roy e` un battagliero e dolcissimo yorkshire terrier, impegnato sin dalla nascita a negare la sua condizione di cane, per rivendicare quella di essere umano. a volte ci riesce, a volte no. il modo di ragionare, di riflettere, di trovare soluzioni, sono umani. ma la dolcezza, la trasparenza, la disarmante ingenuita` sono puramente canine. il ricavato del libro va interamente devoluto al fondo amici di paco, associazione nazionale per la tutela dei cani.
tutto comincia con l`aborto di he`ra, una giovane cameriera di provincia, che per vendetta contro l`ex amante francois, che l`ha mollata, nasconde il feto nel cassetto della sala professori della scuola dove l`uomo insegna filosofia. il fratello di he`ra la vendica violentando la figlia di francois sotto gli occhi della madre, che seviziata a sua volta entra in coma, e sara` he`ra a provocarne la morte staccandole i fili, mentre la figlia di francois uccidera ivan, il suo violentatore. non uno di questi personaggi mostra un barlume di umanita`, tutti schiavi di pulsioni di morte che si muovono come burattini, l`unica figura positiva, l`ispettore che indaga sulla morte della donna in coma, viene presto eliminato dalla figlia di lei.
un ometto di bassa statura ma con un`alta considerazione di se` e` un salapuzio (chi ci ricorda?); una pioggia obliqua, inclinata dal vento, si chiama ventipiovolo; chi parla molto e conclude poco e` un farabolone; la sindrome da stress postmoderno puo` essere stemperata in un lirico affralimento... sara` capitato anche a voi di subire la burbanza di un rodomonte, ma cosa significa precisamente? e come sono nate queste espressioni? questo libro recupera parole in via di estinzione e ne presenta storia, significato e potenzialita` espressive. attraverso una ricerca trasversale su testi e vocabolari di epoche diverse, ci offre un metodo infallibile per non passare inosservati in societa`, e un poderoso antidoto alla lingua di plastica che troppo spesso ci condanniamo a usare.
in una nuova traduzione, il romanzo che dostoevskij stava scrivendo al momento del suo arresto per mano della polizia zarista. le prime tre parti di vennero pubblicate all`inizio del 1849: a fine aprile dostoevskij fu arrestato, condannato a morte, graziato mentre gia` si trovava sul patibolo. a cio` seguirono la deportazione, i lavori forzati, il confino: dieci anni nel buio della steppa, a cercare la luce; dieci anni dai quali dostoevskij fece ritorno profondamente mutato, colmo di nuove idee, nuove passioni e intuizioni. le altre parti del libro non vennero mai scritte: l`aprile del 1849 segno` davvero la cesura fondamentale della creativita` dostoevskiana. dopo, nulla sarebbe piu` stato lo stesso, nulla di quanto prima era stato progettato sarebbe piu` stato realizzabile. ci si offre cosi` come straordinario esempio di un`opera "di confine" tra due mondi, con pagine di impressionante efficacia, di sconvolgente verita`, che preludono ai grandi romanzi del periodo maturo. netocka e` l`esclusa, e` colei che non e` invitata al banchetto della vita, e che dal suo cantuccio e` destinata a scrutare il mondo, degli adulti di casa prima, degli estranei di fuori poi. un dostoevskij al femminile, dunque, che pero` intreccia all`analisi del mondo interiore della bambina le tematiche tipiche del suo primo periodo, quello a suo modo "romantico", nel quale ragiona ancora sul ruolo dell`artista.
"non eravamo solo animaletti pieni di ormoni che sbavano di qua e di la: eravamo bolle sessuali, evanescenti come vapore acqueo, pronte a esplodere da un momento all`altro". le avventure di un maschio qualunque che cresce in italia - dall`infanzia alla paternita, dagli anni ottanta a oggi - raccontate in prima persona, senza assoluzioni ne indulgenze: il comunismo, gli amici (immaginari e reali), le ragazze, il sesso, l`amore, i disastri sentimentali e gli equivoci emotivi. un libro scritto in prima linea che va oltre la semplice decostruzione del ruolo maschile e della virilita, per mostrare come gli uomini possano crescere attraverso fallimenti rovinosi e incomprensioni fatali, ma anche attraverso atti di coraggio e una spietata sincerita verso se stessi. e, spesso, si ride.