Prodotto dal grande Matthew Sweet, un maestro del pop.
Wilko Johnson, già chitarrista nei primi Dr. Feelgood, ha vinto la sua battaglia contro il cancro ed ha ritrovato la fama grazie al disco pubblicato alcuni anni fa assieme a Roger Daltrey (Going Back Home), ed ora pubblica il suo nuovo disco come solista, il primo da almeno trenta anni a questa parte. Un disco solido ed elettrico, tra rock e blues, pulsante di energia e vitale come poche altre cose sentite ultimamente. Assiene a Wilko ci sono i due compagni di sempe: Norman Watt Roy al basso e Dylan Howe alla batteria. Più che i testi, anche introspettivi e legati ai fatti accaduti di recente, è importante la musica: e in questo caso Wilko Johnson mostra di che pasta è fatto e di volereri trovare nella sua musica il meglio di quanto ha fatto in passato. Rockin' the blues.
2 CD. Elvis Costello. ha sempre rispettato, anzi amato ( dal punto di vista musicale), Burt Bacharach Elvis incontra una prima volta Burt nel 1996, per la canzone God Gives Me Strengh, inserita nel film Grace Of My Heart. I due si trovano molto bene e continuano, nel 1997, a collaborare all’album Painted From Memory, edito poi nel 1998. Nei seguenti anni, Bacharach & Costello hanno saltuariamente collaborato. Questa nuova collezione, curata da Costello, presenta tutto quello che i due musicisti hanno fatto assieme Rimasterizzato dai nastri analogici il disco è una raccolta di 16 brani che mette assieme, oltre a tre nuovi episodi canzoni prese dallo spettacolo teatrale Painted From Memory con Audra Mae e Jenni Muldaur, dall'album di Bill Frisell The Sweetest Punch, in cui il chitarrista coinvolgeva Cassandra Wilson e Don Byron e dalle session di Look Now di Elvis Costello e gli Imposters, assieme a Burt Bacharach.
Tracks 1 & 2 are Mono. All remaining tracks are Stereo.
Quinto album della formazione folk prog
2CD. Limited edition Bonus CD.
LP, vinile 180gr. Dopo avere annunciato il suo ritiro dalle scene, Paul Simon pubblica il suo quattordicesimo disco di studio In the Blue Light però non contiene canzoni nuove, bensì dei ripensamenti, a livello di suono e di arrangiamenti, di canzoni già registrate ma non molto note. Non abbiamo quindi i classici, ma una serie di brani abbastanza oscuri, anche secondari, riletti in modo personale, tra jazz e musica da camera, con largo spazio ad una strumentazione ricca che non fa altro che migliorare le canzoni stesse, renderle più ariose, anche più personali. E se buona parte del merito è di Paul Simon e del suo collaboratore di sempre Roy Halee, non si può disconoscere che la bellezza del disco deriva anche dai suoni, da Wynton Marsalis, Bill Frisell, Jack DeJohnette, Rob Moose, J. Camerieri, Bryce Dessner ( The National), Steve Gadd, John Patitucci e Joe Lovano.
