Il ritorno lungamente annunciato della band originaria di Chicago rappresenta il settimoo album di studio. In formazione sono rimasti Chris Grigiroff e Joe Alducci e l'atmosfera del disco è spartana e minimale. fedeli alla loro stori ai due tornano con un disco poco celebrativo, fatto di scarne ballate dimesse e desolate, fatte di cupa rarefazione ipnotica, che le voci ormai mature dei due tingono dello stesso fatalismo di un Micah P. Hinson o di una fumosità scabra sulla scia di Tom Waits.
LP. La band canadese si rifà viva con il decimo album di studio che inevitabilmente è un po' diverso dal solito dopo la perdita della batterista Tasy Hudson. Le canzoni appaiono come vere e proprie sculture sonore, magmatici grovigli di feedback modulato, drone abissali, cattedrali noise. Il disco presuppone una certa predisposizione per coglierne la bellezza, ma si tratta di opera coraggiosa e fuori dall'ordinario.