da sempre gli uomini sognano di liberarsi dal flagello della guerra, anche se e` impossibile negare che, ai crocevia della storia, la strada del progresso umano sia spesso passata per i conflitti militari. la borghesia francese, ad esempio, dovette difendere le conquiste della sua rivoluzione dagli assalti della reazione europea in una serie di guerre rivoluzionarie. l`esercito rivoluzionario francese, sconfiggendo i prussiani a valmy, apri` una breccia decisiva nel muro eretto dalle vecchie classi feudali sulla strada della storia. i comunisti non sono pacifisti. essi valutano le guerre per il ruolo concreto che hanno svolto - o svolgono - nel lunghissimo e accidentato cammino che l`umanita` ha percorso, e che deve condurla fuori dalla originaria condizione animale di provenienza.
alla meta` dell`ottocento la maggior parte dei paesi asiatici fu costretta dall`arrivo delle potenze occidentali, in cerca di risorse e nuovi mercati, ad aprirsi, mettendo cosi` fine a un lungo periodo di sostanziale isolamento. a partire da quel momento, l`asia e` stata al centro di una serie di processi - guerre, rivoluzioni, occupazioni, industrializzazione - che hanno portato il continente ad assumere progressivamente un ruolo di assoluta centralita` nel quadro politico ed economico contemporaneo. muovendosi attraverso un orizzonte temporale lungo poco meno di due secoli, il volume ripercorre le principali tappe che hanno segnato le sorti di cina, india, corea, giappone e paesi del sudest asiatico, sia dal punto di vista interno sia da quello internazionale.
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2002







