il racconto di shirley jackson intitolato "la lotteria" ricorda da vicino, per la fama che lo circonda, la famigerata lettura radiofonica della guerra dei mondi di orson welles. fama non immeritata, giacche` la pubblicazione sul "new yorker" nel 1949, scateno` un pandemonio. molti lo presero alla lettera, reagendo all`istante e poi per lungo tempo con missive indignate o atterrite alla redazione. certe cose non potevano, non dovevano succedere. eppure la storia si presenta in tutta innocenza quale pura e semplice descrizione della lotteria che si svolge nell`atmosfera pastorale, quasi idilliaca, di un villaggio del new england in un luminoso mattino di giugno, come ogni anno da tempo immemore. ma giunto al termine di questo racconto, come degli altri che compongono l`intensa silloge qui proposta, il lettore scoprira` da se`, in un crescendo di "brividi sommessi e progressivi" - come diceva dorothy parker che cosa li rende dei classici del terrore. secondo un altro illustre ammiratore della jackson, oltre che maestro del genere, stephen king, lo sono perche` "finiscono con una svolta che porta dritto in un vicolo buio".
e una santita` nascosta e tuttavia luminosissima quella di padre leopoldo, cosi` come ricorda nella presentazione don bruno maggioni. una santita` straordinaria nella sua semplicita`, quella del frate dalmata delle bocche di cattaro, che ha saputo vivere alcuni tratti evangelici a volte dimenticati eppure di grande importanza, come la quotidianita`, la discrezione, l`umilta`, la disponibilita`, e di essersi sempre considerato un "servo inutile". padre leopoldo e` stato un uomo a cui la natura aveva concesso poco, ma nella sua grande fede e dedizione assoluta a dio, e` diventato una icona di conforto e di speranza per quanti lo hanno avvicinato, specialmente nel mistero della confessione.
giovane medico del pronto soccorso, gerard galvan racconta una folle notte di molti anni prima, quando fra crisi di asma e arti spappolati era stato finalmente notato un uomo seduto su una sedia che ripeteva: "non mi sento tanto bene". il malato passa da tutti gli specialisti, convocati d`urgenza a risolvere uno dopo l`altro crisi acute di ogni genere: dall`occlusione intestinale all`esplosione della vescica, all`attacco epilettico. rimasto accanto al suo letto, galvan si addormenta e al mattino il malato non c`e` piu`. e morto? e sparito? dove e` stato portato? galvan non sa neppure come si chiama. nessuno lo sa. ma il paziente riappare e le cose che dira` e fara` saranno per il buon galvan la fine di un sogno.
Pieta, figlia di Greg Brown, va a Nashville e si fa produrre da Richard Bennett ( Mark KNopfler, Steve Earle, Emmylou Harris ). Il risultato è un disco maturo, alla Lucinda Williams, suonato alla grande ( Glenn Worf, Chad Cromwell, Bennett, David Mansfield, Bo Ramsey e Mark Knopfler ospite in un brano ). Folk elettrico ed Americana si mischiano con forza e buon senso lirico.
la trentatreenne giulia ha l`impressione che la sua vita si sia infilata in un vicolo cieco: non ha amici, non ha un compagno, non ha un hobby, e ha anche perso il lavoro per cui ha sacrificato gli ultimi otto anni della sua vita. a tenerle compagnia ci sono solo una serie di piccoli disturbi e la fissazione per l`igiene, che le condizionano un po` l`esistenza. in seguito a un incidente di sua madre, giulia lascia l`amata milano e si trasferisce nel suo paese d`origine, sulle rive del lago di varese, per assistere la sua famiglia, a cui e` molto legata. in paese, giulia deve trasformarsi da donna in carriera in casalinga, abituarsi a ritmi diversi e, soprattutto, affrontare dolorosi ricordi da cui, da anni, cerca di fuggire. con l`aiuto della sua famiglia e di alessio, amico d`infanzia che accompagna in un breve e sorprendente viaggio alle eolie, giulia comprende che l`unico modo per riprendere in mano la propria vita e` affrontare una volta per tutte il passato. trovera` il coraggio per farlo?
