Un disco molto raro dell'ex Incredible String Band, edito nel 1976 e ristampato in CD nel 1991. Da tempo introvabile.
Jessica Lea Mayfield è una cantante di alternative rock che è arrivata alla fama per avere duettato coi Black Keys in Things Ain't Like They Used To Be. Poi, dopo quel duetto, è finita sotto l'ala protettiva di Dan Auerbach che la ha portata nel suo studio di Akron e le ha prodotto questo album, con cui debutta per la Nonesuch. Un disco scarno ed intrigante, con melodie rock, country e blues rilette dalla voce particolare della Mayfield. Secondo alcune testate Usa sarà una delle sorprese dell'anno.
Jam band psichedelica, molto dotata nell'improvvisare, che arriva da Eugene, Oregon. Sono al disco d'esordio ed il loro suono, fluido e intrigante, con chitarre e pianoforte in bella evidenza, si ispira a Grateful Dead e Phish, le due jam band più seguite ed influenti. Basta ascoltare brani come Mantra, The Train, The Golden Gate, The River, Deep Blue, per rendersene conto.
Forza trainante dietro gli US Christmas, Nate Hall ha registrato questo suo lavoro solista in una sola sera. Con influenze derivanti da Bob Dylan, Bruce Springsteen e, sopratutto, Townes Van Zandt (di cui interpreta delle canzoni) Hall ha messo a punto un disco solista intenso e profondo. Ballate, canzoni folk, echi della musica degli appalachi. Lontano anni luce dal quello che fa con la sua band, questo è un disco di musica d'autore influenzata da antiche radici.
Al suo terzo disco, Brendan James è un autore emergente. Originario di New York Brendan rappresenta il classico songwriting a stelle e strisce, con il piano spesso protagonista delle sue canzoni.
Jeff Larson è uno dei migliori cantautori della attuale scena di Los Angeles. Attivo da vari anni. è molto conosciuto a livello locale, tanto che nei suoi dischi suonano musicisti quali Dewey Bunnell, Rusty Young, Rich Campbell, Jeff Foskett e altri.The World Over coniuga il suond di Poco e Byrds, filtrandolo con il rock popolare dei Fleetwood Mac, edizione Buckingham & Nicks.
Marc Carroll, irlandese, non è al suo primo disco. Ha avuto una carriera errabonda che lo ha portato prima a Londra, poi a Los Angeles. Ed anche la sua matrice sonora è totalmente americana. Nei dischi precedenti si ispirava ai Byrds, ma questo nuovo album ha un suono più deciso, più elettrico, che lo porta sulle orme di Son Volt e Wilco, la faccia migliore del nuovo rock a stelle e strsce. Elettrico, il disco è stato registrato negli studi di Levon Helm a Woodstock. You Can Never Go Home, sette minuti, sembra una canzone di Jimmy Webb, ma con il suono dei Wilco.
Difficile definire Cheyenne Maria Mize. Giovane cantautrice con un solo album ed un EP al suo attivo, ha da poco firmato per la Yep Rock. La sua musica è classica canzone d'autore, distillata su sonorità elettro-acustiche. con canzoni interessanti, sicuramente di spessore. NPR ( National Public Radio) l'ha sponsorizzata molto, il New York Times ha definito la sua voce rara e buona parte della stampa Usa specializzata ha descritto la sua musica come twangy-folk ( folk con chitarre elettriche ).Dategli una chance, Cheyenne non vi deluderà.
Erano una band jam-grass, dal suono fluido, molto country oriented. Ma sono fermi da diversi anni. Questo nuovo lavoro, mostra un deciso cambio nel suono, con la chitarra elettrica che sostituisce l'acustica, il banjo che quasi scompare, per dare spazio a sonorità più rock. La forma canzone è simile, ma c'è la tendenza alla jam che porta questa band verso territori inesplorati e sonorità più intriganti.
Dopo il bellissimo ma tragico The Foundling, la ricerca della madre, Mary Gauthier si rilassa e fa un disco più morbido. Ballate folk, un paio di canzoni quasi country, una serie di composizioni più serene e molto musicali. Trouble & Love, come racconta il titolo, sta giusto a metà tra passato e presente, tra l'angoscia e l'amore, la tragedia ed il sereno. E le canzoni risentono di questa positività. Duane Eddy, Darrell Scott, Ashley Cleveland e Beth Nielsen-Chapman sono alcuni tra gli ospiti. Ora disponibile a prezzo italiano.
Promettente cantautrice, Ingrid Michaelson ha già seminato sei dischi alle sue spalle. Dotata di bella voce e di una vena melodica ricca, la cantautrice ora torna in grande stile con un disco caldo e coinvolgente in cui propone le sue classiche ballate pianistiche, alternandole con canzoni dal piglio sofisticato. Dieci canzoni, tra cui Light Me up, Whole Lot of Heart, Miss America, I Remember Her ( dedicata alla madre, scomparsa di recente ), Old Days. Bella confezione in digipack.
Simon Kirke ha una storia alle sue spalle. Ha militato sia nei Free che nei Bad Company ed è uno che fa parte della storia del rock. Da qualche anno a questa parte ha intrapreso una carriera come solista, rivelando insospettabli qualità come performer e come autore. In questo nuovo lavoro, in cui appare come ospite Warren Haynes, Kirke passa dal rock al blues, persino al country, con estrema facilità, ma anche con una certa classe. Buon sangue non mente
Harvey Mandel, soprannominato The Snake ( è stato Barry Goldberg a definirlo in questa originale maniera), è un uomo iper attivo. E' da poco stato pubblicato un disco nuovo, Snake Pit, che ci troviamo tra le mani Snake Attack. Harvey, che in passato ha suonato con Canned Heat, Rolling Stones, John Mayall e Bob Dylan, è che sta sulla scene da 50 anni, non ha finito di stupire. Snake Attack è stato registrato nel suo studio, ed un disco tutto nuovo, in cui Mandel suona ogni strumento. Tra blues e rock, con accenni anche psichedelici.
