immagini dell?incubo, "la tigre e l?angelo nero del nostro sonno", disseminate nella letteratura da wordsworth a kafka; il gaucho, "amato territorio del ricordo" e "materia di nostalgia"; il tramonto del concetto di testo definitivo, che "appartiene alla superstizione e alla stanchezza"; la rivelazione che buenos aires, un tempo oggetto di caparbie trasfigurazioni poetiche, puo essere descritta solo "per allusioni e simboli". ma quel che piu affascina e la perfetta architettura di questi scritti, capaci, quale che sia l?argomento prescelto, di espandere il nostro orizzonte (talora con un semplice inciso: "nel mondo immaginato da walpole, come in quello degli gnostici siriani e in quello di hollywood, c?e una guerra continua tra le forze del male e quelle del bene") e di ravvivare il dialogo fra due interlocutori che "lo scorrere del tempo avvicina e allontana, ma non separa": il testo e il lettore.