In un'epoca in cui pedali, laptop e campionamenti sono la norma, Eric Steckel va controcorrente e si aggrappa ai tempi in cui le chitarre echeggiavano a tutto volume da grandi amplificatori. Eric Steckel e la sua band hanno creato un suono pieno e robusto più o meno allo stesso modo di quando Rory Gallagher salì sui palchi del leggendario Irish Tour. Sembra che l’unico fattore di controllo sia una manopola del volume posizionata al massimo e in alcune tracce oltre il massimo.
L'esordio della cantautrice scozzese è un condensato di voci celestiali, arrangiamenti paradisiaci, intimismo emozionale e brividi lungo la schiena, che non si sottrae alla grande tradizione folk a cui appartiene, nè cerca particolari stratagemmi con cui innovarla. The Knife, The Needle è percorso da una vena lirica sottile, ma potente, capace di spezzare la gabbia dorata dell'abitudine nel nome dell'inquietudine con cui andiamo alla ricerca di una bellezza profonda.
Con Son of a Sinner, Jovin Webb porta nel blues la propria esperienza di vita nella Louisiana, affrontando con franchezza temi come dipendenza, fede, errori e riscatto. Prodotto da Tom Hambridge e registrato a Nashville, il disco fonde blues, soul, gospel e Southern rock in un suono radicato nella tradizione ma attraversato da una sensibilità contemporanea. La voce intensa di Webb dà particolare peso ai testi, mentre chitarre, armonica e arrangiamenti essenziali accompagnano una scrittura profondamente personale.
In DjeliBit, il Mediterraneo incontra l’Europa: in 9 tracce dalla fisionomia pulsante e vocalmente melodica, “Djelibit” lancia spore di suoni metropolitani sul virtuosismo eclettico dell’afro-beat di Sissoko, in un connubio artistico esaltato dagli arrangiamenti di Nicodemo e dall’impalpabilità dei vocalizzi delle Lilies On Mars.
Nuova ristampa rimasterizzata 2026 del quarto album della band originariamente pubblicato nel 2001.