dai boschi di taranto al gelo dei campi di prigionia tedeschi, mario desiati ci consegna un grande romanzo che indaga il rapporto tra l`individuo e le sue radici, il trauma e la vergogna, interrogando con coraggio il rimosso collettivo del nostro paese. i segreti e i silenzi avvolgono i protagonisti di questa storia come il malbianco infesta il tronco degli alberi. tra i petrovici, infatti, ci sono da sempre piu fili nascosti che verita condivise. ma le domande del figlio che si e smarrito, e per questo si volta a guardare le proprie orme, diradano via via le nebbie di una memoria famigliare lacunosa e riluttante. chi sono davvero i petrovici? da dove arrivano? e cosa c`entra con loro un`antica ninna nanna yiddish che inconsapevolmente si tramandano da quasi cent`anni? se "di certi fantasmi ci si libera soltanto raccontandoli", prima di tutto bisogna conoscere il passato da cui proveniamo.

toccante e lieve, intimo e pieno di umanita, questo libro racconta come prendersi cura degli altri sia l`unico modo per prendersi cura di se. perche anche nella fragilita e nei guasti la vita non smette di incantarci, di rivelarci nuovi mondi. "alla fine di una lunghissima disciplina di terapia e rigore qualcosa devo aver capito meglio. forse, azzardo: siccome il dolore arriva da solo e comunque arriva sempre, non ne serve altro. al contrario. serve bellezza, per affrontare tutto questo dolore. servono leggerezza, un poco di allegria. il carburante per viaggiare nel buio". un giorno d`agosto una donna si prepara a stare via per un po`. lascia una lettera di istruzioni ai figli, perche anche in sua assenza possano trovare le cose che non trovano mai. per esempio i doposci. non e la stagione dello sci, ma chissa quando lei potra tornare. questa e la sua storia. non e il diario di una malattia, ma la testimonianza esatta che nessuno si salva da solo. a risuonare in queste pagine sono le voci degli altri. la voce di angelina, che ha il piglio di una capobanda e tratta le altre pazienti con tenerezza. la voce del professore, cresciuto in un paesino dell`aspromonte e diventato un luminare, che non dimentica le sue origini. la voce di un infermiere che impiantandoti un port endovenoso ti chiede quale sia la tua canzone preferita, e te la canta. in questa sinfonia di voci ci sono risate e stupore, sopracciglia tatuate e pure di carote, sigarette fumate di nascosto e pennarelli che disegnano sul corpo, madri che si preoccupano dei piedi freddi e uomini che conoscono la "logistica dell`amore". ci sono l`intelligenza e la sensibilita di una scrittrice che ribalta ogni stereotipo, sulla malattia come sulla cura, e che e troppo curiosa delle persone per non raccontarle, perche sa che solo attraverso le storie altrui scopriamo la nostra.

un moderno romanzo di formazione. un`ode al potere delle parole e alla forza necessaria per decidere il proprio futuro. a tora e piccilli, nel 1942, davide passa le giornate a guardia dei maiali, e ruba i quaderni al mercato del paese. zoppica dalla nascita ed e deriso dai coetanei e dal padre. teresa lavora nella corderia di famiglia, divora libri, ed e la sola che lo difende. davide non immagina una vita fuori dal paese, mentre teresa sogna di andarsene. l`arrivo di trentasei ebrei napoletani, inviati li al confino dal regime, sconvolge l`equilibrio del luogo. nicolas, con la sua presenza magnetica, entra nelle vite dei due ragazzi. davide comincia a seguire di nascosto le lezioni del padre di nicolas, che ha messo su una scuola clandestina, scoprendo la lettura e la scrittura proprio grazie a un ebreo, lui figlio analfabeta di un fascista. e la guerra che li fa incontrare e scontrare, poi li separa. fino a scambiare i loro destini.

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