4CD. Un Caposcuola dell'ondata prog con i Van Der Graaf Generator e titolare di una carriera solista che ha influenzato decinne di musicisti, Peter Hammil pubblica una raccolta che accorpa i primi quattro lavori pubblicati dalla sua etichetta: che che si avvalgono della presenza decisiva di alcuni collaboratori come David Jackson (sax), Nic Potter (basso), John Ellis (chitarra) e qua e là il violinoo di Stuart Gordon. Il cofanetto allinea momenti cantautorali, episodi più rock, suite prog rappresentando un interessante compendio di un artista fuori dagli schemi e senza frontiere.
LP. I Tinariwen si evolvono ancora una volta nel loro nuovissimo album, collaborando con una generazione più giovane di musicisti tuareg per realizzare un disco vivace, caratterizzato da ritmi sinuosi e radicati nella loro comunità nomade. L'album vede anche la partecipazione di José González e Sulafa Elyas.
Ferventi sostenitori della cultura nomade del loro popolo, che vive nelle zone desertiche di confine tra Mali e Algeria, i Tinariwen hanno ottenuto consensi a livello mondiale negli ultimi due decenni grazie alla loro musica bluesy, guidata dalla chitarra, che è un vivace mix di politica in lingua tamasheq, ritmi sincopati e melodie slanciate.
In Hoggar la band guarda più da vicino a casa propria e rivendica il proprio ruolo di guardiani di questa tradizione musicale tuareg. Tornando ai primi anni in cui scrivevano canzoni con chitarre acustiche e cantavano in coro attorno al fuoco nel deserto, passando al contempo il testimone a una generazione più giovane di musicisti che possono continuare a mantenere viva la fiamma della ribellione e della sfida.
LP. Il miglior mix di country rock, alt-country e indie rock degli ultimi due anni non è arrivato dagli Stati Uniti, bensì dall’Inghilterra. Dopo le prime interessanti prove “Resevoir” e “All The Right Weaknesses” la band di Norwich, che nell'ultimo periodo ha diviso il palco con Courtney Marie Andrews, torna con questo album prodotto da Owen Turner, nel quale spazia con estrema onestà tra indie rock, alternative rock e country. Qualcuno li ha definiti la band più americana d'Inghilterra e questo album lo testimonia perfettamente. Da scoprire.
LP. Born To Kill è molto più della conclusione di unattesa di 15 anni tra un album e laltro dei Social Distortion: è una rivelazione. Undici brani di puro, autentico rock n roll, tra furia, gioia e catarsi, tutti attraversati da quel mix inconfondibile di sfida e disillusione vissuta che ha reso il fondatore Mike Ness un poeta e una voce guida per gli emarginati da oltre 40 anni.
La band di Orange County torna con Born To Kill, il suo primo album in 15 anni. Attraverso 11 canzoni potenti, Mike Ness amplia ulteriormente il mito dei Social Distortion, dimostrando ancora una volta che non sono semplicemente una punk band. In tutta la raccolta, Ness richiama il suono degli anni 70, gli anni formativi della sua giovinezza. Born To Kill prosegue così laltissimo standard qualitativo per cui i Social Distortion, e lo stesso Ness, sono da tempo celebrati.
Born To Kill è unopera destinata a lasciare il segno a lungo nel catalogo dei Social Distortion. Brani come la trascinante title track, che funge da filo conduttore dellalbum, la carica di riff di Partners in Crime, la nostalgica The Way Things Were e lesuberante Tonight si inseriscono perfettamente nelle diverse ere della band. Dopo quasi cinque decenni di carriera e un catalogo straordinario che attraversa quasi tre generazioni, i Social Distortion non hanno alcuna intenzione di rallentare.