Upsetter Revolution Rhythm  di Bob Marley & The Wailers - CD
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Early stuff

Trenchtown Rock  di Bob Marley & The Wailers - CD
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Bob Marley & The WailersFormato: CD22.50 € Aggiungi al carrello

2 CD. The Anthology 1969-1978. Il periodo migliore di Marley, 51 caznoni.

Zona Disagio  di Franzen Jonathan - libri
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a quarant`anni, poco dopo la morte della madre, jonathan franzen ritorna a webster groves, il sobborgo di st louis dov`e` cresciuto. i due fratelli maggiori l`hanno incaricato di cercare un agente immobiliare per vendere la casa di famiglia. appena entra nelle stanze in cui ha trascorso infanzia e adolescenza, franzen si sente un "conquistatore che bruciava le chiese e fracassava le icone del nemico". e il nemico e` la famiglia. ma questo e` solo il primo impatto, perche` il suo atteggiamento rivela subito un`intenzione piu` profonda. se decide di entrare nella "zona disagio" che e` il proprio passato, franzen lo fa per prolungare il gesto del padre, che ogni sera muoveva il termostato del riscaldamento di casa verso la "zona benessere". in lui l`ironia e` sempre accompagnata da un movimento contrario di indulgenza e innesco emotivo. sei sono le tessere che compongono il puzzle di questa autobiografia: la vendita della casa di famiglia; i "peanuts" di charles schulz, e in particolare snoopy, come chiave tragicomica della contestazione degli anni settanta; un gruppo d`ispirazione cristiana, la comunita`, specchio dell`anomalia suburbana di webster groves; gli scherzi adolescenziali ai danni delle strutture scolastiche; l`innamoramento per la lingua tedesca, segno di una vocazione letteraria che inizia a esigere i suoi spazi; la passione per il bird watching. e intrecciata a questi momenti, naturalmente, una tormentata educazione sentimentale.

Passar La Vita A Diol Kadd  di Celati Gianni - libri
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"vorrei che tutto apparisse meno romanzesco possibile, perche` non se ne puo` piu` di queste vite da romanzo a cui dovrebbe somigliare anche la nostra. giorno per giorno passa la vita e basta. io mi ritrovo con undici taccuini scritti in fretta, spesso illeggibili, senza nessun ordine. sono appunti su aspetti che mi sono diventati familiari in questa parte del mondo, con elenchi di parole wolof, discorsi scritti in fretta, figure di amici con cui cui ho vissuto in queste terre, idee di per un film sul villaggio di diol kadd, e frasi e che non so chi le abbia dette." lieve, affettuoso e complice, lo sguardo di celati ci restituisce l`allegria e la pace, lo sfarzo delle vesti femminili durante le feste, lo sciamare dei bambini, la lenta e cauta sopravvivenza di questo villaggio di duecento anime, governato soprattutto da donne. non c`e` nessuna idealizzazione, ma c`e` senza dubbio la percezione di un tempo "diverso", di un tempo quasi fermo, che parla con una voce che ci tocca da vicino. una testimonianza d`eccezione di un modo di vivere tanto piu` povero e, al contempo, piu` ricco di quello in cui si dispiegano le nostre esistenze quotidiane.

sempre piu` spesso a chi si occupa di discipline umanistiche - e soprattutto classiche - viene chiesto: dietro questa domanda agisce una rete di metafore economiche usate per rappresentare la sfera della cultura (, , , , e cosi` via). a fronte di tanta pervasivita` di immagini tratte dal mercato, pero`, sta il fatto che la storia testimonia una visione ben diversa della creazione intellettuale. la civilta` infatti e` prima di tutto una questione di pazienza: e anche la nostra si e` sviluppata proprio in relazione al fatto che alla creazione culturale non si e` chiesto immediatamente . in particolare, e` proprio lo studio dei greci e dei romani a meritare questa pazienza: soprattutto in italia, un paese la cui enciclopedia culturale e` stata profondamente segnata dall`ininterrotta conoscenza dei classici. se si vuole mantenere viva questa presenza, pero`, e` indispensabile un vero e proprio cambiamento di paradigma nell`insegnamento delle materie classiche nelle nostre scuole.

la e` un fenomeno del presente che riguarda la necessita`, il desiderio, la volonta` di generare un nuovo senso dei luoghi. e questo un tempo segnato dalle migrazioni, ma e` anche il tempo, piu` silenzioso, di chi "resta" nel suo luogo di origine e lo vive, lo cammina, lo interpreta, in una vertigine continua di cambiamenti. la pandemia, l`emergenza climatica, le grandi migrazioni sembra stiano modificando il nostro rapporto con il corpo, con lo spazio, con la morte, con gli altri, e pongono l`esigenza di immaginare nuove comunita`, impongono a chi parte e a chi resta nuove pratiche dell`abitare. sono oggi molte le narrazioni, spesso retoriche e senza profondita`, che idealizzano la vita nei piccoli paesi, rimuovendone, insieme alla durezza, le pratiche di memoria e di speranza di chi ha voluto o ha dovuto rimanere. la restanza non riguarda soltanto i piccoli paesi, ma anche le citta`, le metropoli, le periferie. se problematicamente assunta, non e` una scelta di comodo o attesa di qualcosa, ne` apatia, ne` vocazione a contemplare la fine dei luoghi, ma e` un processo dinamico e creativo, conflittuale, ma potenzialmente rigenerativo tanto del luogo abitato, quanto per coloro che restano ad abitarlo. partire e restare sono i due poli della storia dell`umanita`. al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente.

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