nella corrispondenza tra la mai completamente esperita singolarita` delle architetture e dei luoghi di roma e gli studi sulla stratificazione dei suoi insediamenti si colloca questa storia di teatri progettati e non costruiti. in parallelo a quella degli edifici realizzati, la storia delle architetture immaginate illumina la conformazione della citta` attuale e ne rende piu` evidenti caratteri e contraddizioni. la vicenda delle sale per gli spettacoli e` in questo senso esemplare; che alla citta` delle scenografie barocche e alla fitta rete di luoghi destinati agli spettacoli, realizzati nel corso dei secoli xvii e xviii, ha fatto seguito, all`inizio dell`800, una reiterata impossibilita` di arrivare alla costruzione d`un nuovo teatro pubblico, in conseguenza d`una difficolta` di trasformazione sociale, civile e architettonica, su cui molto resta da indagare. il non realizzato teatro di roma prende forma nelle storie del teatro municipale, del teatro massimo o teatro regio e in quella dell`auditorium, che fanno interagire immagini diverse, sul fondo della straordinaria complessita` formale dei luoghi. cosi` la citta` non costruita e` parte integrante di quella che abbiamo sotto gli occhi e, a volte, solo attraverso quella e` possibile "vedere" l`immagine piu` significativa di questa.
Molto cosniderati in Usa, i Bear's Den sono un duo folk rock molto celebrato. Andrew Davie e Kevin Jones - prodotti nuovamente da Ian Grimble, hanno fatto il loro lavoro più personale di sempre. Folk rock, con intuizioni psichedeliche, per una idea musicale innovativa e decisamente piacevole. Da tenere assolutamente d'occhio.
Non è un disco nuovo, ma è come se lo fosse. Si tratta del disco più famoso della cantautrice canadese, ristampato e con l'aggiunta di una traccia. Disco importante per conoscerla a fondo in quanto raxccoglie la bellezza di sette canzoni ( il disco ne contiene undici ), che hanno reso celebre la Wright, prima in Canada e poi negli Stati Uniti. Folk elettrico, grande voce, belle canzoni. Una nuova stella si è affacciata nel cantautorato a stelle e strisce. Da tenere in grande considerazione.
LP. Motown Records, 1976, UK. Esordio del trio soul/funk composto da Stanton Scott Sheppard (Stan), Chauncey Matthews, e Fred Brown Jr. che trovarono un successo nell'area di Detroit con un singolo ma non ebbero molta fortuna dopo la pubblicazione del disco.
Lp. Reprise, 1989, USA. Il debutto del cantautore soul successivamente noto come Chocolate Genious.
Artist and title as stated on the release: "Duane Eddy, His Twangy Guitar and The Rebels"
1, 10 Produced for Duane Eddy Productions, Inc.
1, 10 Engineered at The Lighthouse, Lion Share Recording Studio & Hollywood Sound, Hollywood, California
2 Engineered at The Mill, Sussex, England
3, 6, 9 Engineered at Friar Park Studios, Henley On Thames, England
4, 8 Engineered at Treasure Isle, Nashville, Tennessee [Deaton] and Maison Rouge, London, England [Potter]
5, 7 Engineered at Capitol Recording Studios & Ocean Way Studios, Hollywood, California
Mastered at Future Disc Systems, Hollywood, California
Tracks 4 & 8 are credited as "an Art Of Noise" production.
The Art of Noise appear courtesy of Chrysalis Records Inc.
Ry Cooder appears courtesy of Warner Bros. Records Inc.
John Fogerty appears courtesy of Warner Bros. Records Inc.
George Harrison appears courtesy of Dark Horse Records.
Paul McCartney appears courtesy of Capitol Records, Inc.
? 1987 Capitol Records, Inc.
© 1994 See For Miles Records Ltd.
Made in the EC
Country of origin: UK
con Bill Laswell, Transglobal Underground e Richard Horowitz
Track 2 remixed at Unit 23, London, October 1998.
Track 3 remixed at Red Stripe, Vancouver, October 1998.
Track 4 remixed at Quaquaversal, New York, November, 1998.
Track 5 remixed at Orange Music, West Orange, NJ, September 1998.
From the full-length album “[m=820387]” 09026-63270-2.
On digipak:
?&© 1999 Wicklow Entertainment LLC. Manufactured and distributed by BMG Distribution, a unit of BMG Entertainment. Printed in the USA.
On disc:
? 1999 Wicklow Entertainment LLC. Made in USA.
The release is housed in a digipak. Hype sticker affixed to shrink-wrap states: “Includes remixes by [a661], [a5127], [a69720], [a43762], [url=https://www.discogs.com/artist/8207151-Mo-Funk-3]Mo Funk[/url] 09026-63373-2”.