il volume si propone di indagare e valutare il ruolo che l`interpretazione svolge nella filosofia contemporanea, muovendosi senza preclusione di scuola tra i diversi orientamenti che si dividono il campo del pensiero novecentesco (filosofia analitica e filosofia continentale). in questa prospettiva vengono ricostruite nei loro tratti essenziali e discusse nel loro significato teorico alcune tra le piu` influenti filosofie contemporanee dell`interpretazione: in particolare, ma non solo, nietzsche, heidegger, gadamer, wittgestein, davidson.
"valerio nardoni e` un fortunato incontro che questi tardi anni della mia vita mi hanno regalato. ho potuto conoscere direttamente in lui alcuni aspetti vivi e franchi della gioventu` di oggi e in piu` una tutta sua personale genialita`. quando le circostanze lo misero, per cosi` dire, sulla mia strada, sapeva poco di me. coscienziosamente volle acquisirne qualche notizia da conversazioni e letture; poi sollecitato da stimoli sempre meno casuali, decise di esplorare sistematicamente il mio lavoro poetico assai piu` che semisecolare, e poco piu` tardi di organizzarlo intellettivamente a suo sogno e libido. nacque allora l`idea di una antologia non canonica, ma libera e attiva - spiritualmente e fantasticamente attiva - quale soltanto valerio poteva concepire." (m. luzi)
"trovero` ben io il modo di farvi attoniti, o stolti; dovrete ripetere in perpetuo il mio nome. se per oneste imprese mi ricusaste la fama, vi sforzero` darmela per sempre con una trista". cosi` alessandro verri faceva parlare il povero erostrato, che nel 356 avanti cristo appicco` le fiamme al tempio di artemide a efeso, nel tentativo di immortalare - con la distruzione di una delle sette meraviglie del mondo - il proprio oscuro nome. e con il nome di erostrato per titolo, appunto, fernando pessoa compone un saggio per cercare di definire cio` che non gli riusci` mai in vita: la celebrita`. lui - e i suoi innumerevoli eteronimi - scrittore e poeta assolutamente `postumo`, destinato alla notorieta` solo molti anni dopo la sua morte, creatore di miti, lui, che sognava il premio nobel e il quinto impero, cerchera` con questo testo squisitamente letterario - in compagnia di carlyle e browne, di milton e shakespeare - di sistematizzare e di dare una logica a quell`impalpabile e bizzarro fenomeno che si chiama fama.
le "poesie alla notte", che vengono qui tradotte per la prima volta integralmente, furono raccolte da rilke nel 1916, all`indomani del definitivo sradicamento causato al poeta dalla guerra, e donate su di un quadernetto all`amico rudolf kassner. ricognizione notturna che rimanda a novalis come referente ideale, queste poesie rappresentano una delle tappe fondamentali nella genesi delle "elegie duinesi", e ci offrono un`altra testimonianza esemplare della grandezza di questo poeta che, come scrive mario specchio nella prefazione che accompagna il volume, ha saputo `coniugare il visibile con l`invisibile, trasformare la voce poetante in respiro e silenzio, ascolto e preghiera...`.
gli equivoci delle donne e` un racconto piuttosto singolare nella produzione del geniale scrittore americano jack london (1876-1916): l`ambiente e` ancora una volta il klondike, la terra ai confini fra canada e alaska, divenuta celebre verso la fine del secolo scorso in seguito alla scoperta dei ricchissimi giacimenti auriferi. ma in questo racconto l`oro e` proprio soltanto sullo sfondo, all`origine della ricchezza del `buon partito` floyd vanderlip, intorno al quale si svolge il divertentissimo balletto che ha un po` le movenze della `commedia degli equivoci`.
il volume e` suddiviso in quattro parti che individuano le fasi essenziali della vita di tocqueville. la prima dedicata alla giovinezza, all`ambiente familiare, alla prima formazione intellettuale; la seconda comprende gli anni della missione negli stati uniti e della stesura del capolavoro che ne nacque, "la democrazia in america"; la terza e` dedicata all`attivita` politica di tocqueville che fu deputato e brevemente anche ministro degli esteri; e la quarta all`"esilio in patria" cui lo costrinse il colpo di stato di napoleone iii negli ultimi anni della vita.
secondo uno dei miti fondativi dell`occidente, i diritti dell`individuo sono un`invenzione moderna. attraverso un`analisi attenta delle fonti greche - da aristotele, passando per le leggi e i decreti dell`atene classica e concreti casi giudiziari - questo libro dimostra al contrario che gli ateniesi possedevano gia una sofisticata concezione dei diritti del soggetto. in un`epoca in cui i diritti sono sotto attacco da piu fronti - dalle democrazie illiberali di orban e trump alle autocrazie che li denunciano come una forma di `imperialismo occidentale` - il modello ateniese offre spunti di riflessione inaspettati. dimostra che l`idea di una priorita dei diritti non e un`esclusiva occidentale o moderna, ma e una aspirazione emersa ripetutamente, in forme diverse in culture diverse, dalle dinamiche stesse della socialita, a partire dalle lotte concrete per il riconoscimento e la dignita. al contempo, il libro non nasconde un paradosso doloroso: quegli stessi ateniesi che svilupparono una concezione cosi sofisticata dei diritti scelsero ostinatamente di negarli agli schiavi. una lettura nuova e potente della democrazia ateniese di eta classica che parla al nostro tempo inquieto, ricordandoci che la difesa dei diritti e sempre frutto di battaglie radicate nelle dinamiche e nelle contraddizioni della societa.
una riflessione critica e appassionata sul ruolo dell`architettura nella societa contemporanea.