ci sono uomini che per tutta la vita non fanno altro che rincorrere se stessi. convinti che il futuro, quando arrivera, potra ricompensarli della fatica. toschi e uno di loro: il suo mondo inizia e finisce nell`azienda di ceramiche di cui e proprietario. ha poco tempo da dedicare alla famiglia, solo nei fine settimana riesce a caricare in macchina moglie e figlio per rifugiarsi nella casa in montagna. le notti che passa tra quelle mura, pero, anziche dargli un po` di tregua, lo proiettano in una dimensione dove ogni sua scelta sembra chiedergli il conto. sara proprio in quel limbo tra il sonno e la veglia, districandosi tra simboli e presagi, che si avvicinera a un`imprevedibile rivelazione. la casa del dormiveglia racconta di un lavoro che mangia l`anima, e che spinge a dubitare di qualsiasi cosa - anche della propria ombra. perche quando tutto comincia ad andare a rotoli, le possibilita sono sempre e soltanto due: provare a reagire o abbandonarsi alla caduta. tutto ruota attorno a una casa di montagna, una villetta bifamiliare costruita negli anni settanta. toschi l`ha acquistata non troppo distante dal paese in cui e cresciuto con l`idea di trasferirsi li con federica e con giulio, il loro bambino. i soldi a toschi non mancano: e il proprietario di un`azienda di ceramiche in una valle dell`appennino, e il lavoro gli riempie la vita. ci sono i rapporti da tenere con i fornitori, con i clienti e con il laboratorio. c`e la produzione da sorvegliare. e poi c`e il forno, la cui bocca sputa fuori le piastrelle fatte di quell`argilla che un tempo si estraeva dalle colline nei dintorni e che ha reso ricco e devastato un territorio intero. insomma, toschi e un uomo devoto alla religione del lavoro, che a certe latitudini sembra l`unico modo per stare al mondo. si e sempre pensato un tipo pratico, che sa godersela senza eccessi. eppure federica lo sopporta sempre meno, e giulio ora che sta crescendo gli sembra un estraneo. cosi ben presto toschi si ritrova ad abitare da so
in una gaza plasmata dalle bombe, dopo il 7 ottobre 2023, la famiglia dell`autore si ingegna in ogni modo per sopravvivere all`estrema ferocia del conflitto. coi droni che affollano il cielo, la chiusura dei valichi e l`intensificarsi dei bombardamenti, la guerra si stringe intorno ai protagonisti come un anello di fuoco, e da questa costrizione progressiva nasce un canto di sofferenza, in cui risuona l`assoluta necessita di restare umani. muhammad al-zaqzouq condensa in questo diario mesi di patimenti e incertezza, dal 7 ottobre 2023 fino alla fine del 2024. insieme alla moglie `ula e ai tre figli piccoli, fugge dalle bombe e dai carri armati, spostandosi da un capo all`altro di gaza all`interno di una rete famigliare fitta e radicata nel territorio, in una serie apparentemente interminabile di sfollamenti. il ritmo di questi spostamenti e dettato dagli ordini di evacuazione dell`esercito israeliano, che annuncia le sue incursioni e i suoi bombardamenti lanciando volantini dagli aerei. cosi, il viaggio dell`autore diventa una panoramica della vita a gaza, delle strategie messe in atto dagli abitanti per adattarsi a una realta in cui l`unica certezza e la presenza della morte e del pericolo: e piu sicuro stare in una casa col tetto di cemento o di lamiera? quanto dura una batteria portatile che deve alimentare un intero appartamento? cosa si e disposti a bruciare per cuocere un po` di pane? da queste pagine, impariamo che non c`e una risposta giusta, che certe decisioni vanno prese a intuito, ignorando i dubbi martellanti e l`angoscia costante di fare un passo falso. mentre gaza viene rasa al suolo a ritmo di marcia, la famiglia allargata dell`autore si riunisce e si disperde, si cerca tra le macerie e trova nel gruppo un senso di protezione ancestrale, mossa da una tenace e incrollabile volonta di sopravvivere. allora, nei pochi momenti in cui il genocidio rallenta o si interrompe, non stupisce che la vita torni a mettere radici nelle citta distrutte dalle bombe, c