Dopo The Red Planet del 2020, dedicato a Marte, l'ex tastierista degli Yes torna sul Pianeta Rosso con il nuovo album, una prog-suite ispirata alle più recenti scoperte scientifiche, alle immagini delle missioni spaziali e alla sua inesauribile fantasia. Il disco è un altro affascinante viaggio cosmico nel quale il veterano del prog dimostra di sapere ancora trasformare la sua sconfinata passione per le tastiere in un immaginifico racconto musicale.
Nel suo onuovo album di studio, la celebre cantante country tira fuori la sua anima da rocker, ripercorrendo gli eventi drammatici e dolorosi della sua esistenza conn una voce potente che non perde lo smalto nonostante le 62 primavere. Il disco si muove con equilibrio tra atmosfere country, soul e blues con voci calde e occasionali sfoghi di energia selvaggia. Molti continuano a associare Wynonna alle Judds, ma da solista la cantante mostra la parte più autentica e viscerale di sé, quando liberata dai fardelli di una famiglia complicata, riesce a specchiarsi magicamente nella sua voce e godere della splendida sensazione di lasciarsi tutto alle spalle.
Gli appassionati di blues suonato con passione e contagioso entusiasmo proveranno momenti di puro godimento durante l'ascolto dei quasi ottanta minuti di questo quinto album del bluesman originario del Connecticut. Il titolo è ispirato alla canzone di Bob Dylan inclusa nell'album Oh Mercy e Parcek ne offre una eterea e lunga versione accanto a originali e altra covers di John Hiatt, Bill Withers, Elmore James che mettono in luce le grandi qualità di chitarrista e le esprienze maturate negli anni passati a suonare nella band di Pinetop Perkins e in formazioni come Nine Below Zero (di Boston) e Dragonfly.
Scomparso cinque anni fa, Jon Hassell è stato un trombettista e esploratore sonoro dall'instancabile ricerca, capace di sbalordire con un mix riuscito di ispirazioni jazzistiche, abiti elettronici e suggestioni provenienti dal folklore di ogni parte del globo. Questo album postumo documenta la sua ultimaperformance dal vivo del 23 maggio 2015 a Londra dove ad accompagnarlo c'eranoo Rick Cox alla chitarra, al clarinetto e ai sintetizzatori e John Von Seggern al basso e al programming. Il lavoro consta di 4 incantevoli tracce che idealmente completano la trilogia dei Pentimenti.
Ormai da vent'anni, Kristian Matsson è The Tallest Man On Earth come se il folk americano fosse una terra d'adozione conquistata a colpi di chitarra, voce e chilometri. Oggi è tornato in Svezia e il nuovo album nasce proprio dall'ascolto della tradizione popolare svedese, con cui riscopre un patrimonio tenuto per anni a distanza. Non si tratta di un vero e proprio ritorno alle radici, ma del risultato di un incontro fra le tradizioni popolari svedesi e il folk americano che Matsson trasforma in un linguaggio proprio. Il troubadour non ha perso la strada, ha semplicemente smesso di avere fretta con una ricerca che affonda le radici non nella nostagia, ma nell'affetto.