nato in libano nel 1883, emigrato negli stati uniti con la famiglia nel 1895, morto a new york nel 1931, kahlil gibran e` conosciuto in tutto il mondo come l`autore del "profeta", un long seller che ha attraversato i decenni e influenzato generazioni di lettori. in questa biografia, robin waterfield ne ripercorre la vita e le opere, offrendo un ritratto sorprendente del poeta libanese. l`adolescenza povera e ribelle, i primi componimenti in arabo, l`arrivo negli stati uniti e le esperienze a boston e a new york all`inizio del secolo, i complessi rapporti con le donne, la felice rielaborazione dei motivi spirituali dell`epoca, il successo, la consacrazione e poi il declino, la solitudine e l`alcolismo.
"l`enigma si e` capovolto: una volta era la sfinge che poneva all`uomo la domanda dell`uomo, che edipo ha creduto di risolvere, che tutti noi abbiamo creduto di risolvere, oggi e` l`uomo che pone alla sfinge, all`inumano, la domanda dell`inumano, del fatale, della disinvoltura del mondo verso le nostre azioni, della disinvoltura del mondo verso le leggi oggettive. l`oggetto (la sfinge), piu` sottile, non risponde. ma bisogna pure che disobbedendo alle leggi, eludendo il desiderio, risponda in segreto a qualche enigma. che cosa resta se non il volgerci dalla parte di questo enigma?". la catastrofe e` gia` avvenuta, siamo oltre: a questo riconoscimento deve seguire, per jean baudrillard (1929-2007), il tentativo di pensare la nostra nuova condizione senza ricorrere a categorie superate. la scena della storia, dello scambio, del fantasma, del politico, del corpo sono finite; con la loro scomparsa ogni radicalita` critica e` diventata inutile. non e` piu` il modo di produzione, e` il modo di sparizione a essere avvincente; e, in generale, le cose visibili non trovano fine nell`oscurita` e nel silenzio, ma svaniscono nel piu` visibile del visibile, l`oscenita`. nell`iperreale - la forma estatica di un reale non piu` frenato dall`illusione - si installano l`inerzia, l`escrescenza, l`ipertelia, l`effetto speciale: le cose, svincolate dalla loro essenza, proliferano all`infinito, si potenziano, assumono una curvatura malefica che mette fine all`orizzonte del senso.
carlo rosselli del quale ricorre quest`anno il centenario della nascita, fu uno dei piu` carismatici e influenti intellettuali antifascisti europei. la narrazione di questa vita cosi` intensa e drammatica si accompagna nel libro di pugliese alla esposizione di un pensiero che, come ormai si sottolinea da piu` parti, ritrova oggi una straordinaria attualita`.
le possibilita` di lettura delle vicende architettoniche e urbanistiche nell`eta` barocca per un`isola cosi` vasta come la sicilia allo stato attuale degli studi non sono molte, pur essendo notevole, e per alcune produzioni autorevole, la bibliografia sull`argomento. si e` ritenurto utile tentare un`inquadratura generale di tutta la materia compresa tra gli anni 1610-1760 circa, proponendo al lettore, soltanto per una facile consultazione, la suddivisione tra vicende interessanti la citta` ed il territorio e quelle riguardanti l`architettura, ben sapendo che essa non esiste in generale e non esiste in particolare in quelle siciliane, nelle quali i valori ambientali sono sempre presenti e spesso con dimensione prevalente su quelli puramente architettonici.

la vicenda biografica e spirituale del filosofo bengalese aurobindo ghose (1872-1950) ha diviso tanto gli studiosi che si sono confrontati con il suo pensiero quanto il piu` vasto pubblico di ricercatori che ha guardato al millenario deposito orientale per ritrovare una dimensione spirituale in cui riconoscersi. sottoposto a priori alle piu` rigide critiche dottrinali o entusiasticamente accettato come un moderno profeta hindu, aurobindo deve essere considerato come una figura paradigmatica nella difficile transizione tra il lungo capitolo coloniale e la successiva indipendenza indiana, rappresentando una delle piu` intense voci alternative alla non-violenza del mahatma gandhi. le ragioni di questa duplicita` sono da ricercarsi nella sintesi tra cultura occidentale e tradizione religiosa indiana su cui il pensatore bengalese ha edificato la propria peculiare dottrina dello yoga integrale. la sua opera legge il corso della storia come il divenire di un organismo vivo e consapevole, cercando le regioni comuni tra il monismo metafisico dell`advaita vedanta e l`assenso occidentale al realismo scientifico. politicamente, aurobindo e` stato da alcuni considerato come uno dei piu` luminosi combattenti per l`indipendenza indiana, da altri un estremista facinoroso che non ha esitato a ricorrere alla violenza per contrastare l`egemonia britannica. sulla base di un`attenta analisi testuale dell`imponente opera letteraria del filosofo bengalese e attraverso il confronto con quelle figure occidentali che hanno diversamente interpretato il dettato tradizionale (gue`non, evola, steiner e scaligero), il volume suggerisce una linea d`indagine che non riduce il senso dell`opera aurobindiana alle categorie intellettuali dell`oriente o dell`occidente, ma ne segue la caratteristica identita` senza sacrificarla in un`ortodossia in cui il filosofo non si e` mai pienamente riconosciuto.
Registrato dal vivo il 22 agosto 1985 a The Universal Amphitheatre.