l`anno e` il 1199, e ai confini dell`inghilterra e del galles il giovane artu` di caldicot aspetta impazientemente di crescere e di diventare un cavaliere. un giorno merlino gli regala una pietra di ossidiana e guardando in essa, artu` inizia a vedere le vicende del suo omonimo, il re artu`. "la pietra di ossidiana" e` una carrellata sul passato, ricca di personaggi. i loro drammi individuali riproducono perfettamente l`immagine della vita del maniero medievale, ma si intrecciano con la leggenda di re artu` in una narrazione che raggiunge il culmine di mistero e di emozione nelle vite, che si intrecciano, dei due artu`.
il libro propone una raccolta di racconti del premio nobel della letteratura 2000. la visita al tempio in rovina da parte di due sposi in viaggio di nozze; un incidente stradale; il crampo che assale un nuotatore; la conversazione in un parco tra un ragazzo e una ragazza che si ritrovano dopo molti anni; l`acquisto di una canna da pesca che fa rinascere il mondo dell`infanzia; le istantanee che attraversano la mente di un uomo che si assopisce sulla spiaggia: ogni racconto prende l`avvio da un`evocazione che fa nascere il sogno, la riflessione, il ricordo, espressi in una lingua limpida e cristallina, duttile, musicale, precisa, insieme letteraria e colloquiale.
"le lettere piu` straordinarie e importanti che siano mai state scritte da un poeta inglese." cosi` t.s. eliot defini` il corposo epistolario di john keats, di cui "il sogno di adamo" rappresenta una scelta antologica. una selezione che e` condotta non ricercando un motivo ricorrente, sia esso l`amore, la poesia, o la malattia, ma salvaguardando la varieta` e la ricchezza dei temi trattati: l`incessante tendenza a rimettersi in discussione, la progressiva consapevolezza della vocazione poetica, le riflessioni occasionali sulla vita di tutti i giorni e sull`arte. una raccolta che e` anche un racconto autobiografico del poeta che fece incidere sulla sua tomba: "qui giace uno il cui nome e` scritto sull`acqua."
gli uomini sono stati il sesso dominante da, beh, dall`alba dei tempi. ma hanna rosin e` stata la prima a rilevare - sorprendendo tutti - che questa eterna verita` ormai non e` piu` tale. in questo preciso momento storico, per la prima volta in assoluto, le donne non stanno piu` tentando di accorciare le distanze dagli uomini, perche` li hanno gia` definitivamente superati, e anche di un bel po`. addirittura, l`espressione "la fine del maschio" - il titolo del reportage della rosin uscito su "the atlantic" - e` entrata nel lessico comune come ad esempio "il secondo sesso" di simone de beauvoir, e con la stessa forza dirompente. in questo libro la rosin rivela come il nuovo stato dei fatti sta mutando radicalmente le dinamiche di potere fra uomini e donne su ogni piano della societa`, con implicazioni profonde su matrimonio, sesso, figli, lavoro e molto altro. grazie alla sua incondizionata curiosita` e senza il freno di preconcetti o ideologie, la rosin ci mostra come il modo sostanzialmente diverso in cui donne e uomini guadagnano, apprendono, spendono, scelgono il partner e uccidono persino, abbia rovesciato la situazione generale.
esiste una roma che non compare in nessuna guida turistica, una citta` nella citta` fatta di inattesi frammenti di magia. una roma in cui la parola d`ordine e` girovagare, dalla primavera all`inverno, sotto la pioggia e sotto il sole, con il naso all`insu` o gli occhi ben piantati, in attesa di quelle scoperte che fermano il tempo e ripuliscono lo sguardo: il capolavoro meno visibile della storia dell`arte, una piazza affollata di poeti come un ascensore, l`elefantino del bernini "con un obelisco sul groppone", il pavone che passeggia sulla garbatella... nove anni dopo "isole", marco lodoli torna a vagabondare nella capitale per recuperare tutto cio` che non aveva trovato posto nella sua prima "guida". un libro che e` un invito a "scantonare" dalla vita di tutti i giorni, per imparare a riconoscere la bellezza e godersela, fino in fondo.
