Nuovo volume della serie Golden Age of American Rock 'n' Roll. 28 brani di successo del periodo 1956-1965, ma molto rari. Canozni di Bobby Darin, Earl Grant, Tony Perkins, Duprees,Gene McDaniels, Dorsey Burnette, Adam Wade etc.
come il precedente testo di successo, scegliere un film 2005 e` uno strumento ideale sia per i genitori che vogliono scegliere un film da godere in famiglia, sia per chi organizza cineforum, specialmente in contesti educativi.
critico e cine`phile ancor prima che cineasta, franqois truffaut ha scritto e parlato di cinema per tutto l`arco della sua esistenza, sia attraverso saggi e articoli, sia nei suoi numerosi, fecondi rapporti con la stampa. fra il 1959 e il 1984, ad esempio, oltre trecento interviste sono apparse sulla stampa francese e anglosassone. e questo sterminato corpus che anne gillain ha qui riunito e ordinato. presentati in ordine cronologico, i testi parlano di cinema sotto le piu` diverse angolazioni: truffaut vi traccia te tappe della sua formazione, vi enuncia la sua estetica, vi dibatte questioni tecniche e formali, vi analizza colleghi e maestri del cinema mondiale, in un continuo intrecciarsi di elementi autobiografici e di penetranti notazioni critiche.
in una calda sera di primavera del 1942 una sensuale ventiquattrenne, dopo aver inutilmente aspettato la telefonata del suo uomo del momento, lascia la sua stanza d`albergo e si butta per le vie del village, depressa. e piena di debiti ma gira in taxi, va a letto all`alba ma lavora fino al tramonto, e affronta una mondanita` sfrenata con il solo corredo di "completini lisi e infeltriti". sotto la scorza cinica e dissoluta conserva una polpa romantica, perche` non ha smesso di cercare l`amore. ma dentro la polpa romantica nasconde un nocciolo pragmatico, perche` continua a desiderare il matrimonio e la famiglia. come e` arrivata letty fox a questo punto della sua vita?
il ticchettio della macchina da scrivere, per giorgio manganelli, nasce "dai capricciosi amori di un cembalo estroso e di una mite mitragliatrice giocattolo". non e` un caso, dunque, che i suoi corsivi posseggano sia un`incessante mutevolezza di melodie e fraseggi (ossia di temi e linguaggi) sia una tonalita` ironico-umoristica percorsa da nere venature malinconiche. i punti di partenza (le "arie" su cui improvvisare) sono spesso un minimo fatto di cronaca, una polemica frivola, un provvedimento ministeriale bizzarro. in ogni passaggio queste improvvisazioni sono anche inversioni, capovolgimenti del senso comune, dove la quotidianita` si eleva a dimensione fantastica e i massimi sistemi slittano in una dimensione grottesca e prosaica.
un bel baritono si e` rifugiato in messico per nascondere un inconfessabile segreto. in un locale debitamente malfamato avviene l`incontro fatale con una giovane prostituta di sangue indio. la situazione si fa subito tesa, pericolosa, e li induce prima a spingersi verso l`interno, poi a rientrare clandestinamente negli stati uniti, dove il protagonista ridara` la scalata al successo e quell`inconfessabile segreto tornera` a offuscarne la carriera sino alla soluzione finale, tragica nella sua necessita` adombrata gia` nelle prime scene. come sempre in cain, l`atmosfera e` torrida e la vicenda avvolta da un velo lucido e intriso di eros, il tutto reso con scarne scene e quei dialoghi anche piu` scarni a cui ci ha abituati hollywood. ma in questo caso il cinema dell`epoca non e` stato all`altezza - e occorrera` tornare a leggere questo noir esemplare.
da qualunque cosa fuggisse, andrea severi, e qualunque cosa andasse a cercare in grecia, adesso che, nell`ovattato, inquietante silenzio di una clinica svizzera passa le notti a scrivere, tentando con una sorta di accanimento febbrile di ricostruire il racconto di quel viaggio per poter ritrovare in esso un filo logico e rassicurante, gli eventi di quelle settimane gli appaiono, a mano a mano che procede nella narrazione, come un`oscura sequenza di segni il cui senso rimane del tutto indecifrabile. attraverso il suo racconto il lettore scoprira` come quello che gli era sembrato all`inizio un piacevole incontro con una donna bella e le sue tre figlie, si sia trasformato in una sorta di incubo, in una trappola.
