"in una concatenazione di gioia e dolore, "colui che viene" trascina con se` l`ombra dell`apocalisse. nel suo tingersi di religiosita` intrisa di richiami buddisti. donatella bisutti traspone in poesia sentimenti esistenziali: e` senso del sacro che recupera nella crocifissione di cristo la vita di ogni uomo. "la vita e` sogno inconsapevole / che attende di formarsi [...] ricchi della nostra morte quotidiana / nell`attesa di colui che viene". dal molto parlare e disquisire sul sacro, emerge questa congerie di emozioni e sentenze la quale nel suo affocato crogiolo prepara il sigillo che la rende idonea a quel nome." (dalla nota di mario luzi).
in mezzo secolo di rapporti internazionali e` davvero successo di tutto: tensioni e contrasti, cadute e ascese, crolli di muri e di ideologie, ritorni di fondamentalismi e di integralismi. una lunga sequenza di problemi e di tragedie, di speranze e delusioni, ma anche di retorica e disinformazione riguardo a uomini, idee, eventi che hanno toccato o toccano, direttamente o indirettamente tutti noi, in una dimensione via via piu` globale. con questo libro sergio romano intende porre ordine alla materia dei rapporti internazionali e tracciarne le linee evolutive e le prospettive future.
questa storia della famiglia mann non mette al centro la figura di thomas, benche` molte delle vicende raccontate si rapportino anche a lui, ma offre un quadro d`un secolo di storia di questa importante famiglia. ci viene cosi` svelato il volto tragico d`un destino che per coincidenze non casuali sembra accomunare in una unica saga i membri della grande famiglia.
con i suoi versi d`elia disegna i luoghi della costa marchigiana rielaborati fra il ricordo, il sogno e la storia. e l`idea di un "canzoniere adriatico", anticipata ai tempi di "notte privata" ma mai compiutamente realizzata prima d`ora. e la parafrasi baudelairiana del titolo non e` un gioco gratuito, dato che l`aura della riviera adriatica, nella scrittura poetica di d`elia, tende allo spleen. la sonorita` delle rime fa invece pensare a una riscoperta di saba (anch`egli poeta adriatico) ma non alleggerisce la trama filosofica delle meditazioni, che sembrano in dialogo nel tempo con un altro marchigiano: giacomo leopardi. soprattutto nell`ultima parte del libro si addensano riflessioni in cui d`elia sembra un mistico laico, che non ha certo rinnegato le radici politiche e pasoliniane della sua poesia, ma che le ha arricchite con l`approfondimento della tradizione poetica italiana e con l`esperienza di vita.