blackheath house e` una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, e` pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da lord peter e lady helena hardcastle. gli ospiti sono membri dell`alta societa`, ufficiali, banchieri, medici ai quali e` ben nota la tenuta degli hardcastle. diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento - la morte del giovane thomas hardcastle - ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da lord peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d`artificio. alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a blackheath house. nell`attimo in cui esplodono nell`aria i preannunciati fuochi d`artificio, evelyn, la giovane e bella figlia di lord peter e lady helena, scivola lentamente nell`acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. morta, per un colpo di pistola al ventre. un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. l`invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a blackheath house e per uno di loro in particolare: aiden bishop. evelyn hardcastle non morira`, infatti, una volta sola. finche` aiden non risolvera` il mistero della sua morte, la scena della caduta nell`acqua si ripetera`, incessantemente, giorno dopo giorno. e ogni volta si concludera` con il fatidico colpo di pistola. la sola via per porre fine a questo tragico gioco e` identificare l`assassino. ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. e qualcuno e` determinato a impedirgli di fuggire da blackheath house...
per molti un luogo del cuore, all`alpe devero alberto paleari ha dedicato il romanzo "la casa della contessa" e mirella tenderini il memoir "gli anni del devero". "la casa della contessa" di alberto paleari, originariamente pubblicato nel 1993, e` ambientato tra le case, le cime, gli alpeggi, la magia delle foreste di larici dell`alpe devero, un angolo di piemonte che incanta chiunque lo visiti. in un`atmosfera sospesa tra sogno e realta` si snoda la vicenda fantastica dei protagonisti, oreste e maria, accompagnati da personaggi che di questo lembo di alpi hanno scritto la storia. tra questi mirella tenderini, il cui memoir racconta "gli anni del devero". dal 1963 al 1968 infatti, gesti` insieme al marito, la guida luciano tenderini, il rifugio del cai, allora situato nella casa della contessa. i suoi ricordi ci regalano uno spaccato dell`alpe negli anni `60 e aprono una finestra sulle vite delle persone che allora lo frequentavano. "l`alpe devero fra sogni e ricordi" offre cosi` un viaggio nelle atmosfere e nei panorami del devero, in cui il lettore passa dalla dimensione onirica del romanzo a quella storica e autobiografica del racconto che lo segue.
giocare con il corsivoee, per parlarlo e colorarlo. tra i fenomeni piu` divertenti e diffusi nei social, dove e` una delle tendenze piu` esplosive. con buona pace di dante, che ci perdonera` (anche stavolta!).
"ho sedici anni, sono immortale, ho un amore, e non c?e mare che possa resistere alle mie bracciate, alle mie astuzie". esistono molti modi per guardarsi indietro e raccontare cosa si e stati. ernesto franco ne ha messo a punto uno tutto suo, per lampi, travestimenti, epifanie. il narratore di queste pagine ha mille forme e mille voci, a volte sparisce e a volte occupa l?intera scena: ora e un bambino travestito da corsaro nero, ora il padre che gioca a batman con il figlio; ora e marito, ora amante, ora ragazzo e militante negli anni settanta. e poi ladro, dottore, cecchino, editore, rivoluzionario russo, killer serale di topi... attraverso questa girandola di personaggi, ernesto franco ci racconta tutte le persone che siamo se ci osserviamo da vicino, fondendo vita immaginata e vita vissuta in un bricolage mitico, letterario ed emozionante. questo singolare autoritratto di fantasia e una scommessa narrativa che sfida l?esperienza individuale per farsi letteratura, trascendendo cio che esiste di piu intimo e personale, cioe il racconto della propria vita, per rivolgersi proprio a tutti. alla base di "sono stato" c?e l?intuizione di interrogare e ripercorrere, senza remore ne pudore, i molti volti e le molte fisionomie della persona con cui l?autore ha intrattenuto negli anni la frequentazione piu duratura: se stesso. e cosi i frammenti di un?esistenza riaffiorano e sfilano davanti ai nostri occhi in un elenco toccante di ricordi, di evanescenze sognate e di istanti vagheggiati. su questo palcoscenico dell?immaginazione la memoria gioca a nascondino con la letteratura, tra seminari lacaniani e pomeriggi d?amore, pranzi di natale a base di hashish e scuole di recitazione, componendo un ritratto mobile e intenso di uno scrittore, di un editore, di un uomo, a cui il destino ha consegnato la qualita rara di saper tenere insieme grazia e passione. ernesto franco ha convocato le moltitudini - anche quelle letterarie - che lo hanno accompagnato nel corso della sua vita, tr
un romanzo sconvolgente che a ogni pagina ci fa chiedere con paura: "siamo noi il male assoluto?". martin plunkett possiede un?anima nera che conosce un solo piacere: procurare alle sue vittime una morte lenta e dolorosa. da anni percorre l?america seguendo rotte casuali alla caccia di coppie da massacrare e mutilare. i media gli hanno affibbiato vari soprannomi, ma il vero nome di martin plunkett e morte. la sua mente brillante e contorta e un luogo orribile da esplorare, mentre la sua follia riflette quella di un?intera nazione. l?assassino e in viaggio. e non c?e nessun posto dove nascondersi. coinvolgente e terrificante al tempo stesso, "l?angelo del silenzio" entra nel cuore spietato di un serial killer in un modo e con uno stile che sono propri di james ellroy.
