Band scozzese che suona musica folk tradizionale della sua terra e folk celtico. Autori di vari album, sono sulla scena da quasi venti anni e Jonny Hardie è il leader incontrastato.
Dopo le atmosfere country folk dei primi due dischi, la cantautrice ha messo assieme una band in cui suonano sia suo marito che suo padre. Un ensemble più elettrico, che dà una nuova dimensione alla musica di Alea, che ora sta a Portland, una delle città più musicali degli Usa in questo periodo.
Boy on the Bridge rappresenta il debutto come solista di Alan Doyle, leader della band folk rock canadese Great Big Sea.
Tra rock e radici, con spruzzate di folk, Doyle porta a termine un lavoro interessante che, oltre a celebrare il ventesimo anniversario dei Great Big Sea, vede coinvolti musicisti di prim'ordine come Jim Cuddy ( Blue Rodeo ), Colin James, Hawksley Workman, Mike Post e Russell Crowe, che ha scritto per questo disco tre canzoni nuove.
Già parte del famoso due folk Hazel & Alice, la Gerrard torna a fare dischi con la produzione di Hiss Golden Messenger. Un melting pot di suoni che va dal folk rigoroso al cosmic country con la Gerrard, aiutata da una bella serie di musicisti, che ripropone la faccia più pulità e, per certi versi, più antica della musica popolare americana, in una veste però molto più moderna ed attuale.
Americani, fanno del folk irlandese di matrice elettrica e sono in giro ormai da più di venti anni. Popolari, sopratutto nella parte East degli States, hanno un suono elettrico che dà forti scossono rock alle loro ballate di matrice irish. Canzoni come Another Stupid Drinking Song, Girl's Night in Galway, Son of A Poacher, Dancing in The Rain, Paddy's Rubber Arm e The Rustling Goat Gang, rappresentano in modo perfetto il loro sound.
Jack Elliott è un grande della scena folk Usa. E' sulla breccia da più di cinquanta anni e le sue storie e canzoni sono degne della grande tradizione di Woody Guthrie. Come dimostra questo disco dal vivo, registratato al Keystone Club di Palo Alto nel 1979. Jack è solo sul palco e rilegge, alla sua maniera, brani del calibro di San Francisco Bay Blues, If I Were A Carpenter ( Tim Hardin), Barbara Allen, Buffalo Skinners ( Woody Guthrie ), Talking Fishing Blues, Old Shep ed altri.
Martha Wainwright e Lucy Wainwright Roche. 2015.
Tom Paxton e Bob Gibson, due sopravvissuti ( ma Paxton è ancora in giro ) dei lontani anni sessanta, assieme sul palco a Chicago, in una bella serata del 1980. Puro folk, venato anche di blues, ripreso attraverso canzoni famose e non, come Cry Cry Cry, Sing For The Song, He My Be Slow, Mary Got New Job, This Little Light of Mine, The Rest of The Night, Heavenly Choir, We All Sound The Same. A very rare evening.
Storica band folk, forse la più importante di sempre in Irlanda, fondata da Christy Moore (assieme a Andy Irvine, Dónal Lunny e Liam O'Flynn) nel 1972. Questo concerto, registrato a Brema nel 1979, con Matt Molloy aggiunto in formazione ai quattro originali, è una straordinaria scoperta che ci permette di avere una registrazione inedita sino ad oggi. Classico folk, suonato in punta di dita, e performance splendida da parte di una band di capitale importanza. Il repertorio è composto da brani tradizionali.
Il ritorno in età matura del misconosciuto cantautore texano.
Il primo album della cantautrice inglese Helena Costas.
© ? 2023 Royal Potato Family.
Housed in a gatefold card sleeve. No booklet.
Rivers In Our Veins was commissioned by the Lake Placid Center for the Arts with support from the Mid Atlantic Arts Foundation's Jazz Touring Network, National Endowment for the Arts, and the Doris Duke Charitable Foundation. Additional consortium partners: Ars Nova Workshop, Light Up the Queen Foundation, Modlin Center for the Arts, and Weis Center for the Arts.
Progetto condiviso con Sean O'Casey e John Kavanagh
Virtuoso del flauto irlandese
Album Recorded at Westland Studios, Dublin.
Registrato all'università di Hull il 4 febbraio 1967
Subtitled "A Celebration Of The Tree And Its Offspring"
Recorded at Dorozsmai Studio, Budapest
La prima collezione di artisti irlandesi contemporanei.
Presenta i nuovi talenti più eccezionali che usciti dall'Irlanda negli anni '90.



