Esordio solista per il pianista degli String Cheese Incident. Tra jam, improvvisazioni, accelerazioni jazz ed intuizioni roots, Kyle fa un disco un puro stile SCI. Con la partecipazione di Robert Randolph, Joshua Redman e Michael Kang, tra gli altri.
Colonna sonora di un film di animazione della Dreamworks, ma anche nuovo disco per Paul Westerberg che presenta una manciata di canzoni inedite, registrate apposta per questo album. E c'è anche Tommy Stinson. Inoltre ci sono due brani di Deathray ed uno di Pete Yorn.
Il canadese Brian Roberts è uno dei cantautori rock che, nello spazio di soli quattro dischi, si sono conquistati il favore della critica ed una bella fetta di pubblico. Con la produzione di Brian Deck ed una parte musicale molto curata, Robert continua ad esplorare il mondo del rock con canzoni intelligenti, suoni adeguati ed una scrittura al di sopra della media.
Debutto per una interessante band di Leeds, UK, che segue le orme dei Mumford & Sons. Il banjo è lo strumento guida e le canzoni una affascinanate miscela di suone british e yankee. Registrato negli studi Pedernales, Austin ( Texas ), di proprietà di Willie Nelson, con la produzione di George Drakoulias ( Tom Petty, Black Crowes ) e John Porter ( Smiths, Ryan Adams ), il disco si rivela subito molto interessante.
Shonna Tucker,moglie di Jason Isbell, era parte dei Drive-By Truckers. Ora, con la sua attuale band Eye Candy, Shonna, bella voce, si è messa a fare del rock, sudista e venato di soul, con sonorità che richiamano i classici suoni di Muscle Shoals. Il disco, molto anni settanta, dalla copertina al suono, ci rivela una nuova band si cui contare per il futuro.
Come molte altre band in circolazione, gli Strand of Oaks sono lo pseudonimo di un musicista, in questo caso il cantautore Tim Showalter. Ma se in passato i suoi dischi erano degli album folk, scarni e quasi privi di strumentazione, questa volta Tim, assieme ad un produttore come John Congleton ed alcuni musicisti di vaglia, ha fatto un disco elettrico. Disco interessante che mischia elementi indie con il suono dei Big Star, canzoni psichedeliche con brani rock decisi, come l'iniziale Goshen 97, con J. Mascis chitarra solista. Ne è venuto fuori un disco diverso, decisamente interessante.
Eleanor Friedberger è al suo terzo lavoro come solista. E' americana e, sino a qualche anno fa, faceva parte dei Fiery Furnaces. Ma da quando si è messa a fare dischi da sola qualcosa è cambiato. New View è stato inciso a New York ( le prove le ha fatte a Los Angeles ) e, vuoi per la maturazione dell'autrice, vuoi perchè ha lavorato con musicisti migliori, risulta essere un signor disco. Un album con ballate, bello e ben costruito, con elementi rock, folk e Americana. Il produttore Clemens Knieper dà al disco un suono classico, abbellito dagli interventi del chitarrista Dorian DeAngelo ( Icewater). Di nuovo disponibile, uno dei dischi dell'anno.
Sono una delle band più interessanti, emerse negli ultimi anni nel circuito Americana. Il recente Green River Ordinance, ma anche Under Fire o Out of My Hands, avevano già sancito la bravura della band. Questo nuovo lavoro dei Texani, sempre sotto la leadership di John Jenkins, amplia il loro suono southern country rock, con ballate di grande spessore come Red Fire Night, Keep Your Cool, Tallahassee, Only God Knows, Life in The Wind. Chitarre elettriche ed acustiche, violino, base ritmica solida, il tutto al servizio di una serie di canzoni decisamente accativanti. Sentire per credere, tra i dischi più belli di questo inizio anno.
Rara collaborazione, 2003
Derden Smith è un cantautore con una carriera più che trentennale alle spalle. Da vari anni vive ad Autsin, Texas, dove continua a comporre musica ed incidere canzoni. E' il suo lavoro e lo fa bene, con passione, oltre che con consumato mestiere. In questo nuovo disco, Darden è accompagnato da turnisti di lusso come Roscoe Beck, JJ Johnson, Charlie Sexton, Michael Ramos e David Mansfield, mentre alle voci abbiamo James House, Kelly Willis, Bonnie Bishop. Il resto lo fanno le canzoni, ballate classiche, tra rock e radici, con influenze irish e qualche brano influenzato dal folk più classico.
Il nuovo lavoro, 2018, della bizzarra formazione Usa.
