Ristampa rimasterizzata del primo album.
C'era molta attesa per il terzo disco solista della signora Springsteen. E questa volta Patti ha fatto tutto bene. Un disco solido, rock al punto giusto, con Nils Lofgren e Bruce Springsteen alle chitarre, Willie Weeks e Steve Jordan alla sezione ritmica. Un disco di ballate e canzoni rock, con Patti che mostra una grinta insospettabile ed una profondità notevole nei testi.
Edito nel 2002, ristampato nel 2009. Il disco più bello di Gleason, quello più vicino al modello cosmic country di Gram Parsons.
Interessante rock band che arriva dall'Ohio, con un album ed un EP alle spalle. Walk The Moon comprende i brani dell'Ep e riarrangia un paio di canzoni del primo album. Pop rock, con influenze californiane, molta melodia. Una band atipica.
2 CD. Spettacolare doppio dal vivo, che mette a fuoco tutte le potenziaiità della band.
Un classico della musica irlandese. Stampa Usa.
Non è al primo disco Sweaney, già The Old Southern Drag ci aveva detto che era uno che ci sapeva fare. In questo nuovo album lavora con membri dei Lambchop, della band di Levon Helm e di Justin Townes Earle. Ma è lui a fare la differenza, con il suono della sua chitarra e con le sue canzoni, a metà tra Tony Joe White e ballate molto influenzate dal blues.
Il cantautore british Bobby Long si è costruito, coi dischi precedenti, un solido seguito. Più cult musician che volto noto, Long è coumunque un tessitore di melodie che, sotto la guida dell'esperto Mark Hallman, ha messo insieme una manciata di canzoni di peso. Influenzato da Dylan, ma non solo, Long è uno di quei musicisti destinati a diventare famosi. Basta solo aspettare il momento giusto.
Nuovo album solista per il leader degli Hold Steady. Scritto e preparato in coda al suo lavoro più recente, Faith in The Future, We All Want The Same Things conferma la bravura di Finn, uno degli autori americani più perspicaci e preparati della attuale generazione musicale ( New York Times ), Craig Finn è un perfetto rock balladeer, elettrico, con le chitarre al posto giusto, canzoni solide e misurate, ed una qualità media alta. Come conferma questo nuovo lavoro.
God's Favorite Customer (titolo alternativo Mr. Tillman's Wild Ride) è il quarto disco come solista di Josh Tillman, in arte Father John Misty. Ex membro dei Fleet Foxes, Tillman ha raggiunto una solida fama, sopratutto con l'ultimo disco Pure Comedy. Una fama che si è allargata a macchia d'olio, non così vasta da superare la sua ex band, ma comunque non di molto inferiore. John Misty fa del rock, abbastanza classico e, sopratutto in questo nuovo lavoro, abbandona certi toni mistici, da star, per fare della musica più diretta, più rock and roll, con il risultato di proporre un disco molto più fruibile che in passato.
Per il suo quinto lavoro come solista, William Fitzsimmons sintetizza il suo anno terribile, un periodo decisamente difficile in cui si è separato da sua moglie. Fitzsimmons mette in musica emozioni positive e negative, amarezza e solitudine. E lo fa con un disco in cui amplia di molto il suo spettro sonoro aggiungendo, alle usuali chitarre acustiche, anche chitarre elettriche, violini e persino un sintetizzatore. Creando così una base musicale, dove prima c'era il vuoto. Un cambiamente intrigante che dà uno spessore molto più profondo alla sua musica.
Erano ormai cinque anni che i Clem Snide non facevano un disco nuovo. Ma poi, l'incontro avvenuto per caso tra gli Avett Brothers e la band ha dato luogo a questo disco, prodotto da Scott Avett e pubblicato dalla Ramseur Records, l'etichetta di proprietà degli Avett Brothers. E Scott Avett ha aiutato Barzelay, il leader della band, a rivitalizzare la sua carriera, mischiando le sue idee e certe sonorità tipiche degli Avett, con il sound rockin' roots dei Clem Snide. Il risultato è un disco interessante, curioso, diverso e, perchè no, anche stimolante.
Imprevedibile, Sturgill Simpson ha inciso il terzo disco in dodici mesi, dopo i due volumi Cuttin' Grass, dedicati alla musica bluegrass. The Ballad of Dood & Juanita è un disco che mischia country classico, bluegrass, gospel e ballate in un cocktail sonoro coinvolgente quanto affascinante, un racconto di redenzione e di vendetta, come lo definisce lo stesso autore, con un pizzico di racconto western nell'assunto. Inciso con gli stessi musicisti di Cuttin' Grass, il disco ha una gemma assoluta nel duetto che Sturgill fa con Willie Nelson nella ballata Juanita, ma mette sul piatto anche altre canzoni di peso come Shamrock, Old Dood, Go in Peace e Played Out. E, ora che lo abbiamo ascoltato, possiamo definirlo disco country dell'anno. Sentire per credere.
Nuovo album per la band folk rock statunitense. Gruppo molto interessante che lavora sulla memoria, mischiando temi classici con sonorità innovative. Il suono parte da reminiscenze di Crosby Stills Nash & Young e si sviluppa proponendo composizioni dirette, fresche e decisament3e piacevoli. Il disco, mixato da Tucker Martine, apre nuovi orizzonti sulle sonorità forlk rock.

