Antologia divertente messa in piedi dal figlio di Frank, Ahmet e dal zappologo Joe Travers. Un antologia messa su CD e servita come se fosse una pranzo, divisa equamente tra Appetizers, Entrèes e Dessert. Zappatite, la foto di copertina con tavola imbandita e le tre portate. Un modo divertente di mettere alcuni dei brani più noti di Zappa in un solo CD facendo finta che non si tratti di una antologia.
Quinto e ultimo album della band di punk psichedelico del New Mexico
2CD. Una delle prime registrazioni dal vivo dei Grateful Dead, il 3 luglio 1966, al Fillmore Auditorium mostra una band con un futuro luminoso, lungo ed emozionante. Avevano cominciato da poco a suonare dal vivo quando Jerry, Bobby, Phil, Billy e Pigpen si sono esibiti dal vivo quasi un anno prima che uscisse il loro primo disco, interpretando alcuni classici dei Grateful Dead che sarebbero diventati i pilastri del loro repertorio per decenni come "I Know You Rider", "Cold Rain and Snow", "New, New Minglewood Blues" e "Beat It On Down The Line", insieme a brani di durata inferiore alla media tra cui le covers di "Gangster Of Love", "Viola Lee Blues" e "Don't Mess Up A Good Thing". Anche i primi originali tra cui "Tastebud", "You Don't Have To Ask" e "Cream Puff War" appaiono in rare esibizioni dal vivo, dimostrando che i Grateful Dead erano fantastici compositori e musicisti fin dall'inizio. Questa registrazione dal vivo, prodotta da Owsley "Bear" Stanley, è uno dei più ispirati live messi su nastro. Mentre l’archivio dei Dead è leggendario per la sua estensione, i documenti completi ad alta fedeltà del primo anno della band sono rari. La registrazione del 3 luglio – che ha debuttato nel 2015 come parte del set di box 30 TRIPS Around The Sun – si pone come un’eccezione primaria. Cattura il gruppo nel mezzo di una mutazione radicale, una band di R & B carica ed entusiasta che si muove già verso un nuovo terreno musicale nell'etere stellare dell'Independence Ball.
La performance include le prime registrazioni dal vivo conosciute di diverse canzoni, tra cui rari originali come "Tastebud", "You Don't Have To Ask" e "Cardboard Cowboy". Queste tracce, insieme a una cover di “Gangster Of Love” di Johnny “Guitar” Watson, sarebbero in gran parte svanite dal repertorio della band entro la fine dell’estate.
Prodotta dalla Grateful Dead Records e dall'archivista David Lemieaux, l'uscita è stata masterizzata da Jeffrey Norman a Mockingbird Mastering.
Dopo lunghe e tortuose peregrinazioni, i Jayhawks, orfani della formazione originaria, ma forti di un Gary Louris mai così ispirato, tornano in pista per celebrare quarant'anni di carriera con il loro album più riuscito dai tempi di Tomorrow The Green Grass. Prodotto dal venerabile Bob Ezrin, il gruppo mette in scena un riconoscibilissimo intreccio di rock, folk, country e pop nel quale è un piacere perdersi. Tra ballate rootsy, armonie vocali di stampo californiano, citazioni acustiche e subliminali dei Beatles, ritornelli vincenti, pianoforti country e omaggi a Neil Young, Sanctuary Park rappresenta una delle incarnazioni più efficaci e coinvolgenti della musica americana.