"l`onorevole", quasi un morality play, percorre in tre atti folgoranti, sanciti da una chiusa beffarda dove pirandello sembra incontrare brecht, la vicenda di un modesto professore di liceo benedetto (e moralmente dannato) da una repentina elezione al parlamento e poi da una lunga carriera politica fatta di meschinita` e menzogne, intrighi e compromessi, cedimenti e tradimenti pubblici e privati. "l`onorevole" (1965) e la "recitazione della controversia liparitana dedicata ad a. d." (1969) sono testi originali scritti appositamente per il teatro. solo in apparenza diverso il caso dei "mafiosi" (1965), radicale rifacimento della commedia dialettale di giuseppe rizzotto e gaspare mosca "i mafiusi di la vicaria" (1862), apologia della mafia stravolta consapevolmente.
darwin costruisce l`intelaiatura fondamentale di quello che chiama "il mio castello in aria", un teoria unitaria e tutta evolutiva del vivente nelle sue innumerevoli gradazioni: piante, insetti, crostacei, mammiferi. e ovviamente l`homo sapiens, di cui esplora dapprima il lato meno razionale o patologico per prendere infine d`assalto la cittadella dell`adulto sano, colto, civilizzato, con i suoi tic rivelatori.
1943-1957, epopea picaresca di una comunita` dell`appennino meridionale, composta da stravaganti figure di avventurieri e filosofi, di inventori e disoccupati, di politicanti e venditori ambulanti, sempre in bilico tra una lucania magica e depressa e il desiderio di ricchezze. in sottofondo scorre la grande storia: dalle macerie del dopoguerra alle lotte agrarie, dalle battaglie politiche del 1948 alla stagione della ricostruzione che conduce agli anni del boom economico. "ballo ad agropinto" ripercorre un periodo di novecento, in cui, tra illusioni e disincanto, la memoria contadina cede alla societa` di massa e le rivalse economiche, che fanno da prologo all`esodo degli emigranti meridionali verso il nord italia.
cinquantamila anni fa un meteorite radioattivo aveva colpito la terra. ritrovato intorno all`anno mille da erik il rosso e i suoi vichinghi, era stato sepolto in una caverna. ora, due fazioni rivali vogliono impossessarsi del meteorite per costruire una bomba di enorme potenza, capace di spazzar via un`intera metropoli. un gruppo di terroristi islamici dell`ucraina e quello guidato da un folle miliardario che vuole spazzar via l`islam si fronteggiano senza esclusione di colpi. solo l`organizzazione del geniale juan cabrillo con le sue meraviglie tecnologiche che solcano i mari, dotate di armamenti sofisticatissimi, puo` salvare l`occidente e il resto del mondo dall`occidente. ma il meteorite non e` l`unica pietra al centro dell`intrigo: alla mecca e` scomparsa la pietra piu` sacra, la pietra nera della kaaba, e gli uomini di cabrillo rischiano la decapitazione se questa non verra` ricollocata al suo posto.
nell`imminenza della beatificazione di pio ix, giulio andreotti e` tornato ad immergersi nelle carte della roma dell`ottocento. salutato agli esordi come un liberale, giovanni maria mastai-ferretti deluse i patrioti che lo avrebbero voluto alla testa di una confederazione italica. per questo l`immagine ricorrente di lui non e` benevola e lo si collega al controverso sillabo e al concilio che proclamo` l`infallibilita` del sommo pontefice. con questa ricerca, andreotti vuole allontanarsi dalla figura del capo di stato, per mettere in luce l`aspetto spirituale dell`immagine di pio ix.
nell`italia del 1944, in un`italia devastata dalla guerra civile, prende vita la drammatica vicenda del partigiano milton, un personaggio molto diverso dal piu` famoso partigiano johnny, eppure in qualche modo a lui complementare. lo stesso fenoglio ne sottolineo` la specularita`: "milton e` un`altra faccia, piu` dura, del sentimentale e dello snob johnny".
gli agnelli sono l`unica tra le dinastie storiche del capitalismo italiano ad aver conservato una posizione paragonabile a quella dei tempi d`oro, della nascita delle grandi industrie moderne tra la fine dell`ottocento e l`inizio del novecento, e sono un simbolo del capitalismo famigliare non solo in italia. in questo libro si racconta chi sono gli eredi del senatore giovanni agnelli, il fondatore della fiat, attraverso piu` di cento microritratti di fratelli, cugini, nipoti, zie. sono bozzetti fatti di ritagli, notizie laterali, cenni personali, aneddoti, in cui vengono tratteggiati personaggi noti, ma anche meno conosciuti. si raccontano le loro parentele, le professioni che svolgono, i luoghi dove vivono o hanno vissuto. la narrazione ruota intorno alle storie di cinque persone che non ci sono piu`: virginia bourbon del monte, madre dei sette eredi agnelli, i suoi tre figli maschi gianni, umberto e giorgio (quasi espunto dalla storia famigliare perche` malato, e qui descritto per la prima volta grazie alle testimonianze di chi l`ha conosciuto), e uno dei suoi nipoti, edoardo, figlio di gianni. le vicende dell`economia e dell`industria italiana si intrecciano alla storia dei rami della famiglia, nel tentativo di definire lo spazio di questa dinastia nell`immaginario del nostro paese.