tra i piu grandi parolieri del nostro tempo, il cantante e autore dei belle and sebastian scrive un resoconto sensibile e intimo - un romanzo basato sulle sue esperienze giovanili - di giorni bui che portano alla luce e di maturazione tramite la musica.
e una ragazza "minuta, ordinata, dall`aria perbene, con capelli castani pudicamente lisci e occhiali dalla montatura a giorno" quella che si presenta nell`ufficio di philip marlowe in una calda mattina di primavera. e se lui accetta di aiutare la giovane, giunta dal kansas in cerca del fratello scomparso, non e certo per i miseri venti dollari che si vede allungare sulla scrivania, ma per noia, o forse per curiosita - perche e chiaro, almeno per un investigatore privato scaltro come lui, che dietro "il classico aspetto da bibliotecaria" si nasconde in realta "un`affascinante, piccola bugiarda". nel mondo freddo e fosco di marlowe, d`altronde, di rado le cose sono come appaiono, e meno che mai sotto le sfolgoranti luci di hollywood, dove lo condurra questa indagine, fra maliose starlet, imperturbabili agenti di spettacolo, gangster costretti a occultare la loro identita e cadaveri con punteruoli da ghiaccio conficcati nella nuca. la patina di glamour che avvolge la citta, infatti, maschera ricatti, menzogne, vacuita morale e corruzione - quel torbido paesaggio umano che marlowe e solito fronteggiare con le sue armi predilette: una caustica ironia e un cinico disincanto. e che chandler, con la prosa a un tempo poetica e spietata che e la sua cifra, riesce ancora una volta a restituire magistralmente, gettando sull`america del dopoguerra e sulla piu rutilante (e illusoria) incarnazione del suo sogno uno sguardo lucido, malinconico e sferzante.
massimo bubola ha scritto il cielo d`irlanda, una delle piu celebri e amate canzoni della musica italiana contemporanea, dopo un lungo viaggio in auto fatto piu di quarant`anni fa, in un`irlanda povera e contadina, che non conosceva ancora il turismo di massa, ma la musica si, eccome. e quel viaggio di musica fu pieno. suonata ed eseguita dal vivo, ovunque e con trasporto. l`irlanda era un bosco iridescente dell`anima, per la sua natura e il suo cielo, per quel tempo cangiante che passava dall`oscurita di acquazzoni subitanei e irruenti a una luce altrettanto improvvisa e avvolgente. in questo libro bubola rievoca qui giorni e racconta un girovagare per l`irlanda che fu pieno di rivelazioni, di sorprese inaspettate, e soprattutto della scoperta di una sintassi comune di disponibilita e accoglienza. dalle chiacchiere surreali dei pub fino all`ospitalita bizzarra e allietante degli incontri casuali e dei seguiti poi nelle brughiere, nelle case e nelle famiglie, il racconto si delinea in un percorso picaresco senza fine. il canto dell`anguilla e un libro lirico e sognante e divertente, un viaggio in un luogo fisico e allo stesso tempo artistico e spirituale. un`opera destinata a restare, che conferma massimo bubola tra i principali esponenti della prosa letteraria italiana.