Harper Collins, 2005, USA. Una biografia del grande chitarrista che prende in esame la sua vita e il suo lavoro attraverso le testimonianze di persone a lui prossime descrivendo la sua disillusione nonostante la fama, lo spirito creativo che ha ispirato le sue conquiste e i suoi pensieri personali riguardo la musica, l'industria e le persone che amava nei giorni prima della sua scomparsa. In inglese.
cosi` diceva ian curtis il 28 febbraio del 1980, nel corso di un`intervista radiofonica. neanche tre mesi dopo, la fine sarebbe arrivata davvero, per colpa di un suicidio annunciato. la morte di curtis chiuse la storia dei joy division per consegnarli alla leggenda. una leggenda che ritroviamo intatta in questo libro che jon savage ha realizzato raccogliendo e intrecciando trent`anni di confessioni dei protagonisti della scena post-punk: dai membri della band ai gruppi con cui hanno condiviso il palco (buzzcocks, cabaret voltaire, a certain ratio), dal produttore tony wilson al grafico peter saville, dai fotografi che li hanno immortalati ai tecnici che ne hanno plasmato il suono. la foto di gruppo di una generazione che ha riscritto le regole della musica.
fra i compositori italiani solo respighi e` riuscito ad infrangere "the glass ceiling", il soffitto di cristallo dei pregiudizi che identificavano l`italia come il regno esclusivo dell`opera, e il suo nome come sinfonista rimane un "brand" di italianita` che suscita ancora stima e ammirazione, anche se limitato a pochi titoli come i pini e le fontane. questo libro vuole portare alla luce il grande patrimonio sommerso di un imponente iceberg sinfonico, ignorato anche dai nostri critici, cercando di svelare le molte personalita` del respighi uomo e compositore, attraverso una quarantina di brani sinfonici ognuno dei quali ha una sua individualita` e compiutezza da far impallidire le opere piu` note.