chi e` stato carlos wieder? un poeta o un assassino? un artista o un criminale? un pilota spericolato che si esibiva in performance di "scrittura aerea" o un autore di snuff movies? e ha veramente arrestato e torturato e ucciso, nei mesi successivi al golpe di pinochet, decine di persone, per poi esporre le foto dei cadaveri ridotti a brandelli perche` convinto della assoluta, gratuita purezza del male - perche` solo il dolore e` in grado di rivelare la vita, e perche` lo scopo della sua e` "l`esplorazione dei limiti"? nulla, sembra ribadire bola?o, e` piu` sfuggente della verita`. tant`e` che, una pagina dopo l`altra, un tassello dopo l`altro - attraverso un accumulo di indizi, molti dei quali di natura squisitamente letteraria, e di storie parallele, alcune tragiche, alcune grottesche, alcune paradossalmente fiabesche (ma tutte, sempre, eccessive, "come il cile di quegli anni") -, il nostro percorso di avvicinamento a quella che potrebbe essere la verita` diventa via via piu` sdrucciolevole, come se l`autore medesimo ci invitasse a dubitare degli eventi che narra non meno che degli scrittori che cita, delle poesie, delle riviste, dei movimenti letterari a cui allude. nonche`, in definitiva, della esistenza stessa di un uomo chiamato carlos wieder.
in questo romanzo w. somerset maugham mette in scena, come sempre o quasi, se stesso, ma stavolta nella doppia veste di strickland, un agente di cambio che per amore della pittura lascia il solido mondo della city per quello assai meno rassicurante di parigi prima e di tahiti poi, distruggendo lungo il cammino la vita di due donne, e del suo involontario biografo, un giovane deciso a indagare sugli oscuri, brutali, inaccettabili moventi di ogni vero artista. celebre per decenni soprattutto come evocazione di paul gauguin, questo romanzo oggi ci appare finalmente per quello che e`: un`inchiesta conturbante sull`attrazione fisica e totale per il bello, enigma "che in comune con l`universo ha il merito di essere senza risposta".
un padre, jachin-boaz, che disegna mappe preziose per tutte le esigenze. un figlio, boaz-jachin, che vuole una mappa con almeno una zona vuota, ed e` proprio la mappa che il padre non puo` dargli. un leone, in un mondo dove tutti i leoni sono ormai scomparsi. con questi tre elementi russell hoban ha costruito un romanzo - una favola? una parabola? un`allegoria? - che ha ricordato ai critici le grandi opere di tolkien e di c.s. lewis.
il volume - sorta di catalogo di una mostra impossibile - si compone di un`ampia introduzione storico-critica sulla cultura greca e sulla sua produzione di statuaria, di un`estesa bibliografia, di dettagliati indici ma, soprattutto, della schedatura di circa 400 opere, ciascuna accompagnata da una o piu` fotografie.
Parte di una vecchia serie Longanesi dedicata alla letteratura di fantascienza, orrore e fantasia, I Classici del Sovrannaturale, contenente il volume dal titolo "Le Soglie dell'Invisibile" comprende alcuni racconti dei grandi maestri del genere scelti da Kurt Singer: Robert Bloch, A. W. Calder, Thorp McClusky, August Derleth, Stephen Grendon e altri.
una grande, vecchia casa con un`infinita` di porte. l`autrice le apre a una a una, dalla cantina sino alla soffitta, per vedere chi vive, chi ha vissuto in ciascuna stanza, procedendo il piu` indietro possibile nelle generazioni che si sono susseguite. attraverso le sue stanze, i corridoi e le scale,i mobili e i soprammobili, un edificio di pietra e calce riesce a raccontare la storia di alcune generazioni di uomini e di donne. personaggi oscuri e meno oscuri rivivono, attraverso le cose che hanno toccato, ai panorami che hanno guardato, a pavimenti che hanno calpestato, ai letti nei quali hanno dormito o amato.