Proseguendo la linea stilistica di Reverie ed Invisibile Hour, gli ultimi due lavori, Henry continua un discorso da cantautore puro, mischiando suoni pressochè perfetti ad una scrittura moderna, folk oriented. Naturalmente il disco è elettrico, con influenze jazz, e le canzoni sono superbe, cesellate sui testi ( ultimamente Joe legge molti poeti ). Thrum, titolo pressochè intraducibile, è un disco intenso, strumentato in modo ineccepibile e cantato con passione. Se amate la canzone d'autore, non fatevelo sfuggire. Sicuramente tra i più belli di quest'anno.
Il Belmont Mall Studio è lo studio di registrazione personale di John Mellencamp. Negli anni ottanta John ci ha registrato alcuni dei uoi dischi migliori: Scarecrow e The Lonesome Jubilee. Proprio in mezzo a questi due, nel 1987, assieme alla sua band ha inciso questo piccolo show, senza overdubs. Un concerto, trasmesso poi per radio, dove il coguaro esegue alcuni classici del suo repertorio, come Paper in Fire, Cherry Bomb, Small Town ( in versione acustica ), Pink Houses, R.O.C.K. In The U.S.A. ma anche delle cover curiose come Shama Lama Ding Dong, Happy Birthday, Walk Don't Run, In The Baggage Coach Ahead.
Vive e lavora a Nashiville, ma non è country. Infatti la sua musica risente di varie influenze, anche cantautorali. E poi Lewis è solito firmare brani per altri, cosa che l'ha fatto crescere a livello di autore. Loversity contiene 14 canzoni, che sono costate più di un anno di lavoro all'autore che, però, non ha mai smesso di scrivere anche per altri musicisti. Prodotto da Brando Bell il disco spazia dal rock classico di Loversity alla più dark One in The Same, una ballata elettrica che richiama i Black Keys di Brother. Oppure Natural Disaster (cover di un brano di Loudon Wainwright) e When Come The Morning che apre il disco nel migliore dei modi.
Debutto come solista della voce femminile dei Lumineers. Un interessante disco che mischia sonorità folk, Americana e rcok.
Il nuovo album del musicista canadese, il decimo che pubblica a suo nome. Sulle orme di Neil Young ed Emmylou Harris.
MIke Gordon, bassista dei Phish, ha già inciso diversi dischi a suo nome. Ma questo, vuoi per il lockdown, vuoi per la maggiore attenzione che il musicista ha messo nelle sue canzoni, è charamente il suo disco migliore. Un disco di rock a tutto tondo, con influenze funk ma anche psichedeliche e brani che abbaracciano la coralità del rock d'autore. Con una band solisda al suo servizio, Gordon presenta un disco in cui spesso le sonorità sono inattese, con un forte gusto per l'improvvisazione. Titoli come Back in Te Bubble, Connected, Pure Energy, Revolution of the Mind e Tipical Rocket sono destibati a durare nel tempo.
Jonathan Wilson, nativo del North Carolina, è andato a Los Angeles 15 anni fa ed è diventato parte integrante della comunità musicale losangelena, sia come artista che come produttore. Ha registrato e suonato diversi strumenti sui suoi album più celebrati: Gentle Spirit (2011), Fanfare (2013), e Rare Birds (2018). Appena prima della pandemia, l'artista si è spostato a Nashville dove ha inciso nel leggendario Sound Emporium Studio di Cowboy Jack Clement. il disco è poi diventato Dixie Blur (2020), una collezione di canzoni che ha messo in luce le sue radici sudiste. Dixie Blur ha aiutato Wilson a trovare le sue radici e, con questo nuovo lavoro, il musicista va ancora più a fondo, torna sulla musica che lo ha ispirato e regala un disco bello, affascinante e decisamente coinvolgente. Tra rock e radici.
Quarto album in studio per la band scozzese,
Remastered in 24 bit.
? + © Polar Music International AB
Il primo album della band post hardcore di San Diego.
Il secondo album della band Alternative country/ Americana di Austin fondata dal cantautore Michael Hall.
Album del 2021 della rock band di Cincinnati.
Un album dedicato a tutti i sognatori di qualsiasi età-.
Il secondo disco della brava cantautrice che scrive canzoni sospese tra country, blues e folk
Prodotto dall'autore insieme a Dan Baird, una garanzia di ruvida eccitazione rock'n'roll.
Ill primo album della rock band psichedelica del sud della California.
Singolo CD che contiene i brani Let Go, Dealer e Let go (instrumental).
2CD. Primo lavoro dell'artista texano tra ballate country rock e fiammate southern.
Recorded over three Thursdays in January - January 8, January 22, January 29, 1998 at Plough and Stars, 912 Mass. Ave. in Cambridge, MA. Sponsored by Tremont Ale.
Un disco inedito del cantautore americano registrato nel 1994 in uno studio di Nashville e mai pubblicato. Contiene alcune versioni embrionali di brani che l'artista avrebbe poi rielaborato per dischi successivi e testimoniana dell'ispiratissima vena compositiva di David Munyon.



