Atlantic 1974, rimasterizzato. Non sigillato.
Le prime registrazioni di Aretha per la Columbia, con la produzione del grande John Hammond e di Bobby Scott. Grandi versioni di God Bless The Child, Try A Little Tenderness, Today I Sing The Blues. Più blues singer che soul singer.
la filosofia della musica ha avuto un grande sviluppo durante gli ultimi trent`anni, in virtu` degli avanzamenti fatti nella comprensione della natura della musica e della sua estetica. peter kivy e` stato al centro di questo rinnovamento e con questo saggio ha scritto la sua summa della materia, una spiegazione delle questioni filosofiche piu` importanti legate al mondo musicale. la sua proposta teorica viene discussa tenendo conto della storia del pensiero musicale (da platone e aristotele alla camerata fiorentina, da kant, hegel e schopenhauer a hanslick e gurney) e attraverso il confronto argomentativo con le tesi di altri filosofi contemporanei.
la "poetica" e` l`opera che fonda ogni riflessione sulla poesia e l`oggetto letterario in europa. le sue analisi sulla tragedia e piu` in generale sulla rappresentazione artistica sono tuttora pertinenti e continuano a nutrire il pensiero poetico contemporaneo. aristotele riabilita la poesia basandosi sulla rilettura del concetto di mimesis e sul valore catartico dell`esperienza estetica, distinguendosi radicalmente da platone, che aveva bandito tutte le forme poetiche dalla sua citta` ideale. a partire dal medioevo, la "poetica" ha via via conquistato una posizione preminente e durevole in ogni discorso sull`arte. ancora nell`epoca romantica ogni seria riflessione critica sulla poesia era una presa di posizione che si misurava con le analisi aristoteliche. oggi, rimane il testo di riferimento per ogni discorso sulla letteratura e l`estetica.
"aura e choc" raccoglie in un unico volume i principali studi dedicati da walter benjamin al complesso ambito della teoria dei media, tra cui il saggio "l`opera d`arte nell`epoca della sua riproducibilita` tecnica", qui presentato nella versione del 1935-36. chiave di volta di questa teoria, che benjamin sviluppa dai primi scritti degli anni `10 fino agli ultimi frammenti del libro sui "passages" di parigi, e` l`idea secondo cui va considerato come "medium" tutto cio` che e` in grado di ridefinire le coordinate della percezione, dei modi di vedere e di sentire, e piu` in generale dell`esperienza. sulla base di tale presupposto benjamin discute media moderni come la fotografia e il cinema, la radio e il telefono, il libro e il giornale, ma anche le forme espressive della lingua, della linea e del colore, strumenti ottici come la camera obscura e la lanterna magica, i sistemi di illuminazione urbana e l`architettura di vetro, per arrivare infine agli stati di alterazione percettiva indotti dal sogno e dall`hashish. nel loro insieme, tutti questi media sono per benjamin capaci di trasformare storicamente l`esperienza sensibile, sottoponendo l`individuo moderno a un autentico "training del sensorio" che gli consente di affrontare il passaggio dalla cultura ottocentesca, permeata dal culto dell`aura, a una modernita` che lo espone a continui choc.
gli "altri scritti" raccolgono una serie di testi scritti di pugno da lacan. essi fanno seguito agli scritti che furono pubblicati in francia nel 1966 e decretarono la vera e propria entrata in scena di questo straordinario pensatore della "cosa psicoanalitica". i testi qui raccolti da jacques-alain miller continuano l`irradiazione di questo insegnamento. negli scritti l`accento era posto sul "come" funziona l`inconscio tramite il suo operatore, ossia il significante. ed era sintetizzato nell`aforisma "l`inconscio e` strutturato come un linguaggio". negli "altri scritti" l`accento si sposta sul nucleo che e` il cuore pulsante dell`inconscio: il godimento. si potrebbe sintetizzare questo nuovo punto di prospettiva in un aforisma mai pronunciato da lacan: "l`inconscio e` un apparato di godimento". godimento che, se e` tale per l`inconscio, spesso non lo e` per la persona che lo patisce nel sintomo. la quale tuttavia puo` ritrovarlo nelle diverse sfaccettature che fanno la gioia e la risorsa di quello che lacan chiama il "parlessere".
questo libro scandaglia la realta` dell`abitare cogliendola nella sua intricata realta` fenomenica, nella molteplicita` del suo apparire. esso si pone dal punto di vista dell`abitante e si mantiene a distanza tanto dalla descrizione storica quanto dall`argomentazione tecnica. intende individuare e analizzare gli elementi fondativi, essenziali dell`esperienza abitativa. il libro e` scandito in quattro parti, che individuano le figure protagoniste dell`abitare: il corpo dell`abitante, che ne e` il soggetto primario; lo spazio dell`abitazione, che ne definisce i percorsi e le misure; gli oggetti che si addensano nell`arredamento con la loro potenza funzionale, comunicativa e simbolica; le immagini che disegnano i rituali della comunita` e che danno voce alle sue risonanze culturali. un viaggio a 360? che si nutre della piu` recente cultura architettonica e del design, mettendoli pero` a confronto con le riflessioni che la filosofia, l`arte, le scienze umane hanno variamente dedicato a questo argomento.