Pubblicata nel 1973, colonna sonora del film omonimo, con tutte canzoni interpretate da James Brown. Polydor, edizione Usa, copertna apribile, 1973. Copia originale ( PD 6015), sigillata.
e quasi un capriccio, uno scherzo, quello di tagliarsi i baffi, da parte del protagonista di questo inquietante romanzo. ma ci sono scherzi (milan kundera insegna) che possono avere conseguenze anche molto gravi. il nostro non piu` baffuto eroe si trovera` infatti proiettato di colpo - lui che voleva solo fare una sorpresa alla moglie - in un universo da incubo: perche` tutti quelli che lo conoscono da anni, e la moglie per prima, affermano di non averli mai visti, quei baffi, e che dunque nella sua faccia niente e` cambiato. il mondo comincia allora ad apparirgli , e il confine tra la realta` e la sua immaginazione sempre piu` sfumato. delle due l`una: o e` pazzo, o e` vittima di un mostruoso complotto, ordito dalla moglie con la complicita` di amici e colleghi, per convincerlo che e` pazzo. non gli resta che fuggire, il piu` lontano possibile. ma servira`? o non e` altro, la fuga stessa, che il punto di non ritorno? per nessun lettore sara` facile ripensare a questo libro - in cui ritroviamo le atmosfere visionarie e paranoiche di quel philip k. dick sul quale emmanuel carre`re ha scritto - senza un brivido di turbamento.
Musicista molto promettente: bassista, ma anche sassofonista. E' uno dei session men del nuovo lavoro solista di Joachim Cooder.
i robot di asimov sono "macchine, non metafore". non sono una minaccia, figli di una tecnologia incontrollata pronti a ribellarsi agli esseri umani, ma strumenti raffinati, progettati per compiti specifici. tuttavia, possono mentire a fin di bene, interrogarsi sulla propria natura e sorprendere persino i loro programmatori. come andrew, in grado di provare qualcosa di simile alle emozioni e desideroso di esplorare i confini che separano la sua esistenza artificiale da quella degli umani. o come le macchine esaminate dalla robopsicologa susan calvin, portatrici di errori di programmazione simili ai nostri difetti e debolezze, impensabili in strumenti teoricamente perfetti. le visioni di asimov travalicano la narrativa di genere per diventare la cronaca affascinante del viaggio dell`uomo verso il futuro, con tutto il suo vissuto di paure, desideri e speranze. le storie, scelte dall`autore, parlano di colonie nello spazio, macchine pensanti e miracoli della scienza, ma soprattutto colpiscono il cuore del lettore con dilemmi universali: quali sono i limiti morali nell`uso delle scoperte scientifiche? in che modo la tecnologia sta spostando i confini stessi dell`umano? con i racconti di questa raccolta e i saggi dello stesso asimov che la chiudono, il piu` profetico degli autori di fantascienza cerca di aiutarci a trovare risposte - e a porci nuove domande.
dalla rinascita ottocentesca allo scontro con la modernita`, all`impatto con la dimensione politica, alle posizioni piu` recenti dell`islam radicale e del pensiero femminile, questo libro traccia un articolato profilo del pensiero islamico contemporaneo. come gia` in epoca medievale, esso si rapporta dialetticamente con il pensiero e la filosofia occidentali, ma sviluppa proprie linee originali di ricerca. un quadro assai vario nel quale, accanto alle posizioni tradizionaliste, si moltiplicano voci dissonanti e coraggiose in cerca di una nuova identita` nel contesto di una cultura islamica proiettata nel moderno.
lungo l`intera storia del pensiero, il legame tra biografia e speculazione filosofica si e` spesso rivelato determinante, ma mai come in giordano bruno, che guardava alla propria vita come a un dono degli de`i, in vista di un destino eccezionale. lo testimonia questa documentata biografia, che, scritta dal massimo interprete di bruno, offre anche la migliore chiave d`accesso al nucleo piu` profondo della sua esperienza filosofica. un`esperienza, e una vita, eminentemente rinascimentali, indagate e raccontate con maestria, fino al culmine del celebre processo; e qui, prendendo le distanze dal mito di un bruno pronto a immolarsi quale martire del libero pensiero, ciliberto lo mostra impegnato a giocare tutte le proprie carte per salvarsi. solo dopo ottanta mesi di prigionia e di travaglio interiore, giordano bruno scegliera` la morte - e riuscira` nello stesso tempo a capovolgere il rapporto con gli inquisitori, ergendosi a giudice e riducendo la congregazione al ruolo di imputato davanti al tribunale della verita`.
