le "lettere" di platone sono uno dei misteri piu` affascinanti della letteratura greca. non sappiamo chi le ha scritte: se platone, o uno o piu` contraffattori. sicuramente autentica e` la settima, una riflessione sui complessi rapporti che intercorrono tra potere e filosofia. comunque sia, queste tredici lettere sono la testimonianza di un esperimento che parve concretizzare il sogno di platone: portare al potere dei filosofi o dei governanti-filosofi, che traducessero le sue dottrine relative alla legislazione e al governo dello stato. questo tentativo, consumatosi a piu` riprese alla corte di dioniso ii tiranno di siracusa, falli` miseramente.
trent`anni, analista programmatore in una societa` di servizi informatici, il protagonista di questo romanzo conduce un`esistenza indifferente. il lavoro, i viaggi d`affari, le prigioni dell`amore e del sesso, l`assenza di qualsiasi sentimento che non sia di insofferenza verso se stesso, lo scivolare lento e inesorabile in uno stato di insensibilita` dal quale sembra non esserci via d`uscita. in una lingua affilata e gelida, che piu` volte costeggia i territori di tragedie innominabili, michel houellebecq compone un romanzo epocale, una educazione alla non-vita, alla noia, all`indifferenza capace di segnare la generazione contemporanea come lo straniero di camus segno` i giovani del dopoguerra.