"poco lontano il mare e testimone della nostra tragedia: lo possiamo vedere ma non lo possiamo raggiungere." angelo scalvini e un ragazzo quando viene assegnato alla divisione acqui, il 13 gennaio 1943: per mesi respira la calma apparente dell`isola greca e annota nel suo diario le giornate sempre uguali in quel presidio sperduto nel mediterraneo. poi, sul finire dell`estate, si diffonde la notizia dell`armistizio. il suo diario di guerra diventa cosi la testimonianza dei giorni febbrili della resistenza della divisione italiana contro i tedeschi e della prigionia dei sopravvissuti nel campo di barauka, nella russia bianca, e di danzica, durante i mesi della disperata ritirata delle truppe tedesche. un`odissea senza fine e la storia di un ritorno a casa segnato dal dolore, ma anche dalla voglia di ricominciare, in memoria di quei 7.000 compagni morti in grecia, alla fine di settembre del 1943.
julian, jake, adrienne e maggie: quattro ragazzi a oxford, poco studio e molte discussioni, slanci di passione, amori, litigi e notti passate a raccontarsi la vita. julian e maggie provengono da una famiglia dell`upper class inglese, adrienne e` bella e ricca, jake ha potuto frequentare le scuole migliori solo grazie ai soldi vinti a una lotteria. in collegio e` stato sottoposto ad ogni sorta di umiliazione. potrebbe dimenticare, forse, ma non maggie che quando si innamora di lui, decide di regolare i conti con i suoi nemici. un romanzo sull`amore e sulla crudelta`, sull`irresponsabilita` dell`adolescenza, quando tutto e` assoluto e ad ogni passo sembra che la vita intera sia in gioco. una sana sete di giustizia si trasforma in una tragedia farsesca...
per la prima volta dopo mezzo secolo vengono ricostruiti i due principali bombardamenti che roma subi` nell`estate del `43. in base a materiale inedito e attraverso il racconto in presa diretta dei sopravvissuti: i superstiti del quartiere san lorenzo, i piloti dei caccia italiani che decollarono per intercettare le fortezze volanti, gli aviatori americani della dodicesima air force che partirono dagli aereoporti nord-africani per attaccare la citta` eterna da 6000 metri di quota ("venti angeli" era appunto il codice radio dei bombardieri, che stava ad indicare 20000 piedi d`altezza).
dopo l`8 settembre, gli inglesi dell`intelligence service di londra convincono l`autore, ai tempi ufficiale addetto alla persona del capo di stato maggiore generale presso il comando supremo, dell`importanza di un programma di collaborazione. marchesi viene allora nominato comandante dell`810 italian service squadron, alle dipendenze dell`intelligence service britannico per la cooperazione al servizio informazioni alleato. questo reparto ha operato delle missioni di estrema riservatezza nei territori occupati dai tedeschi che marchesi oggi vuole far conoscere al pubblico. durante la ricerca ha potuto contare sul contributo di edgardo sogno e carlo milan che allora operavano alle dipendenze del generale come capimissione.
dice norberto bobbio nella sua prefazione al libro: "il primo insegnamento che si puo` trarre da questo libro e` che non bisogna dimenticare. il secondo, che bisogna ricordare non per giudicare, ma prima di tutto per apprendere e capire." il libro e` un racconto autobiografico che prende avvio il giorno precedente la liberazione dal campo di concentramento di ebensee e ripercorre a ritroso tutti gli eventi compresi tra l`autunno 1943 e l`estate 1945. l`autore rivive tutte le tappe del suo itinerario di militante antifascista, dai primi timidi passi nella clandestinita`, ai campi di sterminio, attraverso carcere, interrogatori, fughe fallite, tra momenti di speranza e di sfiducia.
alla fine della seconda guerra mondiale, almeno 4 milioni di soldati tedeschi furono tenuti prigionieri all`aperto, in campi recintati dal filo spinato ma senza alcuna protezione, con poco cibo e poca acqua, o niente del tutto: questo accadde in germania ad opera degli americani nella zona da essi occupata e duro` per molti mesi dopo la fine delle ostilita`. l`esercito francese, che ricevette circa 630.000 prigionieri dagli americani per servirsene come manodopera in riparazioni di guerra, fece loro patire la fame e li maltratto` a tal punto che non e` esagerato calcolare una cifra di 250.000 morti causati dalle pessime condizioni in cui gli uomini furono tenuti. per quanto riguarda i campi americani, non e` azzardato supporre il decesso di 750.000 prigionieri. per la maggior parte si trattava di soldati della wehrmacht arresisi dopo l`8 maggio 1945, ma fra loro c`erano anche donne, bambini e anziani. queste morti furono catalogate come "altre perdite". per scrivere questo testo, pubblicato per la prima volta alla fine degli anni ottanta, l`autore ha intervistato centinaia di ex prigionieri, guardie e ufficiali, raccogliendo migliaia di testimonianze e di documenti tratti dagli archivi di parigi, londra, coblenza, washington e ottawa.