Torna la voce vellutata di Art Garfunkel, qui interprete di una bella serie di standards. Da Someone To Watch Over Me a It Could Happen To You, da Easy Living a You Stepped Out of a Dream.
"il teatro, di per se`, consente di vivere nuove identita` e se l`identita` e` anche la forma che il mondo ci da`, il teatro consente di togliere una pelle e indossarne un`altra. consente, anche alla persona disabile, di avere una propria "altra" vita magari piu` semplice da accettare e da manifestare di quella che realmente gli appartiene. permette di prendersi un innocua vacanza, anche se per poco e all`interno del gioco della recita, da quel penoso sentimento del limite personale che, seppure reso un po` piu` consapevole dall`ineludibile lavoro di elaborazione del lutto, e` pur sempre troppo difficile da tollerare ".
di nobile nascita, di bell`aspetto, precoce e brillante avvocato, gradito alla regina maria antonietta, he`rault de se`chelles poteva nutrire per se` qualsiasi progetto. ma la sua folgorante traiettoria fu interrotta da un vizio pericoloso, il gusto dell`irrisione, che nei complicati anni della rivoluzione non gli fu perdonato e fini` per costargli la vita. giunto al vertice della convenzione nel partito di danton, venne ben presto accusato di tradimento e ghigliottinato.
da qualche tempo a questa parte, nel gergo giornalistico e televisivo di molti "intellettuali mediatici", laici e cattolici, del nostro paese, la parola eutanasia e` diventata una parola impronunciabile: quasi che colui che osa pronunciarla commetta un peccato mortale, un crimine e sia destinato, in ogni caso, alle fiamme dell`inferno. eppure, per oltre duemila anni, ha conservato l`originario significato che ben conoscono quanti hanno ancora una qualche familiarita` con il greco antico: morte felice, serena, dolce e, in ogni caso, nobile e razionale, in quanto morte a cui si espone il saggio "per la patria e per gli amici e nel caso in cui sia vittima di dolori acuti o di menomazioni o di malattie incurabili" (diogene laerzio, vite dei filosofi, vii, 130).
jacques derrida si interroga su una certa internazionalizzazione in corso della filosofia, del suo insegnamento come delle sue pratiche, ricerche o esperienze. quali sono a questo riguardo le responsabilita` di ogni filosofo, attraverso la sua lingua, la sua tradizione, la sua nazionalita`? appare indispensabile una riflessione sulla filosofia, e in particolar modo sulla filosofia del diritto che fonda istituzioni quali l`onu, l`unesco, etc. derrida inscrive le sue riflessioni preliminari sotto il segno di un testo celebre e singolarmente "attuale" di kant (idea per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico, 1784), che richiede al contempo il rispetto, la rilettura e alcune domande.
le avventure di un cane che, abbandonato dalla padrona diventa per caso poliziotto. ambientato a leningrado, a cavallo degli anni cinquanta e sessanta, muchtar racconta il rapporto che nasce tra l`addestratore e il cane, il quale da violento e selvatico si fa generoso e fedele mettendo in risalto le sue doti di tenacia e intelligenza. sara` proprio il suo vecchio addestratore a salvarlo dalla morte quando una burocrazia che non bada ai sentimenti vorra` eliminarlo perche`, ormai vecchio, muchtar non e` piu` che un "costo aggiuntivo".
Italia 1973. 119 minuti. Con Pupella Maggio, Magalì Noel, Armando Branca, Ciccio Ingrassia.