nel 1938 federico fellini approda a roma, in cerca di lavoro. lo trova al "marc`aurelio", un giornale umoristico che esce due volte alla settimana e che vende circa mezzo milione di copie. un vero fenomeno di massa, paragonabile, oggi, a quello della trasmissione televisiva zelig e al successo dei suoi comici e dei loro tormentoni. in questo volume, claudio carabba raccoglie una scelta dei pezzi scritti dal futuro regista per il giornale: molti della rubrica "ma tu mi stai a sentire?", diventata presto una frase ricorrente nel linguaggio dell`epoca, ma anche brevi storielle, barzellette, la maggior parte firmate e altre non firmate ma altrettanto riconoscibili per stile e tipo di umorismo.
la tradizione popolare e` ancora una volta il perno del lavoro di elaborazione di dario fo: attraverso storie, miti e leggende popolari, francesco appare nella sua debolezza umana, nella sua indisponibilita` al compromesso, ma allo stesso tempo nella sua profonda comprensione dell`animo umano e dell`idea di un dio aperto al dialogo con l`uomo peccatore. grazie a lu santo jullare` francesco, lo spettatore-lettore potra` quindi conoscere in un`ottica nuova, non agiografica, san francesco e gli episodi celebri della sua vita, tutti affabulati da uno dei grandissimi del teatro italiano.
il volume si divide in cinque sezioni: la prima, d`argomento autobiografico, evoca gli anni universitari di mila, le sue prime prove letterarie (sette poesie scritte in carcere), le esperienze di regina coeli e ventotene, la guerra partigiana. la seconda sezione contiene una testimonianza di mila polemista spregiudicato: sul cinema neorealista, sui rapporti fra gl e pci, sulle elezioni del 18 aprile 1948, sull`insegnamento della religione nella scuola di stato. la terza sezione contiene interventi d`argomento musicale. le ultime sezioni sono rispettivamente dedicate a mila giornalista e ai suoi maestri e compagni di strada, tra cui alcuni ritratti di augusto monti, nello rosselli, leone ginzburg, giaime pintor e primo levi.
rifacendosi ad alcune situazioni caratteristiche del teatro comico, l`autore ci presenta un giudice laico di una citta` padana del cinquecento che, indagando imprudentemente in merito a un furto avvenuto in un luogo sacro, finira` per urtare gli interessi delle autorita` ecclesiastiche e provocarne la reazione. dovra` dunque vedersela con loro e anche con alcuni diavoli che, maliziosamente, gli trasformeranno la vecchia serva in una splendida maggiorata.