accanto alla produzione musicale "istituzionale" ne esiste un`altra, che si muove "sotterraneamente" negli spazi urbani creando relazioni e interagendo nelle nostre vie quotidiane. e quella dei buskers, suonatori di strada, di piazza o di metropolitana, insomma di "non-luoghi". a milano e` nata un`associazione per tutelare questi musicisti e per promuovere e diffondere eventi musicali legati all`arte di strada. perche` in italia soprusi e maltrattamenti sono all`ordine del giorno, mentre in tanti paesi europei le autorita` concedono ai buskers perfino vere e proprie licenze che consentono loro di esibirsi in tutta tranquillita`. questo testo offre una delle tante possibili letture di un fatto musicale attuale.
da roddy doyle a john banville, da andre` brink a jonathan coe; e poi ancora bernard maclaverty, julian barnes, william trevor, margaret atwood, irvine welsh e altri ancora. settanta poeti e narratori, noti o addirittura notissimi, che hanno accettato di raccontare, in brevissimi e spassosi aneddoti, tutte le figuracce, le umiliazioni ricevute in pubblico, tutti i momenti e le occasioni in cui essere uno scrittore famoso si e` rivelata un`esperienza vergognosa e grottesca, a volte al limite del drammatico, e sempre comunque un`esperienza da affrontare con le guance stravolte dal rossore. una serie di quadretti sapidi e divertenti, raccontati con leggerezza autoironica.
prendere la propria vita e andare - per capire se stessa, trovare un futuro, non scendere piu` ma restare. sono questi i motivi per cui, una mattina di maggio, beatrice lascia torino per trasferirsi tra le montagne. quelle montagne che, ne e` certa, sono donne anche se spesso recano nomi maschili. donne come lei, che appena arrivata al rifugio del barba, un uomo burbero dal passato misterioso, si sente respinta, in quanto fumna e strangera. marta aidala ha il coraggio di una voce limpida che lascia parlare i gesti e gli accadimenti, i rumori del bosco, gli odori, la luce di un cielo alto sopra le cime. e sa raccontare nei dettagli piu` concreti una nuova epica, quella di una ragazza che va dietro alla propria liberta` nonostante le esitazioni e le paure, una ragazza che cerca se stessa nei sentieri e tra gli uomini di montagna, in un mondo che sente suo anche se le vecchie tradizioni la guardano con diffidenza. con timore e curiosita`, come la guarda elbio, il giovane malgaro con cui beatrice instaurera` un legame profondo, fatto di ritrosie e slanci, in quell`intimita` fragile e struggente che c`e` tra due persone che si specchiano e si riconoscono. quando l`estate finisce beatrice pero` decide di non seguire elbio a valle, rimane invece assieme al barba in rifugio, luogo che ora, forse, sente di poter chiamare casa. ma l`inverno senza neve le rivelera` una montagna inaspettata, spingendola a rimettere tutto in discussione, e interrogandola ancora una volta sul suo futuro, sulla persona che vuole essere e sui luoghi a cui sente di appartenere. "
francesco e un ragazzo bello, incorreggibilmente bugiardo, pieno di vita. diventera un uomo dal fascino sfrontato e irresistibile, un seduttore, un giocatore d`azzardo che crede nella fortuna amica, un disertore, un fuggiasco. teresa, al contrario, e nata in una "via di pezzenti", grandi occhi scuri e spalle esili ma volonta di ferro. diventera una studentessa serissima, la sola del suo cortile a diplomarsi, una giovane donna che tiene a bada i propri sogni. i due non potrebbero essere piu distanti, eppure si attraggono per quell`impeto della vita che sovrasta ogni cosa, anche il fascismo, anche la guerra, anche la poverta. con la forza della grande letteratura, elena varvello costruisce un romanzo struggente, il racconto di un amore e insieme un affresco di voci, di storie e destini, un confronto serrato con la memoria e i non detti, e ci regala personaggi indimenticabili, pieni di coraggio e ribellione, di desiderio di liberta. la vita sempre e la storia della vita che tenta di resistere alla storia. e che dovunque e sempre alza la sua canzone al cielo, una canzone d`amore.