edith piaf, per il pubblico francese, e in genere per quello europeo, e` piu` di una grande cantante: e` l`incarnazione del momento in cui nella cultura moderna le canzoni e la vita si sono saldate e una donna qualsiasi come lei ha avuto la possibilita`, grazie alla sua voce e alle sue intransigenti scelte di vita, di diventare un simbolo per diverse generazioni. questa e` la storia di edith, dalla miseria di belleville alla gloria della carnegie hall a new york. una diva che aveva bisogno del palcoscenico ma che viveva per l`amore e alle cui vicende si e` appassionata morbosamente una nazione.
le grandi canzoni appartengono alla storia, e sono fatte di leggenda. nel caso di "satisfaction", la storia e` nota: durante il loro primo tour americano, al ritorno da un concerto al jack russell stadium di clearwater, in florida, rovinato dalle intemperanze di una frangia di esagitati, keith richards cade addormentato, ma in piena notte si sveglia, afferra la chitarra e registra su una cassetta le note che gli ronzano nel cervello, rovinandogli il sonno. poi, si rimette a dormire (col nastro che ancora gira e per i successivi quaranta minuti incidera` il suo russare pacato). dopo neanche tre settimane, negli studi della chess records, a chicago, quel riff salvato nel dormiveglia diventa (i can`t get no) satisfaction, ed entra immediatamente nella storia. se a cinquant`anni dall`uscita, il 6 giugno 1965, siamo ancora qui a parlarne e` perche` e` una delle piu` belle rock song di sempre. e anche perche`, da quel giorno, i giovani e gia` ricchi rolling stones, brillanti e iconoclasti, trovarono la loro filosofia. questo libro racconta tutto quello che c`e` intorno, fuori e dentro uno spicchio di tempo sociale bloccato per sempre dal sonno leggero di un chitarrista di talento, e la genialita` di un gruppo che ha fatto storia. e anche leggenda.