Max Meazza, già leader dei Pueblo, è un cantautore milanese lagato alla scena del soft rock californiano. I suoi punti di riferimento sono Michael McDonald, Bill LaBounty, Kenny Loggins. Questo nuovo lavoro, registrato in compagnia di musicisti del calibro di Paolo Fresu, Walter Calloni, Tiziana Ghiglioni, Tolo Marton etc, è un disco all'altezza della sua fama.
Nuovo album per la formazione di Minneapolis che annovera membri del Bellwether. 2006.
Sono una delle tante band nuove che si sono messe in luce in Chimes of Freedom: The Songs of Bob Dylan. Vengono dall'Inghilterra e, lo scorso anno, si sono fatti notare ampiamente al Bonnaroo Festival. Suonono un garage rock, chitarristico e potente e sono al terzo lavoro.
Robert Francis è un cantautore californiano, relativamente nuovo sulle scene musicali. Amico di Ry Cooder, Francis ha già due dischi al proprio attivo, ma è con questo album, edito dalla Vanguard, che fa un salto di qualità. Polistrumentista ed autore completo, Robert ha affinato le sue doti di balladeer profondo. Musica elettrica, ben suonata, con gente come Ry Cooder, Jim Keltner, Joachim Cooder, Blake Mills, coinvolta nel disco. Da seguire.
Ha già diversi dischi al suo attivo, un buona voce ed una penna calda. La sua musica sta tra folk e rock e Jude si è conquistata il rispetto dei colleghi. Ma la sua personalità e le sue canzoni vanno anche oltre, è veramente brava: basta leggere cosa dice di lei la stampa Usa. Dopo A Quiet Girl, un altro bel disco.
Mike Gordon è il bassista dei Phish e, parallelamente alla carriera ll'interno della band, ne ha anche una sua, con la sua band. Qusto nuovo album, prodotto da Shawn Everett, vede Gordon accompagnato dalla sua band: Scott Murawski (guitar/vocals), Robert Walter (keyboards), John Morgan Kimock (drums) e Craig Myers (percussion). Gordon suona anche banjo, piano e chitarra. Il disco è meno strano dei precedenti, più normale, come confermano Let's Go, destinato all'ultimo album della band, Big Boat, e poi lasciato da parte all'ultimo momento, quindi Equilibrium, Crazy Sometimes, Stealing Jamaica.
The Saint Of Lost Causes è l'ottavo disco che il roots troubadour Justin Townes Earle pubblica a suo nome. In questo disco Justin Townes diventa più personale, abbandona la linea del musicista classico per diventare più critico ed introspettivo. Infatti l'autore che, dal punto di vista musicale non ha mutato le sue radici, scrivendo brani dal suono roots, tra country e rock, ma in questo caso più elettrici, come autore diventa molto più critico. Earle si focalizza su un'America oppressa e suoi suoi oppressori, su quelli che hanno ancora delle speranze e su coloro che non ne hanno più Descrive la devastazione economica, l'imbecillità di coloro che comandano una nazione gigantesca, diventa critico e non risparmia nulla, a nessuno. Il disco ne guadagna dal punto di vista della solidità di base. La parte musicale è intensa e le canzoni assumono una forza interiore che prima non avevavo. Justin Townes Earle sta diventando grande.
EP con tre canzoni. Si tratta di due nuove registrazioni effettuate dalla storica band inglese. Missing Persons, in due versioni, e War is Not Healthy. Fa sempre piacere ascoltare una band dello spessore dei Procol Harum e queste nuove registrazioni, edite della Esoteric, sono degne d'attenzione.
Il secondo album della jam band progresisve grass americana.
Secondo album del cantautore americano.
