secondo l`iliade, il rapimento di elena da parte di paride diede l`avvio all`assedio di troia; parallelamente, secondo il ramayana, la grande epopea indiana che si affianca al mahabharata, il rapimento di sita fece si` che per riaverla il suo sposo rama muovesse guerra a ravana, il demone sovrano di lanka. in grecia come in india, tuttavia, altri sostennero che ne` elena ne` sita sarebbero mai state veramente rapite. secondo platone, stesicoro, per sottrarsi alla maledizione della cecita`, dovette negare che elena si trovasse davvero a troia. anche per erodoto, del resto, elena non aveva in realta` mai raggiunto troia perche` trattenuta in egitto - e a suo dire cio` era noto anche a omero, che pero` l`aveva taciuto. il suo posto era stato preso da un`immagine, da un simulacro, sostenne euripide, sicche` paride e menelao si erano battuti per un`entita` aerea, per un semplice nome. analogamente, in base ad altre versioni indiane della storia, anche sita era rimasta tutto il tempo al sicuro, sostituita da un`ombra che le aveva fatto da controfigura durante le epiche peripezie che la vedono protagonista. se tali parallelismi rendono inevitabile la comparazione, cio` pero` costituisce solo l`avvio dell`esplorazione di wendy doniger in questo libro che indaga il mistero stesso della duplicita` nelle sue piu` svariate manifestazioni.
quando il giovane nietzsche pubblico` la nascita della tragedia, subito la corporazione dei grecisti si risenti` - e wilamowitz lo attacco` con un pamphlet feroce. aveva buone ragioni, perche` quel testo di nietzsche minacciava tutto l`assetto degli studi classici. ma una vera risposta a wilamowitz sarebbe venuta solo nel corso del novecento, dall`opera di kere`nyi. sin dagli inizi degli anni trenta, e poi attraverso il dialogo e la collaborazione con jung e thomas mann, kere`nyi sviluppo` una visione della grecita` che permetteva di risalire alle origini di quella che egli chiamo` mitopoiesi e mostrava come una rete possente di simboli innervasse ogni aspetto della vita greca. se c`e` un libro dove questa visione si presenta nelle sue piu` svariate sfaccettature - ciascuna delle quali corrisponde a un aspetto delle molteplici ricerche di kere`nyi -, e` proprio religione antica, apparso per la prima volta nel 1940 e nella sua edizione definitiva nel 1971. non e` un trattato ne` un`opera sistematica, ma un felice tentativo di illuminare eventi e categorie indispensabili per accedere al mondo classico, come gia` si puo` desumere dal titolo di alcuni capitoli: , , , , , , . e ogni volta kere`nyi ci addita la via regale per avvicinarsi a questi temi.
il drammatico problema dell`occupazione e` esaminato da gallino nelle pagine di questo studio. la prima parte del volume affronta la critica dei piu` vieti luoghi comuni che circolano in tema di sviluppo e occupazione. la seconda descrive le attuali vie attraverso le quali il lavoro viene eliminato dai processi tecnologici e organizzativi. un`ultima, infine, tiene conto anche delle recenti discussioni sul terzo settore, delinea alcune proposte su vari modi di creare occupazione, che l`autore si augura possano venire accolte dalle forze sociali non certo quali ricette, ma per lo meno quali temi di discussione per istruire l`agenda d`una politica nazionale di lungo respiro per l`occupazione.
la storia di yang jiang riguarda l`esperienza di rieducazione in campagna, sua e di suo marito: quian zhogshu, tentata negli anni della rivoluzione culturale. la narrazione si concentra su piccoli episodi della vita quotidiana, dove i lavori a cui ciascuno era destinato, pulizia del cortile, dei bagni, lavori domestici, dovevano avere un fine pedagogico. ma, alla resa dei conti, il risultato era relativo. "... in fondo a me stessa, continuavo a sentirmi la coscienza pulita... i colpi, gli insulti, le umiliazioni, non erano riusciti a piegarmi."
scrive granet in un passo cruciale di questo libro, dove, forzando le (wilcock), fa rivivere la struttura sociale, la mitologia, la religione della cina arcaica. guidandoci attraverso un mondo popolato di animali fantastici e scandito da feste primaverili, offerte al fiume, danze sciamaniche che propiziano il contatto con gli antenati, granet ci schiude il mito di yu il grande, fondatore della dinastia hia (iii millennio a.c.), e per restituirne l`epopea ricorre a ogni genere di fonti: canti, proverbi, leggende, ma anche esili tracce celate nel canone della letteratura classica. se , la storia di yu il grande coincide con una nuova disposizione e organizzazione cosmica, un nuovo ordinamento dello spazio e del tempo - decisivo spartiacque fra due epoche. questo libro, il piu` audace di granet, si distanzia da tutte le opere maestre della sinologia (incluse quelle dello stesso granet) perche` non e` una esposizione analitica, ma una messa in scena delle primordiali immagini del mondo cinese, come se le vedessimo incidersi sul guscio di una tartaruga, alla maniera degli esagrammi dello i ching - come se la cina arcaica parlasse con i suoi passi di danza e ostentando i suoi emblemi.