A 73 anni e con una carriera che si approssima al mezzo secolo, Nick Saloman in arte Bevis Frond non sembra affatto pago e continua nel cammino di fede i cui precedenti gli impongono la diffusione del verbo di Jimi Hendrix e Syd Barrett officiando il rito nel vecchio santuario psichedelico di cui è custode. Il suo nuovo e ventisettesimo album di studio è un lavoro dove è chiaramente tangibile l'impronta dell'autore, che qui amplia lo spettro delle ingerenze stilistiche attraverso minime varianti. Domina il rock dei sixties, le chitarre determinano il risultato e tutto è più o meno in funzione degli assolo del leader, mentre il resto lo fanno una sezione ritmica di tutto rispetto e gli interventi della cantante Debbie Wileman.
Ristampa di un disco culto della tarda psichedelia americana pubblicato originariamente nel 1976. Mettendo insieme influenze come Grateful Dead e Neil Young, il disco è una morbida e affascinante collezione di canzoni che paiono miracolosamente esalare dal deserto californiano. Le copie originali girano oggi a migliaia di dollari.