le verita` che cioran consegno` al "crepuscolo dei pensieri" contengono il germe delle esplorazioni future e al tempo stesso qualcosa che resiste persino all`organizzazione caotica e frammentaria dei quaderni. al fondo di ciascuno degli aforismi qui radunati - che toccano i temi piu` cari a cioran (dalla noia alla solitudine, all`insonnia, alla timidezza, al desiderio, all`oblio, al rimorso e al suicidio) - cogliamo la stessa affilata capacita` di introspezione, l`estraneita` di sempre a ogni filosofia, ma in una versione surriscaldata. un pensiero che non trova pace e attraversa le vaste distese del "non-luogo universale", lasciando dietro di se` una traccia bruciante nelle parole. "la mediocrita` della filosofia si spiega col fatto che si puo` riflettere solo a bassa temperatura. quando si controlla la propria febbre, si ordinano i pensieri come fossero marionette; si tirano le idee con il filo e il pubblico non si sottrae all`illusione. ma quando ogni sguardo su se stessi e` un incendio o un naufragio, quando il paesaggio interiore diviene una sontuosa devastazione di fiamme che danzano sull`orizzonte dei mari - allora si da` libero sfogo ai pensieri: colonne tormentate dall`epilessia del fuoco interiore". un fuoco che permette a cioran di esserci amico - anche quando apparentemente vorrebbe infierire su di noi.
LP. RCA, 1980, USA. Il debutto solista del chitarrista dei Kinks, che qui suona tutti gli strumenti con il solo ausilio di Ron Lawrence al basso e Nick Trevisick alla batteria in Where do you come from, Move over, See the beast e Run. Copia originale americana sigillata.
Deutsche Grammophon 1955 (registrazione originale). 2CD. Con Josef Greindl, Rita Streich, Dietrich Fischer-Dieskau.
testimonianza unica di un tiziano terzani reporter, giovane ed entusiasta, interessato ai "fatti", che con stupore si avvicina a ogni dettaglio e crede ancora sia possibile influenzare la storia, questo testo ricostruisce in presa diretta l`olocausto che fece della cambogia il regno dell`orrore. i suoi reportage ci raccontano non soltanto la storia che trasformo` un intero paese ma anche l`uomo che la segui` per documentarla. da qui infatti prese corpo la svolta che lo portera` ad abbandonare ogni fiducia nell`ideologia, in cui pure aveva creduto, per iniziare un nuovo cammino di ricerca. nella cambogia - unico paese dell`asia che aveva continuato a visitare per 25 anni - terzani vedeva rappresentata nella sua essenza la tragedia del pianeta intero. fantasmi e` dunque un testo imprescindibile per capire le ragioni che lo spinsero a voltare le spalle al mondo e a cambiare direzione. "i cambogiani lo sanno da secoli: la vita e` una ruota e la storia non e` progresso", ricordava gia` allora, prima che altre guerre di invasione e altre lotte fratricide conferissero un`eco per sempre attuale alle sue parole. "tornammo da quel viaggio che eravamo stravolti,"anche dalla apparente impossibilita` che questa civilta`"potesse mai rimettersi in piedi. come poteva?"e li` ebbi quest`altra bella visione, che mi piaceva:"che la vita non si ferma". con uno scritto di angela terzani staude.
ogni paese ha i suoi panni sporchi che, pur controvoglia, a volte e costretto a esibire. e quanto accadde in inghilterra con il clamoroso scandalo dei cambridge five, i diplomatici che nel secondo dopoguerra trafugarono documenti top secret e li consegnarono ai sovietici. c`e chi, come guy burgess, si diede alla macchia, seminando il panico e alimentando fantasiose leggende prima di essere stanato oltrecortina. e chi, come anthony blunt, ordi il sabotaggio dal cuore piu sacro e in teoria inviolabile del regno unito. una manna per alan bennett. per nulla interessato allo spionaggio ma avido di pettegolezzi, non si lascera sfuggire l`occasione di portare in scena i due reprobi. "una spia in esilio", ispirato a un episodio realmente accaduto, racconta la paradossale missione dell`attrice coral browne, che il vanesio burgess, incapace di rassegnarsi allo squallore moscovita, incarica, non senza averla armata di metro a nastro, di fargli confezionare un abito dal suo sarto di fiducia a londra. un problema di attribuzione ruota intorno alla controversa autenticazione di un tiziano appartenente a sua maesta - anche se forse, piu del dipinto, e sir anthony in persona a essere sottoposto a un severo scrutinio. "senza dubbio, rispetto a noi, blunt, burgess e compagnia erano ancora capaci di nutrire illusioni. avevano qualcosa a cui votarsi". questo non tratterra bennett dall`infilzare come tordi e mettere sulla graticola l`"innocente all`estero" e l`algido curatore della collezione reale, due pericolosissimi idealisti annidati nel cuore marcio della guerra fredda.