Chitarrista blues grintoso, Shorty è uno dei pochi neri a cui l'aggettivo blues rock calza a pennello. Elettrico, rauco, diretto, il suono di Shorty è spettacolare e mantiene in tutto e per tutto le sue radici texane. Tra le cose migliori di questo disco: Please Mr President, Too Hard to Love You, Slow Burn, Bad Memory e Temporary Man.
Nuova band, formata da session man ed artisti emergenti della scena di New Orleans. Sono già una sensazione a casa loro, dove fanno un tutto esaurito dopo l'altro. Mischiano la cultura blues locale con la forza del rock, le intuizioni sudiste con le alchimie della Lousiana. Un cocktail di suoni affascinante, dove musica e cultura vanno a braccetto. Più blues dei Radiators, più rock dei Neville Brothers, più jazzy di James Brown.
Intrigante debut album per una blues band, originaria di New Orleans. Blues e sonorità delle Crescent City, per un alunno di Delbert McClinton, con Johnny Cash nel cuore. Spigoloso a tratti, Hoy mischia sacro e profano, New Orleans e il classico blues elettrico, e ci regala un disco fuori dalle consuetudini. Reperibilità difficoltosa.